Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, rappresenta emblematicamente i nuovi tempi della politica: quelli della fine dei valori e degli ideali e dell’apoteosi del trasformismo e dell’opportunismo.
Dopo essere stato a Roma per l’elezione del Presidente della Repubblica e aver ascoltato e applaudito il discorso di Sergio Mattarella, con il richiamo alla legalità e al massimo rigore morale nell’espletamento delle funzioni pubbliche, il primo atto che firma è l’elezione ad assessore alla Sanità pugliese di Rocco Palese, noto esponente del centro destra e di Forza Italia, ex assessore alla Sanità padre della devastante riforma che ha distrutto la sanità pubblica con l’eliminazione di tanti ospedali, nonchè ex consigliere regionale che si è portato a casa 600.000 euro di buona uscita.
Per Emiliano “In Puglia le differenze tra maggioranza e opposizione non esistono, siamo tutti una squadra”.
La sua politica clientelare ha visto assegnare cariche e prebende ad esponenti con una militanza o familiarità nelle fila di destra o finanche missina ( Simone Di Cagno Abbrescia presidente dell’Acquedotto Pugliese, Sebastiano Leo, Gianni Stea, Anita Mauridinoia e Rosa Barone assessori regionali, Massimo Cassano presidente dell’Arpal, agenzia regionale del lavoro).
La sua politica elettorale ha visto il sostegno di personaggi del fronte della gioventù (Pippi Mellone, sindaco di Nardò, Francesco Crudele, già sindaco di Capurso).
Intanto vanno via persone stimate e preparate come Luigi Lopalco, assessore alla Sanità, e Massimo Bray, assessore alla Cultura e vengono esclusi dagli incarichi consiglieri regionali impegnati ed esperti, di area politica della maggioranza di centro sinistra.
Non mancano scandali, sui quali la magistratura sta indagando con l’accertamento di gravi comportamenti di corruzione, che riguardano esponenti di rilievo a capo di agenzie regionali di sua nomina, vedi l’arresto di Mario Lerario, capo della Protezione Civile per tangenti su appalti milionari per il Covid e di Antonio Parente, direttore dell’Apulia Film Commission per aggressione e violenza sulla presidente Simonetta Dellomonaco.
Lo sconcerto e la disapprovazione di diversi consiglieri che sostengono il governo regionale sono più che mai condivisibili e dovrebbero portare ad una seria riflessione da parte dei responsabili politici, in primo della segreteria regionale e nazionale del PD, e delle cariche istituzionali maggiori, come il sindaco della Città Metropolitana di Bari, nonchè presidente nazionale dell’Anci.

La politica clientelare di Emiliano ha riguardato anche la nostra Monopoli.
Alla vigilia delle ultime elezioni regionali del 20 settembre 2020, attraverso alcuni noti plenipotenziali, ha trattato fino all’ultimo per l’ingresso nelle sue liste di Stefano Lacatena, poi eletto con Forza Italia, ha aggiunto ai suoi sostenitori Ilaria Morga, già assessore ai servizi sociali della giunta di centro destra di Angelo Annese.
Ha nominato commissario dell’Iprab, oggi ASP Romanelli Palmieri, l’ente pubblico che amministra i beni lasciati dal marchese Palmieri e gestisce la Casa di Riposo, l’avv. Luigi Tosches, dello studio del segretario regionale del PD Lacarra, senza trovare alcuna opposizione da parte dell’Amministrazione Comunale, competente per la nomina del Consiglio di Amministrazione dell’Ente.
Nota personale.
Nel 2015, durante le Primarie del centro sinistra per la scelta del Presidente della Regione, avevo presentato un ricorso alla Direzione Nazionale del PD contro la candidatura di Michele Emiliano, già magistrato e segretario regionale del PD, per la sua incompatiblità a norma di Statuto del partito.
Emiliano, che non conoscevo, venne a trovarmi nello studio in Monopoli in viale Rimembranza accompagnato dal dott. Lello Aquilino, chiedendomi il ritiro del ricorso.
Cosa che feci, davanti alla sua dichiarata volontà di voler servire i cittadini pugliesi e di essere fedele al partito. Oggi mi pento amaramente !
STEFANO CARBONARA
Esponente PD Monopoli








Anche a livello cittadino ci avviamo a strategie di questo tipo da parte del centrosinistra (https://www.link24.it/comes-pd-nuovo-progetto-romani/), che parla di “approccio concreto” (https://www.link24.it/monopoli-pd-amministrative-2023-alternativa/), espressione traducibile in vari modi, più e meno edificanti e condivisibili. Certo, ideali e valori, quali essi siano, che non ottengano voti non possono concretizzarsi in azioni specifiche, che li realizzino nel quotidiano. Il fine giustifica i mezzi, allora? Anche a costo di annacquare il fine, pur di fruire dei mezzi, accettando alcuni (o molti?) compromessi? Non ho un’idea chiara su quest’ultimo aspetto, pongo solo la questione, sperando in un buon dibattito. Cari saluti.
La verità fa male lo sai…
Cantava Caterna Caselli ai ns tempi.