La caduta del Fascismo
Caduto il Fascismo, il 25 agosto 1943 si compie il passaggio di amministrazione.
All’ultimo podestà fascista, Clemente Meo-Evoli, subentra il commissario dott. Vito Guastadisegno, funzionario di Prefettura, di fede monarchica, in ossequio al nuovo governo del maresciallo Pietro Badoglio.

Nei giorni che precedono l’arrivo delle forze alleate, in una situazione di incertezza e di disordine, il comando dei poteri civili e militari viene assunto dal colonnello Vittorio Vasco.
I rappresentanti dei partiti democratici, tra i quali Carlo Todisco e Lorenzo Turi del PCI e Felice Marasciulo del PRI, organizzano una manifestazione di impronta antifascista, pensando all’arrivo della nuova stagione di libertà, ma sono arrestati e tradotti in carcere a Bari.
Le direttive del governo Badoglio sono quelle di assicurare ordine e moderazione. Vengono poi, in tempi brevi, liberati.
Il 10 settembre le Forze Alleate, inglesi e altri, entrano a Monopoli.
Il Comando amministrativo del Town Mayor, il “sindaco inglese”, si stabilisce in via Polignani.
L’Intelligence Service, servizio segreto diretto dal capitano Cross, inglese sudafricano, si insedia nella sede di Villa Grazia in via Veneto.
Le truppe, soldati e soldatesse al comando del capitano canadese Dunker, prendono alloggio in parte nel vecchio palazzo Camicia di via Bixio, in parte in altri edifici pubblici e privati, nei quali procurano gravi danni ai mobili e alle suppellettili.
Questa la testimonianza di Adriana Calderale, allora bambina, oggi, nel 2022, 87 anni.
La mia famiglia aveva cambiato casa in città. Abitavamo in via Giuseppe Polignani di fronte al negozio di Vincenzo Basta, che vendeva e riparava le biciclette.
Eravamo circondati dagli Alleati,militari inglesi, canadesi, polacchi, sudafricani, indiani, slavi. Difronte a casa mia, parte della casa di Pierino Recchia era stata requisita da soldati alleati.
Ricordo che feci amicizia con due bambine con treccine bionde che si chiamavano Maruska e Catuska. Dialogavamo dai balconi e mi chiedo ora come facevamo a capirci. In via
Polignani (sopra la ex farmacia Rossani, oggi Rizzo) era la sede ufficiale del sindaco inglese, il “Town Major”, chiamato Franch H. Lawrence”.
Quando gli Alleati andarono via il sindaco inglese mi lasciò un ricordo: una medaglietta con la corona e un bigliettino che riportava il nome del sindaco. Li ho conservati gelosamente in tutti questi anni.


Testimonianza di Vincenzo Saponaro del tempo degli Inglesi 1943-46 e dell’amicizia di Nino Brescia, pittore monopolitano, scomparso nel gennaio 2022.
Discendendo da un’antica famiglia di maestri d’ascia e sono cresciuto fin da adolescente nei cantieri Saponara, poi Dormio di cala delle Fontanelle.
Durante il secondo conflitto mondiale subito dopo l’armistizio, il cantiere navale prima detto, passò al servizio dei comandi alleati con il compito di tirare in secco mezzi navali militari (Dragamine in legno di 35 metri).
Si trattava di riparazioni, puliture delle carene e riverniciatura con antivegetativa.
Il compito dei dragamine era quello di risanare i fondali dalle mine che a suo tempo erano state posate dalla nostra Regia Marina lungo la costa pugliese.
La presenza della marina britannica a cala delle Fontanelle attirava molti ragazzi pronti a mettersi a disposizione dei militari per racimolare qualche am-lira, (moneta d’occupazione alleata).

Fra i tanti ragazzi che affluirono alle Fontanelle, feci conoscenza con i fratelli Brescia quali: Francesco detto “Ciccélle”; che masticava un po’ di inglese, Umberto, Leonardo (Nardìne) e Nino che che era il più piccolo.
I rapporti dei ragazzi con gli equipaggi britannici erano quelli di servizi vari.
Venivamo incaricati di portare e ritirare la loro biancheria dalle lavandaie del paese, andare a comprare le uova, perché i marinai ne erano ghiotti.
Su tutto quello che andavamo a comperare facevamo la cresta. Riuscivamo perfino a vendergli le orecchiette preparate da alcune signore con le farine da loro stessi fornite.
Non avendo il cantiere acqua potabile era compito nostro procurarla per il fabbisogno degli equipaggi.
Con molta fatica imbarcavamo grosse taniche di ferro su una lancia a remi facendo la spola dallo scalo del cantiere alla scaletta di Punta del Tonno (Â Vellètte).
Si poteva attingere acqua da un unico rubinetto che era collocato tra un vespasiano e i bagni pubblici.
Per noi ragazzini era molto faticoso, ma dovevamo farlo per portare a casa qualche am-lira, le scatolette di Bacon, quelle di fagioli, la cioccolata, il pane bianco come la neve e qualche pacchetto di sigarette Camel o Chesterfield da portare ai papà.
Eravamo tra la fine del 1943 e i primi del 1944 quando Nino Brescia aveva 10 anni, mentre io ne avevo 12.
Lo ricordo ancora bene quel ragazzino delicato e dolce nell’esprimersi.
Anni dopo mi capitava di incontrare Nino da una sarta mia parente, dove s’intratteneva beato tra le sartine.
Negli anni cinquanta del secolo scorso, a causa del mio servizio militare e in seguito al il mio lavoro svolto in Liguria, ci perdemmo di vista per rincontraci in seguito da adulti.
Fu allora che scopri il Nino artista appassionato per l’arte pittorica.
Mi piacevano maggiormente la delicatezza dei suoi dipinti, i suoi vasi di fiori, la sua pittura semplice e spontanea.
Lo ammiravo anche perché era un autodidatta come lo sono io. Quelle pochissime volte che mi capitava di rincontrarlo tornavamo indietro nel tempo con i ricordi a Cala delle Fontanelle.
Gli inglesi presidiano la città, collaborano alla ripresa della vita civile e democratica, si adoperano nell’offrire lavoro ed aiuti, anche sigarette e cioccolato, alla popolazione di Monopoli, con cui si stabilisce un rapporto pacifico e cordiale.
Molti ricordano «quando i giovani monopolitani spiavano dalle grate del seminterrato le soldatesse inglesi impegnate nel farsi il bagno», come anche il “gran ballo” tenutosi nelle sale del Palazzo Comunale, in onore degli inglesi, con la partecipazione della “Monopoli bene”.

Il successivo 8 ottobre 1943 il Prefetto, anche per aderire alle richieste degli Alleati, favorevoli ad un moderato rinnovamento in senso liberaldemocratico, nomina un nuovo commissario, il geom. Giuseppe Piepoli, monopolitano.
Si dimette nel giugno del ’44 in seguito ai moti popolari capeggiati dalle donne del “paese vecchio” e scoppiati a causa della carestia e della fame del dopoguerra.
La protesta si rivolge contro Piepoli: le donne lo affrontano mentre torna in calesse alla sua abitazione in largo S. Giovanni.
I comitati comunali e le prime giunte del CLN
Dopo la celebrazione del Congresso antifascista dei Comitati di Liberazione dell’Italia Meridionale (CLN), tenutosi a Bari il 28 gennaio 1944, anche a Monopoli si costituisce il Comitato Comunale di Liberazione con la partecipazione dei partiti antifascisti: la DC, il PCI, il PSIUP, il PLI e il Partito d’Azione.
Comunicazione alla Prefettura del Commissario Giuseppe Piepoli 27 aprile 1944
Partiti, numero iscritti, responsabili delle sezioni.



Partito Comunista 60 Carlo Todisco, barbiere-Stanislao Rodi, impiegato
Partito d’Azione 22 Stefano Calderaro, capitano maritt. – Francesco Mitrotti.
Partito Socialista 140 Carlo Carparelli, maestro – Michele Napoletano, impiegato
Democrazia Cristiana 300 Luigi Russo, professore di Liceo – Giuseppe Barbarito, avvocato
Democrazia Liberale 800 Vito Affatati, impiegato – Vito Simone Veneziani, industriale
Sezione Combattenti e Mutilati di Guerra 500 Giuseppe Vitto, radiotelegrafista – Francesco Pezzolla, imp.
Associazione Studenti 40 Pasquale Maviglio e Domenico Giannulo, universitari
A tale comitato è demandato il compito di segnalare al Prefetto, tramite il CLN di Bari, i nomi di coloro che avrebbero costituito la prima Giunta Comunale.

Il CLN locale indica come sindaco Francesco Maria Palmieri, che il 5 luglio 1944 viene nominato dal prefetto.
«La decisione – ricorda il vecchio comunista Paolo Fiume – fu presa nella sede della Camera del Lavoro con i rappresentanti dei partiti; poi andammo a trovare il marchese nella sua Villa Palmieri di via Castellana per invitarlo ad accettare».
Palmieri è uomo colto, di formazione monarchica, serio ma, secondo quanto ricorda chi l’ha conosciuto, di carattere suscettibile, talmente parsimonioso che dagli impiegati comunali, che facevano richiesta di una nuova matita, pretendeva la consegna del “mozzicone” precedente; era il primo a firmare l’ingresso in Comune e controllava personalmente l’orario e l’attività degli impiegati.

Come deciso dal CLN di Bari con verbale redatto e firmato dal segretario Eugenio Laricchiuta (monopolitano del PSIUP), il 2 ottobre 1944 si insedia l’amministrazione del sindaco Palmieri.
Assessori effettivi: Carlo Todisco (PCI), Carlo Carparelli (PSIUP), Egidio Fanciano (Partito d’Azione), Pasquale Maviglio (PLI), Giuseppe Galanto (PSIUP), Francesco
Rotondo (DC).
Assessori supplenti: Francesco Muciaccia (PCI) e Nicola Rodi (Partito d’Azione).
La Giunta ha vita difficile e tormentata, a causa della severità e intransigenza del sindaco Palmieri.
Nel settembre ’44, in risposta ad un libello apparso sul giornale “L’idea liberale”, calunnioso e volgare nei confronti del sindaco, i rappresentanti dei partiti antifascisti del locale Comitato di Liberazione (Egidio Fanciano, Carlo Todisco, Luigi Russo, Carlo Carparelli) sottoscrivono un documento di stima nei confronti di Palmieri per «la sua integrità morale e indipendenza, la sua riconosciuta intransigenza antifascista, il suo sincero spirito democratico, l’amorevole e diuturna cura dei bisogni di tutti».
Nonostante ciò, il 24 novembre, il CLN di Bari così decide: «Tutti i partiti aderenti che abbiano rappresentanti nel Comitato Comunale di Monopoli sono invitati a procedere alla designazione di nuovi componenti, sostituendo quelli attualmente in carica, e ciò per superare la insormontabile incompatibilità che impedisce il funzionamento del Comitato».
Per la scelta dei rappresentanti, nell’intento di superare i contrasti, il CLN indice elezioni primarie con un sistema di votazione che permette di votare per candidati appartenenti anche a liste diverse, dando inizio così ad un effettivo processo di democratizzazione.

In seguito ai risultati di questa consultazione, il 23 aprile 1945 il prefetto nomina l’amministrazione comunale composta dal sindaco Pietro Vacca (Partito d’Azione) e dagli assessori Tommaso Muciaccia (PCI) con delega all’Ufficio Tecnico, Carlo Todisco (PCI) al Controllo e Vigilanza del Servizio Annonario, Giuseppe Lotesoriere (DC) ai Lavori Pubblici, Paolo Longo (PLI) allo Stato Civile, Luigi Intondi (PLI) al Contenzioso, Giuseppe Galanto (PSIUP) all’Annona, Egidio Fanciano (Partito d’Azione) all’Igiene e all’Istruzione Pubblica, Cesare Longo (PSI) alle Finanze.
Nella prima riunione, il 28 aprile 1945, il sindaco invita la Giunta ad «un’attiva collaborazione nell’interesse del paese, che ha bisogno impellente nel campo d’igiene ed alimentare».
Il 15 febbraio 1946 Longo e Intondi sono sostituiti con Natale Salerno (PLI) e Giuseppe Vitto (PLI).
La Giunta ha il merito di attivare alcuni organismi della rinata vita democratica: il Comitato Comunale di Assistenza (ECA), la Commissione Edilizia, costituita dal sindaco, dall’ingegnere dell’Ufficio Tecnico, dall’Ufficiale Sanitario, dall’avv. Pasquale Petronella, dall’ing. Angelo Brescia e dall’imprenditore Libero Barnaba, la Commissione per la disciplina del commercio ambulante, la Commissione per i Tributi Locali.
Delibera il progetto per la realizzazione di una sala cinematografica e di un albergo in via Magenta; provvede ad istituire la tassa per il servizio di raccolta dell’immondizia, la tassa di famiglia e quella per la macinazione del grano, approvando infine il bilancio dell’anno 1945 per una somma di 12 milioni di lire.
Viene nominato il Consiglio di Amministrazione dell’IPRAB, ente pubblico responsabile della gestione dell’Ospedale Civile, e ai professori Giovanni Lanzilotta, Anna Mastronardi Tateo e Mario Tanzarella viene conferito l’incarico di docenti presso il Liceo Classico, allora di competenza comunale.
Si insedia, infine, la Commissione per l’aggiornamento della Toponomastica Stradale (prof. Luigi Russo, ins. Carlo Carparelli, ing. Angelo Brescia).
A questa giunta si deve anche, tuttavia, la cessione dell’area sovrastante i magazzini di Cala Batteria alle ditte Caforio e Gaudioso, per consentire la realizzazione di un cinema all’aperto, con ciò sottraendo all’uso pubblico una bellissima area panoramica sul porto, cosa che susciterà roventi critiche e polemiche anche negli anni successivi; in quella occasione è autorizzato anche l’abbattimento della pineta di Cala Fontanelle per la distribuzione gratuita di legna alle famiglie povere.
L’unico provvedimento dichiaratamente antifascista è l’annullamento dei lavori di ristrutturazione della fontana in piazza Vittorio Emanuele, su progetto dell’arch. Francesco Lacitignola, che voleva rievocare, con i giochi d’acqua, i fasti del Fascismo.
Il clima politico di quegli anni è abbastanza tranquillo, grazie anche all’azione pacificatrice condotta dal prof. Luigi Russo e dal sindaco Vacca.
Il sindaco Pietro Vacca, “don Pierino”, è un noto avvocato, apprezzato dai cittadini.
A volte difende gratuitamente, e finirà così per indebitarsi.
Ritiratosi in campagna, vi morirà in condizioni disagiate.
UNIONE SPORTIVA AUDACE
L’Unione Sportiva Audace nasce il 25 maggio 1925, con attività di calcio, pallacanestro e atletica.
Primo presidente fino al 1940 il geom. Francesco Calderale.
Alla fine della guerra, il 16 agosto 1944, riprende l’attività giocando le partite di calcio nel campo sportivo dietro il cimitero.
Prima formazione: Bianchessi, Centa, Ballerini, Francesco Paragò, Alfredo Racano, Vito Giannoccaro, Giacomo Brescia, Rozzo, Mastropasqua, De Lorenzo, Onofrio Doria (n. 11, 572 partite, 551 goal, mai ammonito, esempio di correttezza sportiva).

Nel ’46 passa in Serie C, giocando nel nuovo campo sportivo; nell’agosto ’47 disputa a Roma lo spareggio per la Serie B, perdendo con la Nocerina 4-1.
Presidenti succeduti: Vito Simone Veneziani, Alfredo Alò, Vito Alò, Enrico Alba, Stefano Greco, Angelo Simone, Domenico Stella, triestino, tenutario della casa di tolleranza vicino alla Cementeria.
Negli anni ’50 milita in Serie C e poi in Promozione. Chiude nel 1959 per carenze finanziarie.
Campionato di Promozione, 1956/57
Formazione Serafino, Natalicchio, Codiglia, Giovanni Nicodemo, Bruni, Cian, Vincenzo Cavallo, Costa, Fornasani, Costantino, Nicola Masulli, Vianello, Dumani, Giovannini. Riccciotti.
Allenatore Ricciotti, presidente Domenico Stella.
STEFANO CARBONARA
dai suoi libri
Monopoli, Viaggio tra Cronaca e Storia. 2012
Monopoli 2020, Passato e Presente. 2020
per interessati ai libri tel. 3384591147








Tante grazie, Stefano, per il lavoro che fai e per ciò che ci dai.
Io sono nato il 24 agosto del 1943 e mi sono emozionato a leggere questo periodo storico di Monopoli, gente che ho conosciuto, specialmente la squadra di calcio, il cui portiere Fornasaro mi insegnò la presa del pallone.
Ancora grazie.
Caro Vittorio, la grande Storia è fatta anche dalla piccola. Questa di Monopoli la voglio lasciare a memoria di chi verrà, specie dei giovani che devono amare la loro città. Per conoscere da dove veniamo e per emozionarci anche un po’. Grazie a te e un carissimo saluto.