
La caccia all’orsa aperta in questi giorni da un desiderio perverso di vendetta, mi ha fatto ricordare un bellissimo film d’animazione della Disney, che ho visto da piccolo al Teatro “So.C.R.A.Te.” di Castellana Grotte.
Un bellissimo sogno.
“Koda fratello orso” riassume appieno quell’odio proprio dell’uomo fin dalle società più antiche, che porta a uccidere una femmina di orso per vendetta, anche se questo significa privare un piccolo della propria mamma. Alla fine del film sono l’amore e il perdono a prevalere, perché la scelta spetta solamente a noi.
Quanto sarebbe bello se non scegliessimo la cieca vendetta, giustificandola con la sicurezza dei cittadini, ma pensassimo che gli animali agiscono solo per istinto, perché l’uomo e il suo progresso hanno invaso e messo a rischio il loro habitat.
Non c’è niente di più deleterio che giudicare un animale secondo le leggi umane, che non conosce.
Io vedo solo un’orsa, rinchiusa in un centro di recupero, che ha paura di noi. Lei ha ucciso per paura, perché è la sua natura. Noi, se la uccideremo, lo faremo per vendetta.
Risparmiamola.
Dimostriamo di voler trasformare l’odio in compassione per gli altri esseri umani.
Quando capiremo che non siamo i padroni del mondo, ma siamo parte di un tutto?








Tifo anch’io per l’orsa, per i medesimi motivi dell’articolista. Abbatterla saprebbe di vendetta e non di male necessario. Del resto, l’orsa era nel proprio territorio (credo), il pericolo era noto, bastava un pò di buonsenso, come andare a correre altrove, per evitare questa situazione. Resta che l’uso della forza nei rapporti tra speci diverse e anche all’interno della stessa specie fa anch’essa parte della natura, al pari però di molte altre forme di interfacciamento, spesso basate sulla collaborazione invece che sullo scontro.