Molto apprezzata l’omelia del card. Matteo Maria Zuppi in occasione dei funerali di David Sassoli, l’ex Presidente del Parlamento europeo deceduto da poco.
Grande intelligenza accompagnata da un cuore umile.
Una voce semplice, che parte dagli ultimi e invade i sentimenti di tutti.
È una buona notizia l’elezione del cardinale di Bologna alla guida della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che non sempre si è mostrata illuminata. Dopo anni non facili per la Chiesa. La colpa non è dei predecessori.
Adesso segna l’inizio di un tempo buono.
Papa Francesco è stato il protagonista e ha puntato su un pastore, che avesse l’amore per il gregge.
Un fascino diverso. Non più la Chiesa dei paramenti, delle sacrestie, degli ori e del potere.
È necessario essere presenti tra le pecorelle, per fare il capo spirituale.
Il prete di strada crea fascino quando sa parlare in pubblico, regge un’intervista, legge e scrive libri, sa mettere in relazione tra loro le persone.
Sa rispondere alle domande di una intervista.
Il dialogo deve essere con tutti.
Sia a destra che a sinistra, per incrociare tutti i mondi senza diventare l’uomo di qualcuno.
Essere a proprio agio davanti a un senza tetto, parlare con un ricco o con un politico di rango.
Matteo Zuppi racchiude in sé tutte queste caratteristiche.
È naturalmente preparato per esercitare in modo superlativo il difficile ruolo del prestigioso incarico a lui assegnato.
Inoltre è simpatico e possiede molte energie. Il cattivo umore non gli appartiene. Il sorriso dipinge abitualmente il suo viso.
È poco?
Senza trascurare, infine, la sua robusta spiritualità approfondita nella immersione quotidiana e nella pratica delle relazioni della vita della Comunità di Sant’Egidio, non una semplice onlus, ma l’Onu di Trastevere.







