È da pochi giorni nelle Librerie un interessante volume dedicato dal nostro concittadino Domenico Morgante alla figura e all’opera didattica di suo padre Mario, ricorrendo quest’anno il Centenario della sua nascita.
Il volume, edito da Cacucci di Bari, si avvale della prestigiosa Prefazione del Chiar.mo Prof. Roberto Sani, Ordinario di Storia della Pedagogia all’Università degli Studi di Macerata nonché Rettore emerito dello stesso Ateneo marchigiano.
Il testo, che consta di 160 pagine ed è corredato da 80 foto, in gran parte storiche, in bianco e nero, ricostruisce una pagina inedita e importante della Storia dell’Educazione nell’Italia meridionale post bellica da cui emerge soprattutto come il nostro profondo Sud non sia stato subalterno ad altre parti d’Italia nello specifico campo delle innovazioni didattiche e della sperimentazione pedagogica.
IL PROTAGONISTA
MARIO MORGANTE nacque a Monopoli (BA) il 31 marzo 1924 e studiò nella sua città natale e a Bari, partecipando giovanissimo alla Guerra di Liberazione.
Insegnante elementare per vocazione, iniziò la sua ricca e intensa attività didattica a Monopoli negli storici Corsi di Scuola Popolare istituiti nell’immediato dopoguerra dal Governo De Gasperi.
In seguito fu titolare nella Provincia di Brindisi, specificamente a Fasano, dove per scelta elettiva rimase ininterrottamente fino alla quiescenza nel 1983.
Dai suoi Quaderni di Lavoro emerge significativamente come la sua azione educativa e didattica sia stata da subito particolarmente rivolta a sviluppare non solo competenze specifiche di ordine cognitivo, ma anche e soprattutto quelle capacità di ordine morale e civico imprescindibili per guidare ogni soggetto a divenire, in maniera proficuamente indiscriminata, membro pienamente consapevole della Società, educandolo altresì praticamente al senso sociale e alla consapevolezza della propria posizione rispetto alla comunità dei propri simili, collaborando così al bene comune.
Fu pioniere convinto ed entusiasta dell’Educazione Stradale, e della sua attività didattica in tale specifico settore si occupò più volte, già dal 1961, la Rivista mensile dell’Automobile Club d’Italia «Noi e la Strada».
Con spirito moderno e lungimirante fu altresì un antesignano nel campo sperimentale della Ludodidattica, distinguendosi nella realizzazione di ingegnosi strumenti di lavoro per la facilitazione dell’apprendimento in forma ludica, e a tale specifico riguardo della sua avveniristica “Europa Elettrica” si occupò la più autorevole Rivista italiana della Scuola primaria «Scuola Italiana Moderna» già nel 1960.
Dopo un’intera vita spesa cristianamente fra l’Insegnamento e gli affetti familiari, accanto ad una quotidiana attività di tipo ambientalistico nell’amata campagna di Gorgofreddo, si spense devastato dall’Alzheimer nella RSA “San Raffaele” di Locorotondo il 20 febbraio 2012.
L’AUTORE









Il prestigioso curriculum dell’autore non menziona l’attività di insegnante nella scuola media, che mi pare egli abbia svolto a lungo. Peccato, perchè, visto l’argomento del libro, essa avrebbe potuto assumere il valore di ideale continuità, tra padre e figlio, nella didattica dedicata ai ragazzi.