Monsignor Michel Aupetit, 70 anni, capo dell’arcidiocesi più importante di Francia sin dal dicembre del 2017, ha riconosciuto di aver intrattenuto «comportamenti ambigui». Nega decisamente rapporti tra lui e la donna, che ha determinato lo scandalo.
Il 2 dicembre scorso, Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della capitale francese, presentata da monsignor Michel Aupetit. Nello stesso tempo, in attesa che venga identificato il successore, il Papa ha affidato l’interim a mons. Georges Pontier, arcivescovo emerito di Marsiglia e già presidente della conferenza episcopale di Francia, con la nomina di Amministratore Apostolico sede vacante “et ad nutum Sanctæ Sedis” della stessa arcidiocesi.
«Quando ero vicario generale», ha sottolineato il prelato, «una donna si è manifestata a più riprese presso di me con visite e lettere, a tal punto che talvolta ho dovuto mettere una certa distanza tra noi. Riconosco però che il mio comportamento nei suoi confronti possa essere stato ambiguo, lasciando sottintendere l’esistenza tra noi di una relazione intima e di rapporti sessuali, cosa che nego con forza».
Quindi, il passo successivo di scrivere al Papa.
«La parola dimissioni però non è quella che ho usato nella lettera», precisa mons. Michel Aupetit, «Dimissioni significano abbandono dell’incarico. In realtà lo rimetto nelle mani del Santo Padre, perché è lui che me l’ha dato. L’ho fatto per preservare la diocesi perché, in qualità di vescovo, devo mettermi al servizio dell’unità della Chiesa».
L’episodio imbarazzante è stato scoperto ad aprile del 2020, allorquando i suoi più stretti collaboratori vengono a conoscenza di una mail da lui inviata per sbaglio nel febbraio 2012 alla sua segretaria, destinata a dir il vero a un’altra donna.
Galeotta fu la mail.
Inequivocabilmente il tenore dimostrava l’esistenza di una relazione intima con quella donna. Un rapporto consenziente, privo di ogni rilevanza di carattere penale, ma decisamente non consono all’obbligo del celibato previsto dalla Chiesa. Un simile comportamento tenuto da un prete impone allo stesso arcivescovo di emettere il provvedimento canonico di immediata sospensione.







