In questi anni la Sinistra promuove le sue riforme, in verità di molto attenuate rispetto alle promesse elettorali.

Nel 1882 viene introdotto un nuovo sistema elettorale, con un testo di legge rielaborato da Giuseppe Zanardelli, che sancisce il passaggio allo scrutinio di lista su collegi plurinominali, con la possibilità di esprimere preferenze per candidati appartenenti a liste diverse.
La nuova legge elettorale riconosce il diritto di voto ai cittadini italiani che abbiano compiuto il ventunesimo anno d’età ed abbiano superato l’esame finale del corso elementare obbligatorio previsto dalla legge Coppino del 1877.
È sufficiente, comunque, dimostrare di saper leggere e scrivere oppure, in alternativa, pagare annualmente almeno lire 19.80 di imposte dirette.
La nuova legge, dunque, pone come requisito essenziale la capacità, abbassa l’età da 25 a 21 anni, riduce il censo, lasciato come alternativa all‘esame di II elementare, da 40 a 19,80 lire.
Pertanto gli elettori che nelle elezioni del maggio 1880 erano stati 621.896, pari al 2,2% della popolazione totale del Regno, passano a 2. 017 829, pari al 6,9%, nelle elezioni dell’ottobre 1882, che sono le prime svolte secondo la nuova legge.
In concreto una parte notevole della classe operaia ottiene il diritto di voto.
L’esclusione dal voto delle masse degli analfabeti in linea generale favorisce le città rispetto alle campagne e il Settentrione rispetto al Mezzogiorno.
Nel 1882 sono ridisegnati i collegi elettorali, che si riducono da 508 a 135, con accorpamento di più comuni. Monopoli fa parte del Collegio di Bari I, che comprende Bari e i comuni del sud est barese, con una popolazione complessiva di circa 220.000 abitanti.
I deputati da eleggere sono quattro.
Tra i deputati eletti Luigi Indelli di Monopoli, che viene confermato per altre tre legislature fino al 1892.
Nei tre turni si presenta nella lista di Sinistra e ottiene quasi 5.000 voti di preferenza, attestandosi al secondo posto nel 1882 e nel 1886.

Gli altri eletti nel periodo 1882-1892 sono Giuseppe Lazzaro, Giuseppe Sagarriga Visconti, Vincenzo Rogadeo, Giandomenico Petroni.
Intanto nel 1884 si abolisce la tassa sul macinato, senza peraltro rivedere l’intero sistema fiscale.
Con questo provvedimento si può considerare chiusa la stagione riformistica della Sinistra, che si arena nella prassi parlamentare del trasformismo, per cui si costruiscono in aula alleanze e compromessi, indipendentemente dagli schieramenti politici di appartenenza e dagli orientamenti programmatici, in un’ottica di conservazione del potere.
In tal modo vengono anche evitate le eventuali derive estremistiche dei conservatori di destra e dei radicali di sinistra.
XV LEGISLATURA
Data elezioni 29 ottobre 1882 Voti
Elettori 15.013, votanti 9.177
Eletti Lazzaro Giuseppe 5.627
Indelli Luigi 4.880
Sagarriga Visconti Giuseppe 4.103
Rogadeo Vincenzo 3.887
Non eletti Mirenghi Michele 3.804
Lioy Giuseppe 3.171
Angiulli Andrea 1.863
Cognetti Salvatore 1.088
Perotti Gaetano 1.182
De Nicolò Nicola 472
XVI LEGISLATURA
Data elezioni 23 maggio 1886 Voti
Elettori 15.907, votanti 8.910
Eletti Lazzaro Giuseppe 6.030
Indelli Luigi 4.601
Sagarriga Visconti Giuseppe 4.155
Petroni Giandomenico 4.002
Non eletti Rogadeo Vincenzo 3.693
Cognetti Salvatore 3.673
Angiulli Andrea 3.268
Laudisi Giuseppe 440
Noja Ferdinando 101
XVII LEGISLATURA
Data elezioni 23 novembre 1890 Voti
Elettori 16.027, votanti 10.113
Eletti Sagarriga Visconti Giuseppe 5.055
Lazzaro Giuseppe 4.866
Indelli Luigi 4.716
Petroni Giandomenico 3.905
Non eletti De Nicolò Nicola 3.604
Mirenghi Michele 3.323
Capruzzi Giuseppe 3.232
Columbo Tommaso 2.626
Imbriani Poerio 2.070
Lioy Giuseppe 1.445







