Il bagno all’alba del 1° settembre.
Da secoli esisteva questa antica tradizione.
I monopolitani più temerari e più legati alle credenze popolari, all’alba del 1° settembre, al sorgere del sole, si portavano sulla costa, in spiaggia e si immergevano in mare in acque fredde e salutari.
I nostri vecchi dicevano che questo rito serviva a preservare il corpo da tutti i dolori per l’intero anno successivo.
Per questo rito gli abitanti della città si portavano, in genere a piedi, sulla spiaggia di Cala Portavecchia, grande ed ospitale, o su quella di Cala Cozze con le acque sorgive di “Cristo”, Porto Bianco e Porto Rosso, mentre quelli di campagna si recavano, con i calessi e i traini, sulle cale e le spiagge poste verso il Capitolo.
Nell’occasione, prima di bagnarsi, ( come riferisce Luigi Rizzo, appassionato studioso dialettale) invocavano una preghiera che, in dialetto, così recitava:
” Oh sôle, sôle mê!
Mó chè t’agghje víste
purteme u salúte a Ccríste,
i totte i delúre mê
purtele lundéne,
addo na’ ‘nge sté mènghe nu crestjéne”
Oh sole, sole mio!
Ora che ti ho visto,
portami il saluto a Cristo.
E tutti i dolori miei
portali lontano,
dove non ci sta nemmeno un cristiano (persona).
Questa antica tradizione, oltre Monopoli, è molto diffusa ancora oggi in Puglia, specie tra gli abitanti di Fasano, Torre Canne e della Valle d’Itria (Cisternino, Locorotondo, Martina Franca, Alberobello) che in molti si riversano sulle coste dell’Adriatico, per un tuffo in compagnia.
All’alba del 1° settembre, come detto, secondo la tradizione, prima che il sole albeggi, occorre farsi trovare con i piedi a bagno sulle spiagge della costa adriatica pronti a tuffarsi in acqua.
Il bagno all’alba è propiziatorio e di buono auspicio per il benessere e la salute del corpo per tutto l’intero anno. Il ritrovarsi insieme, piccoli e grandi, donne e uomini, giovani e anziani, nelle acque ristoratrici del mare, è un momento catartico di speranza e di gioia collettiva.
Questa tradizione, nel tempo, stava andando piano piano scomparendo.
Negli ultimi anni, con lo sviluppo turistico, è stata riscoperta e valorizzata, diventando un vero e proprio evento, chiamato “Alba di Note – Un tuffo nella tradizione” promosso ed organizzato con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, presieduta dal sindaco Angelo Annese attraverso l’assessorato alla Cultura (Rosanna Perricci) e quello al Turismo (Cristian Iaia) e la collaborazione iniziale del Festival Costa dei Trulli.
A partire dal 2021, con tre edizioni, nello scenario di Cala Portavecchia, sotto le antiche mura e il campanile della Cattedrale dedicata alla Madonna della Madia, protettrice della città, si è organizzato l’evento del bagno collettivo, accompagnato da uno spettacolo musicale e culturale in sintonia con l’atmosfera mattutina del sorgere del sole dal mare.
Nel corso degli anni la tradizione popolare ha visto la partecipazione di un numero di cittadini, ma anche turisti, sempre più grande, dell’ordine di diverse migliaia di persone.
NOTA: sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale si attivi per risolvere l’annoso problema dello sversamento della fogna in largo Portavecchia, da tempo identificato dalla delimitazione di una zona non accessibile al pubblico.
























