Tra quindici giorni, il prossimo ventuno giugno alle 8.30 inizieranno gli esami di maturità.
Più di 536 mila studenti italiani affronteranno la prima prova dell’esame a conclusione del proprio ciclo scolastico: lo scritto di italiano.
Per loro una verifica finale sui banchi di scuola non certamente semplice.
Insieme quelli interni e, meno di quindicimila, gli esterni, coloro che hanno studiato a casa o in istituti privati non riconosciuti dallo Stato.
La valutazione è affidata a 14.000 commissioni. Quasi 28 mila classi. Oltre la metà degli studenti ha provenienza liceale (267.758), un terzo dagli istituti tecnici (173.892) e i restanti (94.358) dagli istituti professionali.
Quest’anno torna la formula tradizionale. Il primo giorno c’è lo scritto di italiano, il secondo prosegue con lo scritto di indirizzo (latino per i liceo classico, matematica per lo scientifico e inglese per il linguistico) e infine un colloquio orale conclusivo.
Il Ministero invierà le tracce, uguali per ogni tipo di scuola.
Tutto rigorosamente in presenza. Senza mascherine.
Già da tempo gli alunni sanno l’elenco dei componenti delle commissioni, pubblicate dal Ministero dell’Istruzione. Composte da un presidente e da tre insegnanti esterni, coadiuvati da un egual numero di professori interni.
Per raggiungere il sospirato punteggio di 100/100, gli studenti avranno a propria disposizione 20 crediti per ciascuna delle prove d’esame, a cui si sommeranno i 40 di profitto scolastico accumulati nei precedenti tre anni di studio.
Infine, il 30 giugno, appena terminano le lezioni, si svolgeranno anche gli esami del primo ciclo di istruzione. Gli studenti ammessi alle prove delle medie sono 560.932, di cui 554.798 interni e 6.134 esterni.
I calendari sono già esposti nelle singole scuole.
Antonio Losito