Dopo la morte del padre Umberto, anche Pinuccio se ne va via per sempre.
Il suo cuore non ha retto. Muore sul posto di lavoro, nel suo ufficio del Cantiere in Cala Fontanelle, in una giornata afosa e caldissima, quella del 29 luglio 2021,attorniato da navi, motopescherecci e barche.
Con lui scompare anche un’altra tipica persona, come il padre, che accompagnava e dirigeva la Zattera della Madonna della Madia, protettrice della città, nel suo approdo a Cala Batteria nelle due ricorrenze del 16 dicembre e del 15 agosto.
Scheda sui Cantieri Saponara
riportata nel libro “Monopoli 2020, Passato e Presente” del prof. Stefano Carbonara.
La storia del cantiere risale al nonno Giuseppe Saponara (1901-1991), che sin da piccolo impara l’attività di maestro d’ascia per la costruzione dei “gozzi”, tipiche barche locali a remi.
Nel 1945, alla fine della II Guerra Mondiale, durante l’occupazione degli Alleati in città, ottiene la prima concessione demaniale in via Vecchio Macello, attualmente Punta Trave di Cala Fontanelle, su una parte del suolo fino ad allora utilizzato dalla ditta Gaslini per la produzione di olio di oliva.
Nell’attività collabora il figlio Umberto (1934-2018), che subentra nella gestione del cantiere nautico e navale e fino agli ultimi anni della sua vita dirige le operazioni per l’approdo della zattera con i legni che trasporta l’Icona della Madonna della Madia.
Il cantiere, nel tempo, si amplia nelle sue attività e con l’arrivo in azienda dei figli Giuseppe e Agostino si costituisce la società Umberto Saponara e figli, attualmente operante, che dispone in concessione di una superficie demaniale di oltre 2.000 mq e uno specchio d’acqua di 1.600 mq.
Il cantiere è dotato di due capannoni, un Travel Lift per alaggio e varo di imbarcazioni fino a 150 tonnellate, due gru, un piazzale per una capienza di 9 motopescherecci dai 20 ai 29 metri e 40 barche da diporto.
Nel cantiere, con l’impiego dei familiari e 5 dipendenti, sono effettuate ristrutturazioni e manutenzioni di natanti di ogni genere, specie di epoca, tra cui il “Kaikko”, tipica barca turca in fasciame di legno, e la costruzione di piccole imbarcazioni da pesca.
La numerosa e affezionata clientela è di provenienza regionale, nazionale ed estera.
Attualmente con i fratelli Giuseppe ed Agostino collaborano Angelina Bini, moglie di Giuseppe, Madia Panaro, moglie di Agostino, Laura Ape, figlia della sorella Nicla Saponara e Giovanna, figlia di Agostino.







