Per un turista che arriva a Monopoli da nord seguendo la costa, percorrendo la vecchia strada Marina del Mondo, che da Cala Incina arriva a Cala Pantano, si ritrova davanti uno spettacolo a dir poco deprimente, tra rifiuti di ogni sorta e puzze di fogna.

Eppure la zona è inserita in un paesaggio naturale incantevole, tra torri, cale, vecchi trulli costieri, grotte, falesie, fondali marini con una scogliera corallina, unica nel genere, recentemente scoperta.
Si tratta di una zona paesaggistica interessante da essere inclusa nel Parco Naturale di Costa Ripagnola in fase di definitiva approvazione.

Per tale zona, l’attuale PUG (Piano Urbanistico Generale) prevede Aree Portuali (Cantieri Navali) e di Riqualificazione Urbana, denominate P2, P3, P4 e Contesti di Trasformazione Urbana (Residenze) con poche superfici a verde pubblico.
Le ultime vicende relative alla istituzione del Parco Naturale di Costa Ripagnola potrebbero essere occasione per una riconversione ecologica e paesaggistica della zona.
Il suo iter ha avuto un percorso travagliato:
Approvazione della Giunta Regionale ( febbraio 2019 ), del Consiglio Regionale ( luglio 2019 ), forti proteste dei comitati Pastori della Costa e Gabbiani del Parco contro le possibilità di edificazione di complessi residenziali, conferenza di servizi degli enti interessati compreso il comune di Monopoli ( novembre 2019 ) impugnazione del Governo Conte per illegittimità di tali interventi ( novembre 2020 ), annullamento da parte del Sindaco di Polignano del parere di compatibilità urbanistica per la realizzazione di un resort da parte della società Serim ( febbraio 2021 ).
Queste ultime determinazioni potrebbero concludersi con una nuova approvazione del Parco da parte della Regione, con il divieto di realizzazione di residenze e resort.
In tal caso il progetto, avendo carattere di prevalenza sui programmi comunali, annullerebbe le previsioni residenziali nella zona Nord di Monopoli a valle della ex SS 16, con una nuova tipizzazione urbanistica con un significato culturale, paesaggistico e turistico rilevante.
Dalla tutela dei Trulli Costieri dei Pastori si passerebbe al recupero di tutto un patrimonio di bellezza.

Per Monopoli una ex cava, quella Spina, già Caloria, da cui furono estratte le pietre per la costruzione del porto, messa in un fosso, misconosciuta ai più, diventerebbe una grande area a verde, a due passi dalla città e dal mare, a disposizione della collettività.
Un depuratore, fonte di puzza e di inquinamento delle acque marine, trasferito in altra zona.
Un grande piazzale abbandonato e pieno di rifiuti, tra cala Susca e Cala Monaci, recuperato, valorizzato a ridosso del mare.
Una vasta area, tra il depuratore e la Polisportiva Giannoccaro, ora piena di detriti, inerti e forse di residui di amianto, diventare un piccolo polmone di verde attrezzato.

Una estesa superficie di terreni, che insiste nella Dertum, antica città romana, oggi Torre d’Orta, che insieme a tutto il litorale fino alla Baia di Cala Corvino, ripulito dai rifiuti, potrebbe essere un altro angolo di bene pubblico, che si affaccia sulle acque del mare dove giace sul fondo la scogliera corallina.

Sarebbe l’occasione di pensare finalmente al risanamento del litorale costiero tra Cala Verdegiglio e Cala Pantano, con l’abbattimento delle vecchie Caldaie arrugginite della Esso Total, risalenti all’inizio del ‘900 e alla realizzazione nel sito del Porto Turistico, come previsto dal PUG, la cui procedura non è stata mai attivata concretamente dall’Amministrazione Comunale.

La prevista Ciclovia Adriatica, in fase di progettazione, collegante tutta la costa adriatica da nord a sud, si inserirebbe in un contesto naturalistico, storico e culturale nel passaggio da Monopoli, con un impatto di grande interesse turistico.
Alcune domande.
Ma il Sindaco Angelo Annese e il delegato all’Urbanistica Stefano Lacatena cosa pensano del Parco?
Come mai non ne hanno mai parlato in comunicati ufficiali? Come mai nemmeno un cenno nel sito del Comune?
Non hanno partecipato agli incontri o non sono interessati?







