Giuseppe Carbonara, poeta contadino
Un racconto di vita, la sua, scritto con passione.
Con foto, disegni e poesie.
Edizione Vivere In, luglio 2004, 212 pagine.
Nella quarta di copertina è descritta amabilmente la sintesi del suo percorso di uomo semplice e lungimirante.
Giuseppe Carbonara nasce a Monopoli il 1910, muore nel 2005.
I suoi, il padre Stefano, la madre Antonia Allegretti e le cinque sorelle abitano in Monopoli alla contrada Turchiano, vicino all’attuale Eremo S. Antonio Abate.
Da giovane, non potendo frequentare gli studi, impara a leggere e scrivere andando a lezione del “maestro Pietro”, un contadino più istruito di contrada Impalata.
Lavora nei campi, ma si appassiona alla lettura e alla musica diventando suonatore di fisarmonica, una vecchia Soprani a bottoni, con cui allieta tante serate da ballo presso le famiglie, occasione per incontri e divertimenti di una volta.
Partecipa come soldato, dal 1940 al 1944, alla Seconda Guerra mondiale.

Il 16 settembre 1944 sposa Antonietta Brescia, sarta; dal matrimonio nascono Stefano, Tonia e Rosanna.
Nel secondo dopoguerra, con tanti reduci in cerca di pane e lavoro, costituisce una cooperativa di braccianti per la gestione collettiva dei terreni pubblici; il 14 agosto 1947 i soci occupano la Masseria Conchia di proprietà dell’ente pubblico IPRAB.
Conosce il prof. Enrico Alba, poi onorevole, si avvicina alla politica e viene eletto consigliere comunale DC nella legislatura 1952-1956, con sindaco Vito Giannulo.
Per sua iniziativa viene realizzata con i fondi della Cassa del Mezzogiorno la strada Frangisto-Mare, che collega il mare del Capitolo ai monti di S. Michele.

Al lavoro in campagna associa l’interesse per la musica, componendo brani melodici e popolari; durante la giornata scrive sulle pietre dei campi “parole e musica”, che la sera riporta sui quaderni a casa.
Si dedica alla lettura di testi religiosi, in particolare la Bibbia, da dove trova ispirazione per i suoi scritti, pieni di fede e amore di Dio e di fratellanza e pace.
La sua vita è soprattutto lavoro, amicizia, famiglia e profonda fede cristiana, vissuti con serenità, gioia e santa allegria.
Le cose sagge pensate, le esperienze, le canzonette, i consigli, i racconti li ha voluti raccogliere in questo modesto libro, per lasciare “un messaggio di pace e amore per tutti noi”.
Poesia
Inizia la giornata col sorriso.
E proverà il cuore
la gioia del Paradiso.
Il sorriso piace,
è un forno di pace.
Non costa niente,
ma vale assai,
dall’infanzia alla vecchiaia.
Il sorriso ha un valore infinito,
allunga la vita.
Perché sempre gioia annoia,
ma sempre dolore si muore.
Sorridere è cosa meravigliosa.
OCCUPAZIONE DELLA MASSERIA CONCHIA, ARRESTO, PROCESSO.

Alla fine della guerra mondiale 40-45, in una situazione di grave crisi economica e sociale, con tanti reduci combattenti alla ricerca di pane e lavoro, Giuseppe Carbonara organizza la Cooperativa “Giuseppe Fasano”(giovane di 20 anni morto in guerra) costituita da 90 soci contadini delle contrade.
Lo scopo è quello di ottenere in affitto o in compartecipazione i terreni di proprietà pubblica, come stabilito nelle leggi nazionali del tempo.
A tal fine il 14 agosto 1947 tutti i soci, muniti di attrezzi da lavoro, zappe, forche, badili, rastrelli, occupano la masseria Conchia di proprietà dell’IPRAB, Istituzioni Pubbliche Riunite di Assistenza e Beneficienza.
Gli amministratori dell’IPRAB avvisano le forze dell’ordine per fermare la manifestazione. Intervengono i Carabinieri della Stazione di Monopoli che contestano a tutti l’arbitraria occupazione.
Vengono condotti in Caserma. Segue l’incriminazione di tutti i soci con il rinvio a giudizio.
Il processo si conclude con la condanna a due mesi di carcere, 5 anni di buona condotta e lire 8.000 di multa per ciascuno dei soci.
Qui è riportata la lettera, a firma di Giuseppe Carbonara, consigliere comunale e presidente della Cooperativa, ai rappresentanti amministrativi e politici dell’epoca, in cui è evidente la grande amarezza e delusione per il mancato raggiungimento dell’obiettivo e le gravi conseguenze sulle famiglie dei 90 soci contadini.
L’AMAREZZA E LA DELUSIONE IN UNA LETTERA
- Nota: Giuseppe Carbonara è padre di Stefano, storico e scrittore, editore della Rivista online Monopoli Tre Rose.









