La fede, la gioia e la paura: «Ora sono dal Dio mio, dal Dio dei miei padri, nella casa indistruttibile. Lui, il nostro Dio, l’umico vero Dio, è la causa prima e il fine di ogni cosa. Davanti alla morte nulla ha più senso se non Lui». «Devo tutta la mia vita a Dio, ogni cosa bella. La Fede mi ha accompagnato … ».
È il “testamento spirituale” di Sammy Basso. Una forza umana straordinaria.
Solo ora abbiamo capito fino in fondo. Le tue parole sono una provocazione e una prospettiva di vita di cui non possiamo fare a meno. Nelle tue condizioni hai dovuto amare la vita. Non ha avuto alcun dubbio dal momento in cui sei nato. Una forma e una vita, che non potevi ignorare. Subito ti ha posto all’attenzione di tutti quelli, che giornalmente frequentavi.
La voglia delle barzellette sempre da raccontare. Il sorriso sempre pronto. L’addio struggente nel bel mezzo di una festa a te dedicata. Era pur sempre una malattia. Bruttissima. Rarissima. Nessuna cura poteva salvarti. Una lucida pazzia. Un rarissimo ossimoro.
Hai sempre saputo l’esito. Dal primo momento. Sulle tue spalle. Esclusivamente a tuo carico. Ti sei affannato a studiare. Hai cercato tra le maglie scientifiche una risoluzione e una risposta, che poteva consegnarti una prospettiva, uno spiraglio tale da farti sorridere. Ma tu non hai mai perso il buon umore. Hai sempre cercato di suscitare il sorriso negli altri. Alla medicina, alla scienza medica e alla ricerca tocca un allargamento delle indagini. Una risposta, anche rabberciata, non c’è. È lontana anni luce. Ma la speranza non può morire. Mai. Per tutti coloro ai quali è toccata o potrà toccare la stessa sorte. Non la rassegnazione. Mai alzare le mani o battere in ritirata. Né raggirare l’ostacolo. Ogni risultato è percorribile.
Amare la vita nel modo come tu ci hai insegnato, disvela il ripiegamento nell’accontentarci di una cura adatta ai tempi, che stiamo vivendo.
Non una dose, né un vaccino da somministrare.
Hai sempre detto che ti è capitata di percorrere una bella vita. Nessuno l’ha mai messo in dubbio. Hai sempre consigliato di vivere pienamente. Con la prospettiva che c’è il domani. Un carico di emozioni si è continuamente riversato su te stesso. Ne sei stato avvolto e trascinato fino al giorno dell’addio. Un viaggio consapevole verso l’infinito per percorrere un viaggio intenso. Verso un sonno accumulato e arretrato.
Nessun segreto. Non possiamo scavare nel passato. Hai rivelato nel tuo testamento pieno d’amore, il tuo attaccamento a Gesù, il Cristo. Tutto nascosto? No, perché palesemente e apertamente manifestato. Lo hai vissuto nella semplicità degli umili. Come hai raccontato con passione, appena desto al mattino inoltrato aprivi e leggevi quel vangelo, che ti faceva aprire gli occhi verso quel mondo, che avevi tutto il diritto di nascondere e mettere da parte. Era il tuo diario del giorno. Ti riempiva l’anima e tu lo prendevi con serietà. Avevi uno speciale diritto alla parola, ma non pensavi né badavi a te stesso e alle tue sofferenze, che nascondevi molto bene. Applicavi ed espandevi l’arte di guardare verso il resto della giornata.
Ecco il tuo grazie a Dio. Lo hai allargato sempre più, anzi lo hai esteso fino all’inverosimile. È il segno palese della tua smisurata grandezza. Hai abbracciato tutte le rovine dei nostri giorni, sparse dappertutto e le hai ricoperte non con un velo trasparente, ma con un enorme manto intriso di amore e di tenerezza. Intorno a noi, e lo viviamo quotidianamente, c’è il freddo gelo degli odi perennemente alimentati e dei conflitti disseminati continuamente in ogni angolo del mondo. Il tuo esempio e le tue parole con il sorriso sulle labbra sono una manna caduta dal cielo. Una provocazione, che spinge vero le più alte vette.
Antonio Losito







