
“Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, giurista, filosofo, economista e letterato milanese tra i massimi rappresentanti della scuola illuministica italiana, è stato pubblicato a Livorno nella calda estate del 1764.
Un testo rivoluzionario che ha gettato con coraggio, e lo possiamo confermare senza timore di smentita alcuna, le basi dell’attuale organizzazione della giurisprudenza in tutto il mondo occidentale.
E non solo.
Un punto di riferimento. Una pietra miliare.
Non accolto bene dalla Chiesa, anzi in netto contrasto con tutte le gerarchie ecclesiastiche.
Avversato anche dalla borghesia e dalla sua classe dirigente. Beccaria separa nettamente e con sagacia il peccato dal delitto.
Con la volontà esplicita di affermare una giustizia umana, rigorosa e non arbitraria. I cittadini sono considerati individui liberi e uguali di fronte alla legge.
È una teoria di cambiamento epocale, che fa da tappeto a tutta la storia moderna e contemporanea.
Per questo non poteva non suscitare accese e aspre polemiche in tutti gli angoli d’Italia e d’Europa.
Adesso, finalmente, è diventata la base degli argomenti che riguardano tutto il mondo giuridico e abbraccia non solo il nostro emisfero.
Beccaria ritiene che la pena di morte sia “né utile né necessaria”.
Di qui l’aggancio a quel filo che tiene in vita i condannati alla pena di morte, ancora diffusa in tante parti del globo, anche laddove la democrazia si è affermata da più di due secoli.
La speranza dell’abbattimento di quell’obbrobrio può nascere da una mobilitazione internazionale.
Dalle tantissime persone che scrivono lettere ai detenuti con migliaia di sottoscrittori di petizioni on-line, i quali chiedono una giustizia che non recida mai la vita e che non spezzi mai i rapporti tra essere umani.
I componenti dell’associazione “Città per la Vita” il 30 novembre, Giornata Mondiale contro la Pena di Morte, accendono i loro monumenti.
Sono anche attivi migliaia di donne e di uomini, sottoscrittori dell’appello lanciato da Sant’Egidio sotto il segno della campagna internazionale “No alla Pena di Morte”.







