Basilica Cattedrale Monopoli
Ricordati di Gesù Cristo, risorto dai morti […].
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; se perseveriamo, con lui anche regneremo» (2Tim 8.11b-12)
Le comunità dell’Unità pastorale delle parrocchie Maria SS. della Madia, S. Maria Amalfitana e SS. Pietro e Paolo di Monopoli, nella fede e nella speranza della risurrezione, annunciano la scomparsa del loro parroco don Peppino Cito e rendono lode a Dio per la testimonianza di carità del suo ministero presbiterale.
La salma sarà vegliata presso la sua abitazione in via Petrarca, n. 18 a Speziale di Fasano per poi essere trasferita nella chiesa del Purgatorio a Monopoli domani, 15 marzo, alle ore 18.
Domenica 16, alle 12:30, la salma verrà traslata in Cattedrale dove, alle 15:30, si terrà la celebrazione esequiale.
Domani, 15 marzo, alle ore 19:30, ci riuniremo presso la chiesa del Purgatorio per una veglia comunitaria.
Monopoli, 14 marzo 2025
IL RICORDO DI TANTI in facebook
Il nostro fratello amico e padre PEPPINO CITO, a 78 anni, è andato in Paradiso, questa sera, dopo una vita densa di fede nel Vangelo.
Nato a Speziale, una frazione tra la collina e il mare di Puglia, prima pastore di greggi e poi pastore di anime, don Peppino ha cercato, nel suo lungo ministero, di dare attuazione al nuovo corso della Chiesa cattolica impresso dal Concilio Vaticano II, di cui aveva gustato il senso profondo.
Formatosi alla scuola di mons. Carlo Ferrari, aveva proseguito gli studi a Roma per poi approdare, giovanissimo viceparroco, nella Cattedrale di Monopoli con don Angelo Benedetti. Tante le comunità che hanno beneficiato del suo servizio: Fasano, Cisternino, Monopoli e poi Noci e, infine, ancora Monopoli nell’amata Cattedrale.
Ma al di là delle tappe ufficiali di una biografia molto ricca, resta il suo instancabile impegno perché la comunità dei credenti fosse sempre più fondata sulla centralità della Parola di Dio, sul protagonismo dei suoi membri e su un rapporto laico con le istituzioni e con la società civile.
Era libero perché amava Dio e la Chiesa. Cercava il dialogo con chi resta oltre la soglia, perché convinto della propria identità, senza ossessioni difensive. Ascoltava per rispondere e annunciava la chiamata a tutti, proprio a tutti. In ogni celebrazione non dimenticava mai di sottolinearlo dando forza alla sua voce.
Gentile, ma per niente affettato, ironico, colto senza essere supponente, mai doganiere dello Spirito, a volte scomodo, parlava dei poveri e dei sofferenti e per loro si rendeva sempre disponibile e premuroso, porgendo aiuto e tenerezza.
Guardava a Gesù e insieme a Lui si poneva al servizio dell’umanizzazione di ogni persona e della collettività; al servizio della costruzione di un mondo più abitabile e segnato da giustizia, pace, rispetto del creato e della dignità umana. Costruttore infaticabile dei cieli nuovi e delle terre nuove del Regno.
Scommetteva sui laici con un pensiero moderno, tanto lontano dalla sua età anagrafica. Si era spinto a relazioni con missionari in Sud America e in Africa curando progetti concreti e scambi culturali.
Univa un’intensa attività pastorale a una profonda spiritualità fatta di lunghi momenti di preghiera. Il suo celebrare, sobrio e molto curato che non ha mai mostrato stanchezza né sciatteria, unito a una predicazione tersa e luminosa, capace di far vibrare le corde del cuore di chi l’ascoltava, sono state la cifra del suo ministero sacerdotale.
Perdo un amico carissimo.
Mi ha guidata sin dall’adolescenza. Da lui ho anche imparato a strimpellare la chitarra. Ha sciolto nodi esistenziali che da sola non sarei riuscita a districare.
Rileggendo un po’ di corrispondenza, ritrovo la sua ansia di farsi contemplazione del volto di Dio. Mirava al silenzio, “alla dimensione ‘passiva’ della fede, mentre nella relazione di accompagnamento delle persone si sentiva piuttosto tentato di proporre cammini molto ‘operativi’”. Avvertiva in agguato la “tentazione di fare la salvezza”.
Quando il cancro lo ha aggredito spogliandolo di tutto, strappandogli le sue sicurezze di pensiero e di parola, siamo rimasti tutti attoniti e sedotti dal bisogno di trovare una spiegazione a tanta sofferenza e al senso della sua morte.
Forse un giorno capiremo.
Comprenderemo anche perché San Francesco chiami la morte sorella, quasi a ricordarci che non è la nemica che ti toglie la vita, ma una sorella che ti introduce a quella nuova e definitiva.
E don Peppino ora è nella luce e di fronte al volto di quel Dio che ha amato tanto e servito con tutte le sue forze e il suo spirito.
Grazie don Peppino, sei stato una benedizione con la tua vita, perché non hai smesso di sognare e non ti sei stancato di farci vivere il Vangelo in pace e con il sorriso.
R.I.P. don Peppino come ti chiamava Ina ricordo ancora il mio matrimonio quando ti sei sbagliato a pronunciare il nome della sposa.Ina ti fulmino solo con lo sguardo….Ora salutala da parte mia
Ciao don Peppino
Fai buon viaggio e riposa in pace. Rimarrai sempre nel mio cuore e guidaci da lassù nel cammino di vita.
Fax Monopoli
Chiesa in lutto, si è spento a 78 anni don Peppino Cito, parroco dell’unità pastorale che comprende le parrocchie Basilica Cattedrale, S. Maria Amalfitana e SS Pietro e Paolo. Era stato ordinato sacerdote il 12 agosto 1971.
“La sua fede profonda e la sua testimonianza di donazione a Cristo e alla Chiesa alimentino la nostra speranza in questo momento di dolore” fa sapere la comunità parrocchiale invitando alla preghiera. La salma sarà vegliata presso la sua abitazione a Speziale di Fasano per poi essere trasferita nella chiesa del Purgatorio a Monopoli domani, sabato 15 marzo, alle ore 18. Successivamente, alle 19:30, sempre nella chiesa del Purgatorio, si terrà una veglia comunitaria.
Domenica 16 marzo, alle 12:30, la salma verrà traslata in Cattedrale dove, alle 15:30, si terrà la celebrazione esequiale.
È bella questa fotografia di don Peppino Cito. Ne coglie l’essenza, la verità, la personalità di uomo e di sacerdote della gioia. La gioia di essere discepolo del Signore, suo ministro e suo annunciatore. La gioia del Vangelo che ha diffuso in mezzo a noi per tutta la vita. Evangelii gaudium, come direbbe Papa Francesco. Stasera, nel momento della separazione, questa gioia che ci hai testimoniato, caro don Peppino, non può non essere appannata dal dolore. Ma sono sicuro che tu, da persona concreta, essenziale quale eri, ci diresti: “Perché piangete?”. E magari quel sorriso ce lo mostreresti di nuovo. Sono anche certo che schivo e alieno dagli “incensamenti” quale eri, non gradiresti tante parole sulla tua persona e sulla tua opera di sacerdote. Te ne basterebbero tre: amico di Gesù. Anzi possiamo arrivare a otto: innamorato della Madonna della Madia. Ecco, io ti ricorderò sempre così: con questo sorriso e con queste otto parole. Non perché non me ne vengano altre. Potrei scriverci un libro con i ricordi. Ma perché tu, uomo dell’essenziale, all’essenziale hai sempre puntato. E l’essenziale per ogni cristiano è andare in paradiso. Dove sei adesso insieme con la Madonna della Madia, con i parrocchiani che ti hanno preceduto, con don Vincenzo, don Angelo e tutti gli altri. Dal cielo prega per noi. E noi pregheremo per te. A Dio, don Peppino.
Paolo Quaranta è con Laura Letizia Ancona.
La nostra guida nel Giorno più bello
La mia prima confessione
La mia prima comunione
Il mio cuore oggi piange, riposa in pace Don Peppino
Anche da lassù Continua a seguirci
Aspettando la Festa d’Aprile… ·
Si è spento quest’oggi don Peppino Cito, arciprete-parroco della Basilica “Madonna della Madia” in Monopoli, originario di Speziale era nato nel giorno della Madonna della Madia, il 16 dicembre 1946, è sacerdote dal 1971, sì perché sin da ora, sacerdote in eterno, siamo certi che contempla il volto del Signore Risorto.
“La sua fede profonda e la sua testimonianza di donazione a Cristo e alla Chiesa alimentino la nostra speranza in questo momento di dolore”, si legge in un messaggio inviato ai fedeli
“Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca,
mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.” (Salmo 23)
La gioia di Gesù buon pastore non è una gioia per sé, ma una gioia con gli altri e per gli altri, la gioia vera dell’amore. Questa è anche la gioia del sacerdote. Egli viene trasformato dalla misericordia che gratuitamente dona…”
– Papa Francesco –
Grazie don Peppino
Marilù Colavitto è con Davide Pellicano.
Caro don Peppino,
non ti dimenticheremo mai.
Rimarrai per sempre nei nostri cuori
Marilù Colavitto è con Davide Pellicano.
Caro don Peppino,
non ti dimenticheremo mai.
Rimarrai per sempre nei nostri cuori
Questo è il famoso compleanno a cui non ho potuto partecipare. Ringrazio il Signore dei momenti passati in comunità. Mai come ora mi sembrano troppo pochi. Buon viaggio, don Peppino.
Antonio Livrieri si trova presso Cattedrale di Monopoli.
Buon viaggio
Don Peppino ci ha lasciati
Riposa in pace
#LOCCHIODIMONOPOLI
Sacerdote e uomo esemplare col grande dono del l’umiltà e poi di una semplicità disarmante, di un’efficacia comunicativa eccezionale. Mancheranno le sue omelie essenziali, senza artifici verbali, ma di una spiritualità alta che arrivava dritta al cuore e ci restava. RIP. Carissimo Don Peppino
Comitato Festa Madonna della Madia – Monopoli·
Il Comitato Festa Patria si unisce al dolore per la scomparsa di don Peppino Cito, ricordando con gratitudine la sua collaborazione e la sua dedizione alla Cattedrale e alla Protettice Madonna della Madia.
Faccio mie, una per una, le parole di Mimmo Muolo per descrivere don Peppino… dal Cielo prega per noi.
Rip Don Peppino
Confraternita di San Giuseppe – Monopoli
Questa sera si è spento don Peppino Cito.
La Madonna lo accompagni all’incontro con Dio.
San Giuseppe lo assista.
Riposa in pace!
Domani mattina alle 8 il suono delle campane a morto della nostra Chiesa saranno il segno della nostra viva commozione.
Comitato Festa Madonna della Madia – Monopoli
Il Comitato Festa Patria si unisce al dolore per la scomparsa di don Peppino Cito, ricordando con gratitudine la sua collaborazione e la sua dedizione alla Cattedrale e alla Protettice Madonna della Madia.
Confraternita di San Cataldo – Monopoli
La Confraternita di San Cataldo – Monopoli si associa al dolore che ha colpito tutta la città di Monopoli per la perdita del carissimo Don Peppino, Parroco dell’Unità Pastorale del Centro Storico. I Santi Medici Cosma e Damiano e San Cataldo che tante volte hai invocato e pregato con noi, siano ad attenderti in Paradiso. RIPOSA IN PACE CARO DON PEPPINO
The Monopoli Times, Giornale e Web TV News
Il suono funebre delle campane della Basilica Cattedrale Maria SS.ma della Madia ha annunciato la triste notizia della dipartita di don Peppino Cito alla comunità.
R.i.p. Don Peppino ricorderò sempre la tua presenza in ogni evento organizzato da me ed il rispetto che avevi per la tua comunità
La sua fede profonda e la sua testimonianza di donazione a Cristo e alla Chiesa alimentino la nostra speranza in questo momento di dolore”, si legge in un messaggio inviato ai fedeli.
FOTO di Alessandro Morè, Giuseppe Mirizzi, Antonio Livrieri, Paolo Quaranta.














Sono veramente rimasta costernata ed addolorata per la dipartita di Don Peppino Cito ché non era solo un pastore may anche un’ amico li dove ti incontrava ti chiedeva sempre come stai.Io lo conobbi quando lui appena ordinato sacerdote venne ad un campeggi ad Accettura è noi giovani di quel periodo lo coscemmo
Che dire di Don Peppino Cito, un innamorato di Dio, un trascinatore di anime mossa da amore, discrezione, ed intelligenza …
Chissà quante anime hai salvato con il tuo modo di fare diretto, semplice ed efficace, animato da vera fede.
Siamo sempre insieme a te, nonostante la morte.
Riposa in pace sotto il manto della Madonna della Madia.