Massimo Cacciari ha voluto sottolineare l’impegno di Bergoglio per il superamento e la soluzione di tutti i conflitti. Papa Francesco «ha avvisato i naviganti che si sta andando contro gli scogli. Ma non è stato ascoltato».
È stato «l’unico». «Si sta andando verso una deriva senza ritorno. E adesso il venir meno anche di questa voce rende tutto più difficile». Tutti i laici senza eccezione alcuna si chiedono: «che resterà dell’impegno che il pontefice ha speso per fermare i conflitti che insanguinano il mondo». L’ex sindaco di Venezia, filosofo, è un intellettuale contemporaneo, che continuamente è presente nel dibattito politico per mettere in evidenza le ragioni della pace. È l’eredità, che Papa Francesco ha lasciato. A tutti indistintamente. Una «ragionevolezza» inascoltata. Sia su questo tema che su altri. Come la giustizia sociale e l’immigrazione. Cacciari ha aggiunto: «È stato l’unico che ha visto con realismo come si stia svolgendo nel mondo la “terza guerra mondiale a pezzi”, con il pericolo catastrofico che questi pezzi si riuniscano in un’unica grande esplosione. A tutto il mondo, credenti e non, ha lasciato questo forte appello alla ragionevolezza: continuando così è inevitabile la catastrofe, non potete lasciare aperte in giro per il mondo infinite reazioni nucleari, sperando che si autogovernino. Vanno spente o governate oppure finiranno in una grande esplosione. E questo vale per tutti i problemi su cui è intervenuto: immigrazione, diseguaglianze e grandi conflitti internazionali, in Medio Oriente, in Ucraina e Russia… Il venir meno di questa voce rende ancora più angosciosa la posizione di chi condivideva questa diagnosi e cercava una qualche terapia».
«Adesso, il venir meno di questa voce rende tutto più difficile. Più difficile avere ascolto, più difficile organizzare qualcosa, più difficile tutto. A meno che il suo successore non riprenda con altrettanta decisione le indicazioni, la prospettiva, le idee di Papa Bergoglio. Ma questo chi può dirlo?».
Aggiunge: «Proprio il nome che si è dato da eletto, Francesco, dice tutto. La Chiesa ha bisogno di una riforma che non è soltanto di ordine morale e organizzativo, ma è proprio il ritornare a praedicare Verbum. E nient’altro. Questa è la sua missione. E quando dici praedicare Verbum dici la tua posizione sull’ecologia, dici la tua posizione sulla pace, dici tutto. Perché si è chiamato Francesco, sennò? Non è che si è scelto il nome per simpatia».
«La sua teologia è quella tipica del suo ordine, i gesuiti, nel quale ovviamente possono esserci grandi menti teologiche e grande studio, ma è la militanza che conta, il miles. È la prassi che decide. L’albero si vede dai frutti. C’è questo elemento non contemplativo nell’ordine di Ignazio di Loyola, questa “mistica solida”, come diceva santa Teresa».
Fino all’ultimo ha sempre parlato di pace: «È stata l’unica voce autorevole sul piano globale che ha cercato di dire che forse sarebbe sembrato più ragionevole cercare un accordo politico-diplomatico che continuare il massacro. Non c’era bisogno di spirito profetico per dirlo, ma le cose vanno in quella direzione».
Antonio Losito








È il momento di schierarsi! Con chi stanno i nostri cristianissimi governanti? Con Trump, Netanyau e Putin (Salvini). Tutti campioni di pace e apertamente contro Francesco, quando era in vita.