CASE IMPOSSIBILI A MONOPOLI.
BOOM ECONOMICO E FUTURO DELLA CITTA’.
PROTESTE CONTRO IL TURISMO DI MASSA.
APPELLO AI CITTADINI.
Monopoli sta vivendo un tempo di “boom economico”, con grandi differenze e ingiustizie sociali.
Grandi guadagni per alcune categorie, grandi sacrifici per molte altre.
Per alcuni fortuna. Per altri sofferenza.
Il problema è la CASA.
Esiste un mercato immobiliare ingiusto e irregolare.
Tante case sono il frutto di tante licenze rilasciate dal Comune, permesse da un PUG- Piano Urbanistico Generale, elaborato per una previsione di 65.000 abitanti, completamente sbagliata e con procedimenti amministrativi in mano alle imprese private nella scelta delle opere pubbliche, senza privilegiare l’edilizia sociale e quella economica e popolare.
Negli ultimi 10 anni gli abitanti sono invece passati da 49.000 agli attuali 48.000.
Se gli abitanti diminuiscono, significa che le case vengono comprate per altri scopi, che non sono quelli di offrire immobili ai residenti, costretti in molti casi, a causa degli elevati prezzi di vendita e di affitto e dell’indisponibilità dei proprietari ( in alcuni casi giustificati da comportamenti incivili degli affittuari), a trovare alloggio in altri comuni, con prezzi molto più ridotti.
Gli altri scopi sono essenzialmente le strutture ricettive ad uso turistico: affitti brevi, case vacanze, B§B.
Nel 2005 le strutture ricettive registrate erano 22, nel 2020 erano 841, nel 2023 1.844, nel giugno 2024 nell’Albo Regionale sono 1.887, il numero più alto in provincia in rapporto agli abitanti.
Una regolamentazione comunale delle autorizzazioni, come attuata in altre realtà nazionali ed internazionali, potrebbe essere utile agli stessi operatori turistici, per tutelarli da speculazioni e concorrenze sleali.
Secondo la legge della domanda e dell’offerta, ad una grande offerta di case dovrebbe corrispondere una riduzione dei prezzi.
Invece si è assistito da diversi anni ad un aumento sempre maggiore.
Nel mese di giugno 2024, secondo l’Osservatorio Immobiliare, il prezzo medio per le zone di maggiore pregio, è stato pari a 2.375 €/m², il più alto, insieme a Polignano a Mare, in provincia di Bari e in Puglia. Nel 2015 si aggirava intorno ai 1.500.
In base ai PUE- Piani Urbanisti Esecutivi, approvati dalla Giunta Comunale ( n.60 negli ultimi 10 anni) in mancanza di una programmazione e di un monitoraggio pur previsti dalla legge, saranno rilasciate, nei prossimi mesi, migliaia di licenze edilizie per ulteriori volumi edilizi che andranno a cementificare notevoli superfici urbane, a detrimento del verde e dei servizi per i residenti.
A ciò si aggiungono gli ulteriori ed abnormi volumi consentiti dal rinnovo per oltre 10 anni della legge regionale del “piano casa”, nonostante la sua incostituzionalità, recentemente riapprovata con bonus del 35 % di maggiore edificabilità per vecchi immobili abbattuti e ricostruiti.
Ai prezzi attuali, proibitivi per le classi meno abbienti e alle giovani coppie, a comprare saranno investitori, speculatori, molti anche da fuori Comune e stranieri, molti dei quali hanno già acquistato trulli, masserie e altri immobili nello stesso centro urbano.
Ai pochi residenti, fortunati per vantaggi economici, corrisponderanno tanti altri residenti, penalizzati da un turismo di massa, più di quantità che di qualità, che incrementa i disservizi nel traffico, parcheggi, rifiuti, inquinamenti di ogni tipo, spiagge libere sovraffollate, riducendo la vivibilità e la sostenibilità sociale per i maggiori prezzi del costo della vita.
In tempi brevi il fenomeno del boom economico è vissuto positivamente.
Sarebbe buona cosa pensare ai tempi più lunghi, dimostrando lungimiranza nelle scelte politiche nel rispetto delle tradizioni, identità, caratteri culturali, urbanistici e paesaggistici della città.
Finora la classe politica al potere della città ha assecondato queste scelte scellerate, ritenute funzionali allo sviluppo e al benessere della comunità, attestate da dati sempre più importanti e confortanti per arrivi e presenze turistiche, di cui la componente straniera è diventata predominante.
La storia, maestra di vita, insegna che lo sviluppo indirizzato prevalentemente su unici settori, come avvenuto a Monopoli nel passato, potrebbe rivelarsi effimera e rischiosa nel tempo.
Questa riflessione vuole essere occasione per aprire un dibattito sul problema per ricercare insieme e condividere insieme le possibili soluzioni.
NOTA. In questi giorni in alcune città della Spagna ( Barcellona, Malaga, Canarie), ma anche località turistiche italiane, sono in corso manifestazioni di protesta contro il turismo di massa.










Caro professore, le chiedo cosa dobbiamo fare per bloccare tutto questo? Vorrei aggiungere a tanta cementificazione, la costruzione di un capannone di ben quarantamila metri quadrati (proprietà di un imprenditore di Martina Franca, come un altro imprenditore di Ostuni …) “venite a Monopoli dove tutto è lecito” . Il clima sta cambiando, ma a Monopoli fingono di non saperlo. Ricordo che la nostra città è attaversata da un canalone interrato che in caso di alluvione “esploderebbe” con danni gravissimi. #muoviamoci
Direi che tutto è nelle mani della politica, la quale potrebbe scegliere di ridurre, se non bloccare, la concessione di nuove autorizzazioni per attività di ospitalità turistica e di fare altrettanto con le licenze edilizie (per quanto probabilmente in queste operazioni non sarebbe molto aiutata dalla normativa vigente, alla cui gestazione e approvazione peraltro ha ampiamente partecipato).
In realtà, credo che continuare ad accordare autorizzazioni per b&b e simili – che ormai vengono fuori dappertutto, compresi ex locali commerciali e nuove abitazioni – sia la premessa per creare mercato per l’edilizia e mantenerne alti i prezzi, cosa che non potrebbe venire dalla normale domanda di abitazioni di una città con popolazione ben che vada stabile e comunque in invecchiamento, tra natalità bassa ed emigrazione giovanile elevata.
L’argomento dei posti di lavoro derivanti dal turismo e dall’edilizia non appare convincente, dato che si tratta di occupazioni spesso stagionali, comunque povere e perciò senza prospettive.
Al contrario, sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto dei residenti, ma anche di qualche turista illuminato, le controindicazioni di questo stato di cose, come descritte nell’articolo (sovraffollamento, traffico, sporcizia, prezzi alti, inquinamento d’ogni tipo, anche finanziario, e quant’altro).
Allora, se questo è vero, tutto sta nella capacità della gente di rendersi conto che, da questo “modello di sviluppo”, trae vantaggi enormi solo una sparuta porzione della collettività, mentre la parte maggiore ne patisce storture e costi diretti e indiretti.
La conseguenza dovrebbe essere che quella parte maggiore aderisca convintamente a programmi politici alternativi, da chiunque proposti (sempre che vengano proposti…), sostenendoli attraverso il voto, invece che continuare ad avallare una gestione che sta mostrando ampiamente i suoi limiti.
Ciao prof, Barcellona entro il 2028 eliminerà b&b e case vacanze cosi come qui da me a Roma si sta modificando il piano regolatore vietando nuove licenze per l’apertura di B&B.
Un caro saluto
un suo vecchio alunno
Leoci Lorenzo