Il vescovo di Verona ha licenziato don Marco Campedelli.
Questi non è più professore di religione presso il Liceo Classico “Scipione Maffei” di Verona.
Incarico ininterrottamente ricoperto per 22 anni.

Il vescovo mons. Zenti, ormai dimissionario per raggiunti limiti di età, fu nominato vescovo il 3 dicembre 2003 da papa Giovanni Paolo II.
È conosciuto per le sue posizioni estremamente conservatrici.
Ha più volte platealmente invitato i sacerdoti e i fedeli a votare per il centrodestra.
Anche questa volta è avvenuto qualche giorno prima del secondo turno in occasione dell’elezione del sindaco di Verona. La vittoria è andata candidato di centrosinistra Damiano Tommasi.

Il licenziamento in tronco è toccato al prof. Marco Campedelli, teologo, già per 18 anni parroco di San Nicolò nel centro di Verona.
Uomo di spettacolo, esperto burattinaio.
Un protagonista e con il suo teatro produce un’ottima performance narrativa e teologica densa di una spiritualità, che fa pensare, sorridere e talvolta commuovere.
Il vescovo in vari modi aveva esternato le sue indicazioni di voto a favore del centrodestra.
Don Campedelli si era opposto pubblicamente nella sede del consiglio dei teologi.
Aveva pubblicato uno scritto tramite “Adista”, l’Agenzia di stampa «sul mondo cattolico e sulle realtà religiose», che ha sede a Roma. La critica alla lettera “elettorale” del vescovo ha fatto il giro della città.
Le elezioni sono terminate e la vittoria è andata al candidato sgradito a Zenti.
Questi immediatamente si è preso la sua rivincita, che possiamo etichettare come vendetta.
L’accaduto riguarda il rapporto tra la politica e la Chiesa, perché mons. Zenti rappresenta ed è l’esponente di una concezione del mondo ormai superata.
Papa Francesco deplora e parla di “clericalismo”.
Cioè “clero come potere”, come “potere assoluto”, a cui anche il potere politico deve sottostare su alcune cose.
Vito Mancuso, teologo e docente, afferma che «in altre parti del mondo tutto ciò si chiama “teocrazia”: si pensi, per esempio, a talebani, ayatollah, partiti religiosi della destra israeliana, hindutva di Modi in India».
«Anche Trump e i suoi, ovviamente, si uniscono a questa compagine».
Riguarda la nostra cultura e le nostre scuole.
Un “vescovo” non può licenziare un professore di un liceo statale che ha alle spalle 22 anni di insegnamento con un alto gradimento professionale, culturale e umano.
Molto conosciuto in città.
Non si può tollerare.
La religione, alla pari della musica, della filosofia, della letteratura, dell’arte e di ogni altra materia non può essere così facilmente offesa da una logica spicciola di potere, che nulla ha a che fare con la nobiltà e l’attualità della stessa disciplina.
Mons. Zenti è un esempio di potere dispotico, che un episcopato totalizzante impunemente carpisce dallo Stato democratico e vi si insinua per soffocare libertà e tolleranza.
L’intero mondo democratico si stringe intorno a don Marco Campedelli, per manifestargli sia la stima per il coraggio dimostrato, sia la solidarietà per l’ingiustizia subita.







