L’Unione Europea è un “bene comune”, affermazione di tre grandi statisti di religione cattolica. Un sogno generoso e visionario sperimentato e vissuto da Konrad Adenauer, Robert Schuman e Alcide De Gasperi. Il tutto già immaginato dal confino di Ventotene dagli intellettuali laici e antifascisti Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni.
La Ue in assoluto è ancora la migliore garanzia di democrazia, di libertà e di protezione dei Paesi che ne fanno parte.
La Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, non nasconde le sue preoccupazioni. Prima di tutto per la guerra in Iran, poi la reazione di Teheran e l’instabilità che ne deriva.
La Presidente: «L’escalation in Iran va fermata subito. Serve una Europa più forte».
«Il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente».
Il diritto internazionale è sacro, ma non può essere usato per difendere e giustificare una dittatura sanguinaria come quella in Iran. Uccide la propria gente e destabilizza l’intera regione. Adesso però è necessario e urgente fermare l’escalation, che si è creata in Medio Oriente con conseguente impatto sull’Europa. La Presidente Roberta Metsola, è preoccupata per la guerra in corso. Un contesto geopolitico nel quale è sempre più chiaro che l’Europa dovrà avere quella capacità di diventare più indipendente più forte e più unita.
Ha risposto ad alcune domande.
È una speranza?
«Sono certa che molti ne discuteranno. Per il Parlamento Europeo il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente, destabilizza la regione con i suoi “vassalli”, rifornisce la Russia di droni contro l’Ucraina e costituisce una minaccia globale. Se il regime iraniano rispettasse il diritto internazionale come lo facciamo noi, il popolo iraniano sarebbe libero, Jina Masha Amini (donna curda iraniana arrestata a Teheran dalla cosiddetta polizia “morale”, che sottopone ragazze e donne ad arresti e a detenzioni arbitrarie, torture e altri maltrattamenti per non aver rispettato l’obbligo di indossare il velo, n.d.r.). sarebbe viva, il terrore non avrebbe regnato in Iran per quasi 50 anni. E l’Europa e gli Stati del Golfo non dovrebbero affrontare attacchi indiscriminati».
È preoccupata?
«Indubbiamente l’instabilità in Medio Oriente ha implicazioni globali e questo riguarda … l’Europa. In questi giorni abbiamo già visto le conseguenze: attacchi contro basi europee e Usa, contro infrastrutture civili ed energetiche negli Stati del Golfo e civili in Israele. … atti deplorevoli e ingiustificati. Dobbiamo assicurare che gli eventi in corso non portino a una escalation da parte del regime iraniano, che avrebbe un impatto su tutti noi».
Dal Senato spagnolo arriva l’avvertimento: «In questo nuovo mondo, l’Europa non può restare ferma deve crescere. La Groenlandia ce l’ha insegnato».
Cosa significa: «Abbiamo una ristretta finestra di opportunità»?
«Noi abbiamo una ristretta finestra di opportunità per evolvere nell’Ue che vogliamo essere. Un’Unione che è unita e salda di fronte alle sfide, come abbiamo fatto nella vicenda della Groenlandia (contro le mire di Donald Trump, ndr). Un’Unione che è preparata e proattiva, non puramente reattiva. Un’Unione forte e aperta alle imprese. Così, quando dico che abbiamo una «ristretta finestra di opportunità» intendo che … è il momento di mostrare la nostra volontà politica per avanzare sul fronte del rafforzamento della nostra competitività e della nostra sicurezza».
Si parla di una Europa a due velocità …
«A prescindere di come chiamiamo i vari formati, una cosa è chiara: dobbiamo diventare più agili, più flessibili ed efficienti come Unione. …, se un gruppo di Paesi può avanzare insieme, deve poterlo fare. È già successo e ha rafforzato la nostra Unione, anziché indebolirla. Non tutti gli Stati membri possono muoversi allo stesso ritmo su tutte le questioni ed è stato così fin dall’inizio: guardi a Schengen, l’euro, la difesa. Non è una scorciatoia verso l’unità, piuttosto è il cammino verso l’unità che ci rende più forti. È un’opportunità per la trasformazione e non dobbiamo farcela scappare. Io mi rallegro di ogni sforzo che faccia avanzare l’Europa».
Quali le priorità attuali?
«Dobbiamo continuare ad attuare la semplificazione delle normative, eliminare burocrazia eccessiva in tutti i settori. … , dobbiamo finalmente avanzare sul fronte del mercato interno, anzitutto nei campi dell’energia, delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari. Dobbiamo completare l’Unione dei risparmi e degli investimenti, in modo che il capitale possa fluire liberamente attraverso i nostri confini interni. Bisogna trovare fondi per le start up e per le aziende che crescono».
In conclusione ha sottolineato e parlato di: «Un sistema che offre protezione deve anche essere in grado di attuare le sue decisioni. È così che si mantiene la fiducia, … tra i cittadini … Il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare un sistema umano … per le esigenze di quanti richiedono protezione … e regole eque».
Antonio Losito