Una segnalazione provvidenziale da parte di una quarantenne.
Lo ha sentito guaire.
Ha dato l’allarme e i soccorsi sono subito arrivati.
Il cane, appartenente a una razza, proveniente sicuramente da natura diversa, è stato restituito al suo legittimo proprietario.
Era caduto in un canalone e per undici giorni ha continuato ad abbaiare.
Noi diremmo che ha chiesto aiuto dalla profondità di quel crepaccio in cui era caduto.
Il luogo è sopra l’abitato di Vello, poco distante da una pista ciclabile, ben tenuta e molto bella, all’inizio della Valcamonica.
La determinazione e la solerte attenzione della signora, che era di passaggio nei dintorni, ha salvato la vita al meticcio, che qualche giorno prima era incappato in quella disavventura e non riusciva a tornare a casa dal suo padrone.
Il suo continuo ululare ha destato l’attenzione della passante e ottenuto l’intervento della Forza Pubblica e dei Vigili del Fuoco.
Il successivo e spettacolare intervento in elicottero, per sorvolare la zona e individuare l’animale, ha loro permesso di portare a termine l’operazione e recuperarlo.
Il cane è stato portato in caserma. Attraverso il chip, di cui l’animale era munito e con il numero di telefono inciso sul collare, i Vigili del Fuoco hanno potuto facilmente rintracciare e contattare il proprietario, che, dopo gli accertamenti del caso, ha riavuto il suo cane e lo ha riabbracciato.
Abbiamo raccontato un caso emblematico dai risvolti positivi.
Ma ci chiediamo:







