Un inferno domestico? Un libro doloroso, ma molto bello.
Lisa Ginzburg parla di un romanzo, «la cui lettura colpisce dritto al cuore per come lo stile è scabro, nitido e lucido, se pure usato per esprimere sentimenti molto intensi e duri da scandagliare».
La storia è quella di un addio. Il figlio lascia i genitori. Una fuga dopo 40’anni di un prolungato inferno domestico. Il padre è un tiranno. Contro moglie e figli. Costringe la donna a subire una continua violenza. Mortificazione e possesso nello stesso tempo. I figli, spettatori inermi, sono oggetto delle feroci insidie di un uomo, il padre, che vuole apparire vittima, ma nello stesso tempo è una furia scatenata.
Il Bajani, narratore avveduto, ci sorregge con la sua piena maturità. Parla apertamente. Rende palpabile e visibile l’invivibile. “L’anniversario” è una lettura traumatica. Una esperienza molto verosimile. Vogliamo attraversare quello che ci tocca da vicino. Nello stesso tempo ci trasforma e talvolta ci sconvolge.
In ordine, dietro Bajani c’è Elisabetta Rasy con “Perduto è questo mare”, ed. Rizzoli. Segue Nadia Terranova con “Quello che so di te”, ed. Guanda. Poi Paolo Nori con “Chiudo la porta e urlo”, ed. Mondadori e, infine, Michele Ruol con “Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia” , ed. Terra Rossa.
Andrea Bajani era da settimane indicato come il favorito. Non ha tradito le attese. 194 voti per conquistare il primo posto in classifica. Egli stesso ha detto: «Dedico questo Premio ai libri, alla letteratura, contro la semplificazione. Siamo in un momento di grande violenza diffusa, e alla violenza si risponde spesso con la semplificazione. I libri possono restituire la complessità delle cose, e credo che di questo abbiamo bisogno».
«Auspico che i lettori affrontino anche i tabù, come quello radicato nella nostra cultura per cui alcuni uomini credono di poter comandare per diritto di genere: a loro deve arrivare un messaggio chiaro, perché da loro deve partire un cambiamento. Il diritto a sentirsi al sicuro è un diritto di tutti, dentro e fuori dalle famiglie. Viviamo in un Paese dove, se un rapporto familiare è violento o non funziona, si pensa che debba rimanere chiuso e taciuto. Questo è un problema culturale, politico e linguistico che dobbiamo affrontare».
Leggere “L’anniversario” di Andrea Bajani è un’esperienza. Un cammino, che ci tocca, ci incoraggia e ci trasforma.
Antonio Losito