
La sera dell’elezione siamo entrati nel cuore del Concilio Ecumenico Vaticano II, nel momento in cui ha chiesto a tutti noi di fare un cammino insieme.
Ogni Vescovo con il proprio popolo.

Il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana scrive nel suo messaggio di auguri a Papa Francesco:
«Ci ha insegnato ad andare nelle periferie».
«In questo tempo, ci ha aiutato a capire quanto il Vangelo sia attraente, persuasivo, capace di rispondere ai tanti interrogativi della storia e ad ascoltare le domande che affiorano nelle pieghe dell’esistenza umana».
«Ci ha insegnato a uscire, a stare in mezzo alla strada e soprattutto ad andare nelle periferie per capire chi siamo. Possiamo conoscere davvero noi stessi solo guardando dall’esterno, da quelle prime periferie che sono i poveri: ci ha spinto a incontrarli, a vederli, a toccarli, a fare di loro i nostri fratelli più piccoli. Perché, come ci ha ricordato più volte, la nostra non è una fede da laboratorio, ma un cammino, nella Storia, da compiere insieme».
In questi lunghi anni, continuando a seguire Papa Francesco da vicino, abbiamo avuto modo di rintracciare tutte le motivazioni e le idee, che hanno ispirato la sua missione sacerdotale. Soprattutto l’attenzione per i più deboli, per gli ultimi, per quelli che soffrono e per quelli che scappano dalle guerre e dalle sofferenze, perché vanno in «cerca della felicità», come sempre afferma quando parla di migranti.
Antonio Losito







