TUTTI A CASA, PROPRIA
Il rumore in lontananza delle sirene. L’assalto ai supermercati. Le fake news e il panico collettivo. Le istantanee che descrivono il lungo e doloroso biennio di diffusione del Covid – 19 sono impresse nella mente di ciascuno di noi. La pandemia ha sconvolto la realtà così come la conoscevamo, lasciandoci in eredità un mondo ancora più complesso e contraddittorio. Le pagine di questo romanzo ripercorrono i dubbi, le paure e le sensazioni del protagonista ma anche di un’intera generazione di giovani adulti alle prese con una realtà incerta e ostile, senza punti di riferimento. Come orientarsi, come poter individuare un senso più profondo del nostro vivere, se tuttociò che conoscevamo non sarà mai più come prima?
Il bel libro di Valerio Castrignano (edizioni Robin Edizioni S.r.l., Torino; pagg 198) è un romanzo in forma di diario che scorre scandito da titolioriginali, densi di significato, come i giornalisti più creativi sanno coniare.
Si tratta di un diario – crudamente spietato e tenero, pietoso e cinico – delle lunghe giornate di vita claustrale provocata dalla pandemia: un’avventura quotidiana raccontata e descritta in tutte le sue pieghe drammatiche, beffarde, maledettamente avvilenti per un giovane lavoratore precario. Non è un diario espressamente autobiografico perché il soggetto narrante pulsa di altrevite accomunate dall’età e dal comune sentire: la solitudine, la precarietà del lavoro, l’incubo dell’avvenire, le struggenti disillusioni.
Riflessioni psicologiche, racconti di interiorità innamorate e spezzate ne fanno un racconto ribollente d’umanità pensosa, mesta, imprevedibile, angosciosa; e con una remota ansia di speranza. Ma subito sconfessata: «A casa per sempre. Non c’è bisogno della realtà. Non c’è bisogno della società».
Il libro si legge d’un fiato, incalzante; ti concede qualche sospensione per fermarti. Fermarti a contemplare una scena, a rileggere una riflessione, a riascoltare un dialogo: con un’amica, un genitore, un collega giornalista.
Intessuto di una prosa frenetica, accorata e lirica, il romanzo possiede talora un fraseggio di poesia in prosa. È la cifra di Castrignano.
Buona lettura e buon pro ci faccia. Ecco uno scrittore.
BIOGRAFIA

Valerio Castrignano
Nasce nel 1989 a Monopoli (Bari). Cresce a due passi dal mare, impegnandosi in battaglie ambientali e politiche. In particolare agli inizi degli anni Dieci è impegnato nella lotta di opposizione contro le trivellazioni petrolifere al largo delle coste pugliesi. Durante un volantinaggio per il Referendum del 2011 conosce un editore che lo invita a scrivere per un giornale locale, L’Eco del Sudest. Collabora con diverse testate monopolitane, tessendo il racconto della realtà con una naturale tendenza all’ironia e al dubbio. Nel 2014 diventa caporedattore di Maestrale, mensile di approfondimento. Si laurea in Giurisprudenza a Bari nel 2016 con una tesi in sociologia del Diritto sui problemi del diritto penale contemporaneo; soffermandosi sul fenomeno del carcere-centrismo. Frequenta il master in Giornalismo di Bologna e diventa giornalista professionista nel 2020. Pubblica il suo primo libro di poesie nel 2021 con Robin Edizioni: Tramonto, notte, alba e Resurrezione. Nel 2022 vince il concorso nazionale di poesie l’Arte in versi (Organizzato dall’associazione Euterpe), sezione L, sperimentazioni poetiche e nuovi linguaggi, con il componimento “Lockdown”. Nel 2023 viene pubblicato Tutti a casa, propria, il suo secondo libro e primo romanzo in cui approfondisce i temi dell’isolamento e della sospensione già presenti in “Lockdown”.








