
Nei primi anni ’60 viene abbattuta la Villa De Martino, di proprietà del sindaco Vito Giannulo.
Al posto di un gioiello, incastonato alle radici del porto, che accoglieva arte, cultura e spettacolo, viene costruito un grande palazzo pluripiano con vista mare.
Nel 1975, con l’approvazione del Piano Regolatore Generale redatto dall’architetto Luigi Piccinato, viene definito il nuovo assetto urbanistico del porto, con tutte le aree circostanti al bacino portuale destinate a impianti e servizi.
Il 5 marzo 1991 approda nel porto di Monopoli il rimorchiatore Erzeni con 837 profughi albanesi.
Nel 1994, con la legge n.84 sul riordino della legislazione portuale, è previsto l’obbligo di un nuovo Piano Regolatore Portuale, ma ancora oggi non è stato redatto.
Nel 1997, durante l’amministrazione di centro sinistra del sindaco Antonio Guccione, la Regione Puglia include Monopoli, insieme a Bari, tra i porti del programma “ Interreg II” per lavori pari a 11,6 milioni di euro, finanziati da Europa, Stato italiano e Regione Puglia.
Gli interventi al porto di Monopoli prevedono il completamento e la sistemazione delle strutture interne e delle opere foranee ai fini dello sviluppo mercantile e turistico.
Nel gennaio 2000 i lavori vengono aggiudicati alla società Dragaggi di Roma..
Il 4 agosto 2000, durante l’amministrazione di centro destra del sindaco Walter Laganà, il Consiglio Comunale approva il progetto Sicie delle ditte Luigi Fortunato e Cooperativa Edilizia 90 per la costruzione di oltre 200 appartamenti nell’area di via Fiume destinata dal Piano Regolatore in parte a impianti portuali.
Nonostante l’opposizione della stessa Regione, della Capitaneria del Porto e degli operatori marittimi monopolitani il Consiglio di Stato accoglie le ragioni delle imprese, in possesso di regolari delibere comunali.
Nel 2007, durante l’amministrazione di centro sinistra del sindaco Paolo Antonio Leoci, viene approvato il nuovo PUG, Piano Urbanistico Generale, elaborato dall’architetto Federico Oliva.
Per il sistema portuale sono individuati tre ambiti: P1 per il potenziamento del porto per il commerciale, la pesca e il turismo e in parte per la riqualificazione residenziale urbana, P2 per il nuovo porto turistico in zona Clio, P3 per la cantieristica in zona Torre d’Orta.
L’ Autorità Portuale del Levante, nuovo ente gestore dei porti di Bari, Barletta e Monopoli, approva il primo Piano Triennale dei lavori.
Per il porto di Monopoli sono previste una serie di opere: elaborazione di un nuovo Piano Regolatore, strada di allacciamento del porto alla statale 16, costruzione di un immobile da parte della Sicie da adibire a stazione marittima per i servizi turistici e commerciali, realizzazione di un Terminal per passeggeri al molo Tramontana, escavazione dei fondali.
Nell’ottobre 2010 l’amministrazione comunale di centro destra, presieduta dal sindaco Emilio Romani insediatasi nel 2008, approva la versione definitiva del PUG.
Per l’area portuale intervengono alcune variazioni relative anche alle volumetrie residenziali concedibili.
A monte di via Nazario Sauro è prevista una nuova perimetrazione dell’area per la riqualificazione urbana residenziale, in via Marina del Mondo è aggiunta un’altra area per la cantieristica.
Nel 2010 la società Fortunato e Licci, subentrata alla Sicie, presenta il progetto del grande complesso residenziale Portonuovo nell’area portuale, “nel cuore della città, ad un passo dal mare”.
L’amministrazione comunale approva e sceglie di compensare in denaro la realizzazione della stazione marittima da parte dei privati.
Il 16 novembre dello stesso anno il sindaco Romani e l’ingegnere Barabani, in rappresentanza della Italcementi, insieme alle autorità portuali, firmano il primo Accordo sullo Schema di Assetto dell’area della Cementeria.
I Pesenti, in qualità di proprietari, si impegnano a demolire e bonificare l’area, avendo in compenso i diritti alla riqualificazione residenziale con i volumi preesistenti. L’accordo è sottoscritto successivamente anche dalla Società Oleifici Marasciulo, proprietari di parte dell’area interessata.
In totale la volumetria concessa è pari a circa 150.000 metri cubi, corrispondenti a oltre 300 appartamenti.
Nel 2011 la Corte dei Conti, nella relazione sui bilanci dell’Autorità Portuale del Levante, certifica che per le opere portuali Bari si sono spesi ben 100 milioni di euro, mentre per Monopoli solo qualche milione.
Ancora una volta si ripete la storica penalizzazione.
Nel maggio 2012 la Giunta Comunale, non il Consiglio, approva un nuovo Schema d’Assetto proposto dalla Italcementi, con il quale si consente l’edificabilità nella parte a monte di via Nazario Sauro e si mantiene l’impegno alla cessione al Comune del 50 % dell’area.
Il 19 dicembre 2012, in Bergamo, con atto notarile, il Comune di Monopoli, rappresentato da Maria D’Ambruoso dell’Ufficio Tecnico e l’Italcementi firmano un accordo di accertamento della volumetria edilizia spettante in mc.120.332.
Nel maggio 2013 Emilio Romani, presentatosi ai cittadini con il programma di bonifica e di riqualificazione dell’area della Cementeria, è confermato sindaco della città.
Nell’agosto la Regione Puglia, con l’approvazione del PPTR, Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, introduce il divieto assoluto di edificabilità nella fascia dei 300 metri dal mare.
Il 19 dicembre 2013, in seguito all’interruzione dei lavori di abbattimento della Cementeria, si svolge una manifestazione cittadina di protesta, a cui aderiscono le forze politiche di opposizione, i movimenti ambientalisti, l’unione degli studenti e varie associazioni cittadine.
Lo stesso giorno l’Italcementi vende l’area della Cementeria alla SoleMare, una società in cui gli azionisti principali sono l’industriale Leonardo Marseglia di Ostuni e gli imprenditori edili Dario Licci di Monopoli e Luigi Fortunato di Gravina, e con quote di minoranza Damiano Tinelli, ingegnere di Alberobello e Giovanni Paragò, dentista di Monopoli.
Nel 2014 si completano i lavori di abbattimento della Cementeria.
Nel contempo la società SoleMare annuncia la rinuncia alla progettazione da parte dell’architetto Renzo Piano, per il cui incarico si erano adoperati l’amministrazione comunale e la stessa opinione pubblica cittadina.
L’iter procedurale va avanti fino a concludersi positivamente con la riunione della Conferenza dei Servizi del gennaio 2019.
Al 31 dicembre 2020 manca ancora il Piano Regolatore del Porto, di competenza della nuova Autorità dei Porti dell’Adriatico Meridionale, che comprende i porti di Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli e Brindisi.
La Regione Puglia, in base ad alcune osservazioni negative della Sovrintendenza, non esprime ancora il suo parere favorevole.







