La notizia è stata divulgata dal giornale britannico “Independent”, che avrebbe pubblicato un articolo intitolato:
«L’hanno decapitata».
A Mauro Berruto, l’ex commissario tecnico della nazionale di pallavolo femminile afghana, a fine agosto era pervenuto un appello da parte di una compagna di squadra della giovane giocatrice, una delle più promettenti della squadra, Mahjubin Hakimi, brutalmente massacrata dai talebani a Kabul.
Berruto, ora responsabile sport del partito democratico, dopo la presa di Kabul, ha dato una collaborazione attiva all’espatrio dall’Afghanistan di ragazzi in pericolo di vita.
Non abbiamo ancora notizie ufficiali sulle circostanze della morte di Mahjubin Hakimi. Lo stesso Berruto, fu turbato da quel disperato messaggio della giovane pallavolista afghana, una ragazza in preda alla disperazione:
«Mi uccideranno come hanno fatto con la mia compagna di squadra, l’hanno massacrata come un animale».
Si mette in moto per aiutarla. Le comunicazioni sono frammentate, ma la conferma, sebbene a singhiozzo, arriva.
Mahjubin Hakimi, 18 anni, di etnia hazara, giocava nella squadra comunale della capitale, il Kabul Municipality Volleyball Club, e nella nazionale giovanile afghana.
La notizia è stata divulgata in ritardo «perché la famiglia era stata minacciata di ritorsioni da parte dei talebani».
Anche le circostanze sono poco chiare. Pare che la ragazza sia morta a casa della famiglia del fidanzato.







