
Un testo molto importante e ancora attuale.
Ce lo siamo ritrovato tra le mani, accanto a “Lettera a una professoressa” dei Ragazzi di Barbiana scritto da don Milani. Entrambi basilari e agli albori, nel lontano 1968, della nostra formazione. Un gruppo di ragazzi, legati da amicizia e guidati da Michele Szost nella sede delle ACLI.
In quello stesso anno, il 25 luglio, uscì in edicola l’Humanae Vitae di Paolo VI. Forse l’unico punto debole della sua vita e del pontificato in armoniosa continuità con Giovanni XXIII suo predecessore.
Va in ogni caso sottolineata la personalità di Papa Montini: un grande cattolico e un grande italiano. Aveva creato una classe dirigente per la Chiesa e per l’Italia.
All’interno della sua frenetica esistenza e del suo impegno politico, alla fine degli anni venti, Wilhelm Reich, prima a Berlino e poi, anche se non in maniera capillare, in tutta la Germania, diede il via ai Sexpol, veri e propri consultori sessuali.
Con lo scopo ben preciso di curare tutti i traumi di carattere sessuale. Aveva imposto onorari non faraonici, ma decisamente abbordabili e tutti potevano accedervi, anche gli operai.
L’iniziativa fu subito accompagnata da un successo straordinario. In breve tempo Reich ebbe sottomano una quantità enorme di casi clinici. Tali da avere a sua disposizione un notevolissimo dispiegamento di risorse, dal vivo, mai successo in precedenza, che gli permisero di formulare la sua teoria.
Una spiegazione lampante: la repressione sessuale non era solo un esito delle disfunzionalità della famiglia, ma era anche e soprattutto un risultato delle dinamiche sociali.
L’individuo (A) aveva rapporti con il suo partner (B) e con la società (C) in cui viveva.
Reich giunse così alla comprensione che il problema della sessualità e la sua risoluzione imponevano, anzi dovevano diventare, un punto imprescindibile dell’agenda e dell’azione politica.








