COSIMO BARLETTA
Ostuni, 13.11.1926 / Monopoli 9.3.2025

Cosimo nasce ad Ostuni nel 1926, ultimo anno in cui la città è appartenente alla provincia di Lecce, per poi passare in quella di Brindisi, di nuova istituzione.
Suo padre Luigi lo avvia ai lavori agricoli sin da piccolo, mentre frequenta gli studi.
Alla morte precoce del padre subentra nella gestione in affitto della masseria della famiglia, di cui diventa tutore, usufruendo per tale motivo dell’esenzione dal servizio militare.

Nel 1954 sposa Luigia Caramia, di origini fasanesi, figlia di Domenico, gestore della masseria Sansone in agro di Ostuni.
Venuta meno la possibilità di subentrare nella conduzione dei terreni del suocero, volendo proseguire nell’attività di impresa agricola, si impegna nella ricerca di altri terreni da condurre.
Nel 1955 apprende la notizia che a Monopoli era in corso la possibilità di prendere in affitto, a causa del fallimento di precedenti conduttori, la masseria di Conchia.
Si tratta della storica masseria fortificata di proprietà dell’ente pubblico detto della “Beneficenza”, estesa quasi per 150 ettari, comprensibili di una parte collinare, dotata di chiesetta, frantoio oleario e di grandi e numerosi locali annessi.
Si porta sul luogo per visitarla, rimane estasiato per la presenza dei poderosi ulivi secolari esistenti, e, da temerario e determinato quale era, nonostante la notevole distanza e la difficoltà di raggiungerla per i mezzi di trasporto del tempo, firma il contratto di gestione per metà dei beni del complesso aziendale, masseria e terreni, con il pagamento di una notevole cauzione in favore dell’ente pubblico IPRAB.
L’altra metà del patrimonio, fabbricati e terreni, è concessa in affitto a due agricoltori di Fasano, che, dopo appena sei anni rinunciano, offrendo l’opportunità a Cosimo di diventare unico affittuario dell’intero complesso.
L’amministrazione della masseria si rivela dura sin dall’inizio.
Le prime quattro annate di raccolta sono scarse, per cui, per far fronte alle esose spese di gestione e di paga dei salari degli operai, Cosimo è costretto a chiedere prestiti a parenti ed amici.
Nel 1959 arriva una “buona campagna”, con una piena e buona produzione di olive.
Con le nuove risorse finanziarie disponibili, avvia, per primo nel territorio, un processo di meccanizzazione e di miglioramento fondiario.
Acquista un primo trattore, tra l’incredulità e le perplessità di tanti, che ritenevano l’impiego del trattore nell’aratura come causa di danneggiamento delle piante di ulivi; crede nell’utilità di irrigare gli alberi d’ulivo e compra l’acqua erogata dai primi pozzi artesiani dell’agro di Monopoli trasportandola con le botti (innovativa tecnica colturale, ritenuta superflua dal tradizionale mondo agricolo), in seguito realizza i primi pozzi artesiani da cui estrarre l’acqua necessaria per l’irrigazione; introduce l’impiego delle reti e dello scuotitore meccanico per la raccolta delle olive; realizza un impianto di irrigazione con impiego di tubatura a goccia, dapprima a vista, in seguito, negli anni ’90, interrata.
L’azienda, per essere competitiva, si dota di nuovi macchinari e attrezzature; il frantoio oleario passa dalla tecnica tradizionale dei torchi e fiscoli a pressione a quella nuova idraulica.
“Soltanto l’iniziativa privata e la tenacia del colono Barletta Cosimo hanno fatto sì che presso la masseria Conchia funzioni, già da tempo, un frantoio oleario moderno, attrezzato da superpresse, con energia fornita da gruppi elettrogeni di sua proprietà!”
Questa la nota del giudice Lorenzo Semeraro, presidente dell’IPRAB, nella pubblicazione Attività e Prospettive delle Istituzioni 1963-1966, edita da Arti Grafiche Schena- Fasano.
Attualmente il frantoio vanta un efficiente impianto a ciclo continuo.
Per essere sempre al passo con la tecnologia agraria, Cosimo era solito visitare abitualmente le fiere agricole, regionali e nazionali, come quella di Verona per osservare le novità più adatte all’impiego in azienda.
Nei terreni di proprietà ad Ostuni ha creato efficienti impianti di “rinfittimento” degli uliveti con cultivar di pregio.
L’amore per gli ulivi ha rappresentato il suo scopo principale e la sua prima ragione di vita.
Sempre precursore nelle innovazioni, è stato anche un esperto degustatore di oli d’oliva.
Quella parte di mondo agricolo che all’inizio lo aveva guardato con diffidenza, poi lo ha apprezzato e ammirato, da definirlo “il re degli ulivi”.
I tanti dipendenti, succeduti nel tempo nei lavori agricoli, a cui ha assicurato lavoro e benessere, ne hanno apprezzato le capacità, la correttezza e le doti umane; diversi operai sono stati formati alle tecniche agronomiche e olivicole e, negli ultimissimi anni, quando sentiva venir meno le forze, ha saputo creare valide figure di responsabilità e di riferimento per la conduzione dell’azienda.
RICONOSCIMENTI E BENEMERENZE
La sua tenacia, la sua determinazione e il suo amore per la terra lo hanno reso un imprenditore che, oltre alla soddisfazione economica personale, ha, di fatto, contribuito allo sviluppo del territorio, ottenendo vari riconoscimenti.
Nel 1977, durante un loro soggiorno in masseria, alcuni rappresentanti dell’Ambasciata Britannica, oltre ai ringraziamenti per la squisita accoglienza, attestano di aver ricevuto da Cosimo notizie “di prima mano” sui problemi dell’olivicoltura.
Nel 2017 il Parco Regionale Dune Costiere gli consegna un premio, una scultura in legno d’ulivo, con la menzione: Per aver dedicato una vita, alla custodia e alla valorizzazione degli oliveti monumentali.
Nel 2018, nel libro di Yuko Okuma e Sara Sargenti dal titolo L’oro verde del mediterraneo, edizioni Yuko, è menzionato per la particolare cura dedicata agli ulivi e all’olio.
Nel 2021 la città di Monopoli gli consegna una targa con la menzione d’onore Olivicultore di grandi saperi e custode del territorio urbano monopolitano.
MASSERIA CONCHIA
La storica masseria Conchia gli deve molto.
La masseria è patrimonio della famiglia dei nobili Palmieri.
Esisteva già dal 1400, fu ampliata nel 1700 da Alessandro, che produceva olio commercializzato dal fratello Bernardino, ambedue abati; passa in seguito nell’eredità di Francesco Paolo, di Teodoro e di Michele, vescovo di Mottola e anche di Monopoli dal 1824 al 1842; nei primi del’900 è trasferita al marchese Francesco Saverio, che, celibe e senza figli, nel 1921 la dona alla Congregazione di Carità, poi diventata IPRAB, Istituzioni Pubbliche Riunite di Assistenza e Beneficenza, oggi A.S.P. , Aziende pubbliche di Servizi alla Persona, con la disposizione di ricavarne utili per i poveri della città.
La masseria Conchia costituisce un bene monumentale del paesaggio di Monopoli, una importante testimonianza storica di un’antica famiglia nobiliare e dell’economia agraria del territorio.
Ha goduto di importanti riforme agrarie ed è sfuggita finora alla trasformazione in struttura ricettiva grazie proprio alla lunga e valida gestione di Cosimo Barletta, restando unico complesso aziendale di notevoli dimensioni che ha preservato i suoi confini originali rimanendo tutelata dal punto di vista storico e ambientale.
L’AUSPICIO
Come cittadino monopolitano, come amico personale di Cosimo Barletta, come scrittore, innamorato del nostro paesaggio e del nostro ambiente, mi auguro che l’Ente IPRAB si impegni affinché questo prezioso bene continui a far parte del mondo agricolo, piuttosto che dell’appariscente e allettante settore turistico, che sta alterando irreversibilmente e brutalmente il nostro territorio, svuotandolo delle peculiarità e caratteristiche autoctone e omologandoci a modelli che non ci appartengono.
























Grazie, come sempre, per la sua punturle analisi storica..
Auspichiamoci che questo gioiello non divennti un’ennesima struttusa turistica….