IL RACCONTO DI LUIGI SORINO. LA SUA VITA CON IL CANCRO

“Vivo ogni giorno in sua compagnia, quella del male oscuro. Ogni giorno combatto con lui. Per sopravvivere m’aggrappo alla vita, alle mie passioni: i presepi di legno, il vespino, il biliardo, i miei nipotini”
Così Luigi Sorino, un figlio di Monopoli, di cui è innamorato pazzo, mi racconta la sua storia.
Nasce il 16 febbraio 1949 nella casa di famiglia in via Tenente Vitti 104.
Suo padre è Angelo, falegname con bottega in piazza Milite Ignoto, sua madre è Domenica Aversa, casalinga. Suo fratello è Stefano, la sorella è Isa. Suo zio è Luca Sorino, noto scrittore.
Frequenta la scuola elementare di via Dieta-S. Antonio con il maestro Ostuni, la scuola media nel vecchio palazzo della Biblioteca Rendella con il professore di lettere Sebastiano Lillo.
Per gli studi superiori frequenta il biennio dell’Industriale a Mola di Bari e il triennio al Panetti di Bari, dove si diploma perito elettronico. Poi a 21 anni la leva militare nell’Esercito a Firenze e Bologna.
Seguendo la passione per i treni, che sin da bambino aveva sognato, vince il concorso da macchinista nelle Ferrovie dello Stato, con sede al Deposito Locomotive di S. Lorenzo a Roma.


Qui si trasferisce, dopo il matrimonio con Rosa Marasciulo, monopolitana, andando a vivere in una casa nella zona della Nomentana.
Arrivano i figli, che fa nascere a Monopoli: Monica e Angelo.

Del lavoro in ferrovia Luigi ne parla in modo entusiastico: “ Ho fatto, nei primi tempi, per tanti anni, il lavoro di macchinista con la guida a vista, senza ausilio di strumentazioni automatiche, arrivate successivamente. L’arrivo e la partenza nelle stazioni erano scanditi dal fischio del treno e da quello del capostazione. Si guidava di giorno e di notte, avendo sulla coscienza la vita di se stessi e dei tanti viaggiatori a bordo. Ero forte e felice di farlo”.
Nell’agosto 2006, a 57 anni, al momento della pensione anticipata in applicazione delle leggi a favore dei lavori pericolosi, fa ritorno nella sua adorata Monopoli.
Dapprima per due anni abita in una casa nel paese vecchio in chiasso Fioraio, che aveva ristrutturata dopo averla liberata da oggetti, mobili, letti, donati ai paesani.
Poi si trasferisce nella periferia nord in una nuova casa di via Cesare Beccaria, con giardino e vista a mare.

Tutto bene. Il suo corpo in ottima forma, si dedica allo sport, alle partite di tennis, alle uscite con la bici da corsa e con la moto del “vespino”( fa parte del Club dei Vespisti), alle lunghe passeggiate con la cagnetta “Rosy”.
Un giorno del 2016 arriva la mazzata.
“Ho una piccola febbricola, avverto tanti doloretti diffusi sul corpo. Subito dal medico curante, che mi prescrive gli esami. Dall’esame radiografico viene fuori la diagnosi impietosa di cancro, con presenza di tanti polipi maligni e benigni al colon e metastasi diffusa al fegato. Mi sento crollare, tanta tristezza e rabbia”.
Dopo pochi giorni, all’Ospedale I.R.C.C.S. di Castellana Grotte, Luigi viene sottoposto con urgenza a due interventi. Con il primo gli vengono asportati totalmente il colon e la cistifellea, con il secondo gli viene resecato parzialmente il fegato.
Luigi, con l’aiuto dei figli Angelo e Monica, decide di eseguire una visita più accurata al S. Raffaele di Milano per verificare meglio il corso della grave malattia.
Il prof. Luca Aldrighetti, oncologo di fama, procede con un altro intervento. Il corpo di Luigi viene di nuovo aperto, ma subito richiuso, in quanto viene accertata l’impossibilità di procedere per l’esistenza di un collegamento del fegato in metastasi ad una vena vitale.
Si ritorna a Monopoli delusi e addolorati.
L’unica strada è quella della chemioterapia, forti iniezioni di farmaci, sostanze chimiche che cercano di bloccare la diffusione del male in altri organi. A Luigi viene applicata una borsetta (lui la chiama il mio marsupio) piena di liquidi, i farmaci antitumorali, che si riversano continuamente nel circolo corporeo.
“Ogni settimana mi metto in auto, diretto a Bari all’Ospedale Giovanni Paolo II, dove vado a fare rifornimento per la mia borsetta”.
Con la chemioterapia arrivano gli effetti collaterali. Il viso di Luigi si fa più rotondo e disteso, più rubicondo. Un sintomo negativo, che viene percepito da chi incontra, beffardamente, come un elemento positivo. “Luigi, ti vedo molto bene”.
La verità è un’altra e Luigi non la nasconde, sul suo fianco pende il marsupio.

Nel gennaio 2020, nei primi giorni del Covid, insieme ad un gruppo di volontari, organizzati dal prof. Stefano Carbonara, partecipa alla raccolta dei rifiuti della spiaggia di cala Susca.
Si porta a casa un legno, portato sulla spiaggia dalle onde.
A casa, avendo a disposizione tutti gli attrezzi necessari, incomincia a intagliarlo e ne ottiene un piccolo presepe.
Qualche giorno dopo, in compagnia della sua cagnetta, ritorna in spiaggia, raccoglie un altro legno e riproduce un altro presepe.
Scatta un’irrefrenabile passione. Tanti legni, piccoli e grandi, tanti presepi.

Una collezione di 67 esemplari fino ad oggi, impreziositi da luci, stelline, sugheri e personaggi della sacra natività, reperiti in rete.
“Nel 2020 ho allestito nella Chiesa di S. Salvatore in Monopoli la prima mostra dei presepi, riscuotendo consenso e vendendone tanti. Un presepe, inviato a mia insaputa da mio figlio alla 3^ edizione dei 100 Presepi in Vaticano, viene prescelto, facendomi un grande regalo. Nel 2021 organizzo altra mostra nella casa della Biblioteca in Polignano a Mare e vengo selezionato alla 4^ edizione del Vaticano. Quest’anno sono stato selezionato per la 5^ edizione con il n.44 dei 100 Presepi di tutto il mondo. A Monopoli organizzerò una mostra permanente in un piccolo locale in via Magenta”.
Insieme ai presepi, Luigi è confortato dall’amore spasmodico per i suoi nipotini, che chiama “le mie pillole”.
Il suo messaggio: “ Nella vita quando si è forti, si pensa di essere immuni. Non si pensa a malattie e salute. Non si fanno controlli sanitari e prevenzione. Avviene che più forti si è, più attaccabili si diventa. Tutti possiamo essere colpiti. Soldi e vanità non servono. La vita non ha prezzo.”
La sua preoccupazione maggiore di oggi è quella di pensare che la sua nipotina di 2 anni, se lui non ci sarà più, non si porterà con sé il suo ricordo, perché tutto sfumerà nei suoi pensieri.
Nel frattempo in attesa di un futuro che non sa, cerca di distrarsi, provando a vivere normalmente, anche se è molto difficile. Il mostro vive in lui ed è forte. Un nemico con cui deve convivere e deve provare a sconfiggere. Chissà chi vincerà?
Chissà che il costruire piccoli presepi, ricavati dai legni venuti del mare, per Luigi possa avere un significato recondito.
Dai legni morti, sbattuti dalle onde, può rinascere la vita, come quella di un povero Gesù Bambino nato in una grotta, tra un bue ed un asinello.

MOSTRA PRESEPI A MONOPOLI
Via Magenta 20
Natale 2022
GALLERIA DEI PRESEPI
ATTESTATI E RICONOSCIMENTI


























































































Mio caro amico Luigi, sono contento che tu abbia avuto il coraggio di raccontarti, non solo per quello che fai, ma, soprattutto, per la testimonianza di resilienza a quel terribile male.
Sei una persona splendida e io mi onoro di esserti amico da tempo, oltre che tuo acerrimo avversario al biliardo.
Forza Luigi💪❤️