
Leopoldo Del Faro nasce a Monopoli il 7 ottobre 1944.
Suo padre è Cosimo Del Faro, un bimbo trovatello, nato del 1912, a cui fu dato il nome di Cosimo ( in omaggio a S. Cosimo) e il cognome di Del Faro ( perché trovato nei pressi del faro del porto di Monopoli).
Il papà Cosimo, per necessità, come avveniva nelle famiglie del tempo, sin da piccolo, a 5 anni, inizia a lavorare come “pastore”.
Leopoldo inizia a lavorare sin da ragazzo come aiuto carrista e garzone per elettricista; nel contempo studia e si diploma perito elettrotecnico all’Istituto Industriale di Bari.
Negli anni ’70-80, nel periodo del boom del commercio ambulante a Monopoli, si dedica all’attività di vendita diretta di corredo e vestiario nel sud Italia, in particolare in Sicilia in quel di Messina e Palermo.
Nel 1971 si sposa con Rosa Manchisi ( scomparsa nel 2019).

Nascono tre figli: Cosimo (1973, attualmente impiegato come referente per il personale in una RSA a Fermo nelle Marche) Lavinia ( 1976, docente di Matematica e Fisica presso il Polo Liceale di Monopoli) Tommy ( 1982, guardia giurata al Porto di Monopoli).

Dedito alla politica, è eletto per la prima volta consigliere comunale nel 1980 nelle file del PSDI con 576 voti; la seconda volta nel 1985 con 619 voti; nelle elezioni regionali dello stesso anno è candidato del PSDI con 905 voti.
Da pioniere dell’informazione, nel 1976, fonda Radio Antenna, la prima radio libera a Monopoli, nel 1982 TELERAM, la prima TV locale, due canali che diventano palestra di vita e di lavoro per molti giovani, in seguito affermati giornalisti.
Conserva fino agli ultimi anni l’antica passione politica, forgiata sui valori del socialismo democratico e dell’antifascismo, proponendo nuove iniziative per lo sviluppo economico della comunità cittadina.
Il 29 gennaio 2026 il suo cuore, già tribolato, cessa di battere.
IL RICORDO DEI FIGLI
Nostro padre, Leopoldo Del Faro.
E’ nato alla “Porta Vecchia” il 7 ottobre del 1944, tra le macerie di un’Italia in ginocchio devastata dalla seconda guerra mondiale.
Come tanti uomini nati in quel periodo è stato segnato dal contesto storico e socio-politico, uomini che hanno introiettato l’urgenza di ricostruire il paese e hanno allo stesso tempo avuto davanti a sé una prateria sconfinata di possibilità; forza d’animo, perseveranza e ottimismo hanno innervato quella generazione.
Nostro padre probabilmente ha avuto un’altra nota biografica che lo ha forgiato, ossia la non convenzionale figura di suo padre Cosimo.
Cosimo Del Faro era un trovatello, uno dei tanti in quell’epoca spesso figli del “peccato”. Nostro padre ci raccontava che nel 1912 il piccolo venne trovato nei pressi del faro del porto di Monopoli: funzionari comunali più originali di quanto ci si aspetterebbe pensarono bene di dargli come nome di battesimo quello di uno dei santi fratelli medici cui Monopoli è particolarmente devota e per cognome…va da sé.
Questa origine quasi “mitica” è stato il degno inizio dell’epopea raccontataci da nostro padre riguardo la vita del suo genitore: adottato è stato mandato a lavorare già a 5 anni (a fare il pastore) per poi svolgere innumerevoli altre faticose occupazioni con l’obiettivo di emanciparsi da chi lo aveva adottato.
Non fu mai iscritto al partito fascista e alle angherie e alle ingiustizie che ciò gli comportò nel ventennio rispondeva con le mani: “l’unica cosa che i fascisti capiscono” diceva il nonno. Nonno che invece si iscrisse al Partito Socialista dove venne aiutato ad imparare a leggere e scrivere.
Ma le peculiarità del carattere di Cosimo che suo figlio Leopoldo non si stancherà mai di raccontare con fierezza furono il suo senso di giustizia, la sua forza morale e fisica, il coraggio di dire sempre ciò che pensava. Tranne la forza fisica, le altre caratteristiche di nostro nonno sono state …il faro della vita di nostro padre.
Quarto di 5 figli (Giuseppe, Nicola, Antonia, Luigi) Leopoldo cominciò a lavorare a 12 anni come aiuto carrista, poi fece il garzone in un negozio di elettricista; nel frattempo studiava, soprattutto di notte.
Si diploma perito elettrotecnico a Bari non senza difficoltà dovute al suo carattere non proprio remissivo nei confronti di alcuni docenti. Svolge il servizio militare nel 1968 a Genova, altra esperienza che non smetterà mai di ricordare con passione.
Comincia a lavorare i primi anni 70 come commerciante itinerante nel sud Italia di corredi per la casa, tanti sono i monopolitani che si adoperano in quel settore negli anni ottanta e sono di impulso per l’economia della nostra città.
Il carattere gioviale, la parlantina che allena in quegli anni, ma soprattutto la sua onestà lo legano a quei posti (soprattutto la zona di Messina e Palermo) professionalmente ma anche umanamente.
Farà su e giù dalla Sicilia per 40 anni svolgendo un lavoro stressante e faticoso che lo porta via da Monopoli 20 giorni al mese, ma guadagna bene: gli consente di crescere 3 figli (nati tra il 73 e l’82) e di reinvestire in alcune idee che gli frullano per la testa.
Una sembra azzardata: proprio in Sicilia vede fiorire le prime radio libere dopo la sentenza della Corte Costituzionale del ’76 che toglie il monopolio alla RAI e pensa bene di farne partire una a Monopoli.
Ebbene pur con conoscenze approssimative e mezzi pioneristici Radio Antenna Monopoli diffonde la sua voce nell’etere già dal 1976 (tra le prime in Puglia) e diventa presto una realtà attirando tanti giovani monopolitani che Leopoldo retribuisce regolarmente. Nei giorni di lutto tanti di questi sono passati a darci conforto descrivendoci quei giorni da Leoni.
Negli anni 80 nascerà poi Tele R.A.M. una delle prime TV private del sud barese. Sempre negli anni 80 Leopoldo, da sempre socialista, diventa consigliere comunale nelle fila del PSDI, viene poi rieletto e sfiora un seggio alle regionali.
Prende tanti voti insomma ma non nel partito del padre Cosimo che era passato al PCI nel 1976 perché con l’elezione a segretario di Craxi “erano arrivati gli squali” giustificò lui al figlio che accusava di essere un socialdemocratico, un insulto per un comunista: un altro mondo, un altro modo di intendere la politica.
Anni intensi gli anni 80, troppo forse: lavorare a migliaia di chilometri non permettono a nostro padre di seguire tutto in prima persona, quando è a Monopoli e dovrebbe riposare in realtà fa orari assurdi per seguire le sue tante attività.
Nel 1989 ha il primo infarto. Sarà il primo di altri eventi che lo accompagneranno per il resto della sua vita.
Questo purtroppo influirà non poco sul destino delle sue creature, ma non gli impedirà negli anni 90 di realizzare la Cooperativa Medusa che darà lavoro a centinaia di persone e negli anni 2000 il prodotto editoriale “L’Eco del Sud Est” altra esperienza che ha entusiasmato tanti giovani e che è servita ad alcuni di loro ad intraprendere una carriera professionale proprio come ai tempi di Radio Antenna e Tele RAM.
Da una decina di anni nostro padre era in pensione, il 29 gennaio non è riuscito a vincere l’ennesimo problema di salute ma non ha mai smesso di voler incontrare e parlare con le persone, dare loro consigli; cose da dire ne aveva davvero: aveva un grande bagaglio di conoscenze ma soprattutto ha vissuto una vita davvero intensa ed è stato artefice di imprese che hanno avuto anche un certo rilievo per questa città, città che lui amava tantissimo.
Non è un caso credo che il filo comune di queste attività sia la comunicazione: nostro padre aveva il bisogno, direi anzi l’impellenza, di comunicare, di esprimersi e di confrontarsi; l’altro comune denominatore è stato la cooperazione: Il coinvolgimento degli altri, meglio se giovani.
Tutte queste persone che lo hanno in qualche modo incontrato e vissuto spero trattengano un pezzo della sua anima: il suo sconfinato irrazionale ottimismo e la voglia di parlare con il prossimo
Noi figli non abbiamo il suo spirito indomito ma lui vivrà in noi perché ci ha lasciato dentro qualcosa che ci tocca nel profondo; la passione politica, l’ onestà, il senso di giustizia e soprattutto l’orgoglio di possedere e difendere questi valori oggi sempre più rari.

Cosimo, Lavinia e Tommy Del Faro
IL RICORDO DI MICHELE CORBACIO, AMICO DI VITA E DI POLITICA.
Leopoldo Del Faro non è più tra noi, lo avevo incontrato qualche giorno prima del suo ricovero, avevo avvertito qualche segno di disagio, ma nulla faceva presagire tale gravità.
Al dolore per la sua morte si accompagna però la consolazione di una lunga e franca amicizia, nata e maturata per larga parte della nostra vita, condividendo lavoro e impegno politico, culminato per tutti e due, nell’elezione a consigliere comunale.
Negli ultimi tempi ho avuto qualche occasione di frequentarlo, ma era sempre un piacere incontrarlo.
Da giovane Leopoldo era sempre aperto ai rapporti di amicizia, che gli venivano facili, perché sebbene corretto e misurato, era allegro ed estroverso.
Le nostre vite si sono intrecciate dopo il diploma di scuola media superiore, quando ci siamo trovati a svolgere lo stesso lavoro ed, addirittura, ad essere soci in un’attività commerciale.
Ma Leopoldo era da ammirare ed apprezzare per la sua volontà e capacità di guardare “oltre”, di intravedere nuovi ed inediti orizzonti, di percepire, con tenacia e lungimiranza, obiettivi avveniristici, che ai più potevano sembrare utopici, non solo di intravederli e percepirli, ma di perseguirli con ammirevole determinazione e sano realismo.
Si deve a questa spinta vitale, felicemente capace di cogliere i mutamenti dei tempi nuovi, l’ideazione, con straordinario pionierismo, dai fine anni settanta ai primi anni ottanta, da Radio Antenna Sud e poi di Teleram, due emittenti, una radiofonica, l’altra televisiva, che hanno avuto per Monopoli, e non solo per Monopoli, un ruolo importante perché da un lato hanno costituito un prezioso mezzo di informazione e di sviluppo della partecipazione democratica alla vita della città, dall’altro hanno fornito un utile terreno per tanti giovani cultori del mondo della comunicazione mediatica.
Non fu meno intenso e produttivo il suo impegno in ambito sociale: socialista per tradizione familiare, nella convinzione che solo uniti si riesce a essere forti, fu costante fautore di ogni possibile forma di associazionismo. Di qui, negli anni ottanta, la promozione insieme ad altri di una cooperativa di lavoro ( Medusa) che ebbe notevole successo.
Uguale successo ebbe un’associazione dei commercianti nel 1988 ( gruppo C.D.M.) di cui fu ispiratore insieme ad altri, me compreso.
Fu un grande errore fermare il suo disegno di allargamento della base sociale.
Come consigliere comunale del Partito Socialdemocratico operò con passione e con amore, con nettezza e sincerità di posizioni, in line con la sua visione seria e rigorosa della vita, il contributo di interventi che, documentati, puntuali e senza fronzoli, come senza fronzoli era lui nella vita, si fecero apprezzare soprattutto per la solidarietà generosa con cui perorava i bisogni delle fasce più deboli della popolazione.
Non poté dunque che essere deluso e amareggiato dalla scissione, nel 1980, del Partito Socialista, ma questa amarezza, che era stata anche mia, fu poi gioiosamente risarcita dalla riunificazione nel 1990.
In quel decennio fu attento osservatore ed in qualche modo protagonista della vita politica di Monopoli.
Non mancarono tra noi alcune divergenze di vedute, superate sempre nel segno del reciproco rispetto, anche grazie alla calma e alla tranquillità con cui Leopoldo, senza arroganza e talvolta umile fino al punto di chiedere scusa, cercava di far rivalere le sue convinzioni.
Di qui il cordoglio unanime di tanti che lo hanno conosciuto e stimato.
E, ovviamente, il mio, con l’augurio che Dio voglia accoglierlo nel regno dei beati, accanto alla moglie adorata, che tanto amava.
Michele Corbacio











