Oggi, 11 maggio 2021, abbiamo salutato per l’ultima volta in tanti Giulia Zazzera, una donna fragile, semplice, ma forte di bontà.
Siamo stati in Cattedrale, ai piedi della Madonna della Madia, la protettrice della nostra città, a cui Giulia era particolarmente devota e a cui rivolgeva le sue preghiere per tutti.
Giulia se n’è andata soffrendo come ha sofferto per tutta la sua vita.
Fragile e sfortunata quasi dalla nascita per la poliomielite.
Sua compagna di viaggio una carrozzina.
E’ andata via perdendo il sangue che non riusciva più a formarsi in globuli, con poche piastrine.
Eppure ha lasciato un messaggio di pace, di amore e di serenità per tutti.
Con il suo sorriso, con i suoi piccoli e grandi regali dati a ciascuno durante la sua vita.
Specie ai suoi amici della Comunità Fede e Luce, con cui ha scherzato, ha viaggiato, ha donato.
Grazie, Giulia. Anche per quell’ultimo saluto che mi hai dato dal balcone un po’ di tempo fa.
Ci dicemmo di rivederci. Non è più avvenuto.
Addio!
Stefano Carbonara
Siete tanti, tantissimi. Vi ringrazio ad uno ad uno.
Credo che ognuno di voi sia qui convenuto perché mosso da un sentimento di vicinanza ed affetto o dalla memoria di un ricordo piacevole vissuto insieme a Giulia.
Se ciascuno di voi venisse qui a raccontare quei momenti di una gita o del catechismo o del doposcuola o di un pellegrinaggio o di una pizza o di un’anguria mangiata vicino al mare sarebbero tutti ricordi lieti.
Eppure Giulia, esattamente 80 anni, ha vissuto una vita segnata ogni giorno dai suoi problemi di salute.
Non aveva ancora compiuto due anni, quando in piena guerra, era il 1941, fu colpita da un male oggi per fortuna completamente debellato: la poliomielite.
Per 80 anni ossia da MAI non ha potuto fare quello che per tutti noi era normalissimo, anzi banale: correre su una spiaggia, scarpinare su un sentiero di montagna. O addirittura avere un posto di lavoro!
Mi raccontava a volte con disappunto quando da giovane fu scartata ad un colloquio perché zoppicava.
Per questi divieti avrebbe avuto ben ragione di prendersela con la mala sorte ed urlare la sua rabbia al buio. Per 80 anni.
Invece i nostri ricordi dei momenti passati con Giulia sono sereni e spesso festosi e piacevoli.
Anche oggi questo male che ci opprime ci impedisce di fare cose normali come abbracciare un amico o chiacchierare al termine di una cena in compagnia.
In più, per molti, sorgono anche difficoltà economiche.
Con la fiducia nell’umanità, con fede ed ottimismo, usciamo dal buio dell’angoscia e dell’afflizione e andiamo verso la luce.
Il suo motto sui social era:
Meglio accendere una luce, che maledire l’oscurità!
Luigi Zazzera, fratello di Giulia.
Tesoro mio, l’ultima tua poesia. Eri tanto stanca di soffrire. Ora sei libera. Vola la tua anima dolce dal nostro Dio Padre. Ti ho amato tanto, ti ho chiamato sorella, perché così ti sentiva il mio cuore. Mi hai chiamato sorellina, perché tra noi c’era un rapporto speciale. Non ti dimenticherò mai, adorata Giulia Zazzera.
IN CERCA DI LUCE. Questa grigia cortina / offusca i miei pensieri. / Il dolore mi visita. / Si erge, / con cipiglio severo, / attento, / a non lasciare / spiragli di quiete / intorno a me. / Il mio corpo dolente / è in balia / Naviga / verso oscuri presagi. / O finalmente si avvia, / sognando sorgenti di luce.


Marina Meuli, amica e sorella di vita.
Non sono sicuro che abbia chiesto per se stessa quanto ha chiesto per gli altri.
E allora…come facevi a non perdonarle le sue pretese ogni tanto assurde? I suoi capricci? Le siamo stati talmente debitori che poteva chiederci pure di spingerla sulla luna. L’avremmo fatto di certo, anche solo per quel sorriso fresco e quel grazie caldo con cui ripagava ogni sforzo.
E allora, ancora con don Tonino Carissimi, eccomi chiamato dal mio dovere di vescovo ad additarvi con fermezza lo scandalo della Croce. Dire che col vostro dolore contribuite alla salvezza del mondo, può sembrarvi letteratura consolatoria. Ricorrere alle frasi fatte degli occhi che vedono bene solo attraverso le lacrime, può essere inteso, se non proprio come un insulto gratuito, almeno come un ritrovato sterile della saggezza umana. Accennarvi che, in fondo, ognuno si porta dentro il suo carico di dolori e che, tutto sommato, non siete poi così soli come sembra, potrebbe accrescere il vostro sdegno.
Aggiungere che un giorno sarete schiodati pure voi dalla croce, può apparire uno scampolo di quell’eloquenza mistificatoria che non convince nessuno. Ma dirvi che sulla croce un giorno ci è salito un uomo innocente, e che sul retro della croce c’è un posto vuoto dove un altro innocente è chiamato a far compagnia ai rantoli di Cristo, appartiene al messaggio inquietante, eppur dolcissimo, che un ministro della Parola non può né accorciare né mettere tra parentesi.
Ma grazie soprattutto perché, se è vero che dobbiamo adorare e benedire Gesù Cristo che con la sua santa croce ha redento il mondo, è altrettanto vero che tutti Voi con la vostra sofferenza, in cooperativa con lui, ci avete comprato le gioie che fanno fremere il mondo: le sue canzoni, le sue attese di libertà, le sue esplosioni di luce, i suoi tripudi di vita, le sue ansie di festa senza tramonti, le sue speranze di cieli nuovi e terre nuove.
Sapete che vi dico? Il mattino di Pasqua, nella corsa verso il sepolcro, voi sarete più veloci di tutti, e ci precederete come Giovanni.
E noi stasera già vediamo Giulia che ci precederà con la fretta di chi vuole mostrare un tesoro; e forse si fermerà sulla soglia, per farci vedere «le bende per terra e il sudario piegato in disparte.
E per dimostrarci che aveva ragione lei: Gesù è risorto davvero. E sarà il suo ultimo regalo…il più bello.
Flavio Giannulo, Comunità Fede e Luce.









Caro Luigi,
un abbraccio affettuoso! un bacione o a Giulia!
se leggi il msg mandami il tel via mail a tomipp@libero.it
sono a Monopoli!
Ci sentiamo e/o vediamo.
A Presto!