INAUGURAZIONE DEL 4.12.2023
NUOVO ALTARE CATTEDRALE DI MONOPOLI


NUOVO ALTARE CON IL PRESBITERIO DI COLORE BIANCO
LA RIFORMA DEL CONCILIO VATICANO II
Dopo il Concilio Vaticano II, voluto dal papa Giovanni XXIII, svoltosi dal 1962 al 1965, sono introdotti radicali cambiamenti nei principi, nelle strutture e forme liturgiche della Chiesa Cattolica, tutte tese ad avvicinare i fedeli al culto cristiano.
Il passaggio dalla lingua latina alla lingua nazionale è l’elemento base, a cui si accompagnano fondamentali modifiche alle strutture liturgiche e ai riti ecclesiastici.
La struttura del Presbiterio ( area dedicata ai celebranti) è formata, in una Chiesa completa quale è una Basilica Cattedrale, da cinque elementi principali:
1) Tabernacolo, ove vengono riposte le ostie consacrate.
2) Altare, ove si svolge il supremo sacrificio dell’Eucarestia, con postazione rivolta verso i fedeli.
3) Ambone, ove si proclama la parola di Dio, con le letture e i salmi.
4) Sede o Cattedra, ove siede il vescovo o celebrante.
5) Mensa, insieme degli spazi e dei sedili in cui operano celebranti e concelebranti.
Il complesso, definito anche con il nome di “Fuochi Liturgici”, si identifica in linea di massima con il seguente schema architettonico:

Dopo la riforma liturgica tutte le chiese cattoliche sono aggiornate secondo le nuove direttive.
Durante il vescovato di Carlo Ferrari ( vescovo a Monopoli dal 1952 al 1967, componente delle varie Commissioni Liturgiche della Conferenza Episcopale Italiana) ) sono adeguate le varie strutture della Basilica Cattedrale di Monopoli.
In particolare il Presbiterio centrale viene dotato dei nuovi elementi dell’Altare rivolto ai fedeli, dell’Ambone e della Sede, in stile adeguato ai caratteri barocchi della Chiesa.

A partire dagli anni ’80 si inizia a parlare di adeguamenti in stile moderno delle strutture del Presbiterio.
Queste le varie fasi dell’iter progettuale:
Anno 1986
La Soprintendenza esprime il Nulla Osta su un primo progetto di Mensa, che però non ha seguito.
Anno 2009
A causa della necessità di eliminare la collocazione provvisoria della Mensa sopra il grande rosone pavimentale all’esterno del Presbiterio, il Parroco Rettore don Vincenzo Muolo ( che non ha avuto alcun ruolo nella scelta progettuale) promuove un incontro con Mons. Crispino Valenziano, esperto di arte sacra e liturgia del Vaticano, con i responsabili della Commissione di Arte Sacra della Curia.
Nel Museo Diocesano si tiene una conferenza pubblica con la partecipazione di esperti e numerosi fedeli.
Le conclusioni sono alla base delle successive proposte progettuali.
Periodo 2010- 2013
La Curia vescovile incarica un gruppo di architetti (P. Alò, M. Baldassarre, V. Alba), coordinati da Domenico Capitanio di Monopoli per la elaborazione di soluzioni progettuali.
Durante questi anni ne sono redatte diverse, basate sugli esiti della preziosa conferenza del 2009, cercando un difficilissimo punto di incontro con i criteri di giudizio della Soprintendenza alle Belle Arti e i molteplici punti di vista della Curia, della Parrocchia, della Commissione di Arte Sacra, del clero e dei fedeli.
Con questi progetti vengono esplorate tutte le possibili possibilità di forma e posizionamento dei Fuochi Liturgici. Tutto si conclude il 9/7/2013 con l’invio alla Soprintendenza di una soluzione sostanzialmente basata sulle conclusioni degli incontri 2009, formalmente e funzionalmente molto interessante ma sbilanciata verso un uso di materiali in un certo senso “mimetici” (marmi e materiali coordinati con l’esistente). Le trattative si arenano.

Periodo 2020 – 2023
Con l’avvento del nuovo Vescovo, Mons. Giuseppe Favale, si riprendono le trattative con la Soprintendenza.
Il gruppo degli architetti, modificando in parte l’ultimo progetto del 2013, elabora una nuova proposta progettuale.
La Soprintendenza il 23/9/2021 non approva, non condividendo l’uso di materiali giudicati “mimetici” e precisa che l’intervento “moderno” deve essere evidente.
Il 13/5/2022 viene presentato un nuovo progetto rimodulato, nel rispetto delle indicazioni richieste.
Il 10/6/2022 il progetto esecutivo viene approvato dalla Soprintendenza.
Fa seguito, a cura della Curia Vescovile, la pubblicazione del progetto e la richiesta ai cittadini di contribuire al finanziamento dei lavori mediante apposito bonifico.
Al 7.05.2023 le offerte ammontano a 20.975 euro.
I lavori e le opere vengono commissionate ad una ditta specializzata, che provvede alla loro costruzione in laboratorio.
Nel mese di settembre 2023 il progetto esecutivo dovrebbe essere realizzato, con il posizionamento delle opere previste del nuovo Altare, Ambone e Cattedra.
Nel mese di luglio 2023, dopo l’esposizione in Cattedrale dei disegni del progetto esecutivo, vengono sollevate delle problematiche e degli interrogativi circa l’adeguatezza delle opere previste.
Tra i tecnici, i fedeli e il clero vengono alla luce posizioni diverse tra favorevoli e contrari.

Angelo Papio, architetto, consigliere comunale.
Anche a nome di altri fedeli ed esperti d’arte, lancio questa petizione su Change.org.
Questa petizione non entra nel merito del valore estetico del progetto approvato da Curia e Soprintendenza; è finalizzata a sottolineare la necessità, o meglio il dovere morale, da parte di proprietà, pubblica o privata, di interpellare la Comunità cittadina quando si tratta di scelte su contesti urbani, paesaggistici e monumentali, che hanno notevole rilevanza per l’identità storica, civile e religiosa della Comunità stessa
Nei mesi scorsi, entrando nella Basilica Cattedrale di Monopoli, i fedeli si sono trovati di fronte al progetto del nuovo altare, ambone e cattedra, definitivi e in fase di realizzazione.
In quanto espressione di un gruppo di fedeli e laici siamo fermamente convinti che un intervento di tale portata all’interno di un edificio religioso, non solo di rilevante importanza storico-artistica, ma fortemente identitario per la Comunità civile e religiosa di Monopoli, avrebbe dovuto prevedere il coinvolgimento di tutti, al fine di giungere a una soluzione finale partecipata e condivisa.
Il progetto, invece, è stato approvato senza questi passaggi. Non solo è stata scartata l’ipotesi di un concorso di idee, che avrebbe permesso di raccogliere più soluzioni strutturate e sostenibili, ma si è negata qualsiasi attenzione alla Città, ai suoi saperi, alla sua devozione e alla sua sensibilità. A differenza di quanto accadde nel lontano 1746, quando il popolo di Monopoli fu invitato a votare il progetto del nuovo altare della Madonna della Madia, il santuario sopraelevato presente nella Cattedrale stessa.
Un dibattito ampio e variegato, relativo all’adeguamento del presbiterio della Basilica Cattedrale di Monopoli alle disposizioni di carattere liturgico e, soprattutto, allo spirito del Concilio Vaticano II, avrebbe consentito di affrontare anche altre criticità, oltre alla inamovibilità e alla messa in evidenza di Altare e Ambone, quali segni della centralità di Parola ed Eucaristia nello svolgimento dell’Assemblea liturgica cattolica.
Per esempio, ci si sarebbe potuti confrontare anche sul modo per unire lo spazio della celebrazione liturgica ai fedeli, come prevede il Concilio, trovando un sistema, storicamente corretto, per rimuovere l’attuale balaustra che divide nettamente lo spazio del presbiterio da quello dell’assemblea dei fedeli.
Analogo discorso, a 60 anni da quando il Concilio ha imposto che azione liturgica e altare siano frontali e vicini all’assemblea dei fedeli, vale per la scalinata che, oltre a elevare fin troppo la cattedra del Vescovo, ingombra pesantemente sul lato nord lo spazio intorno all’altare.
Spunti di approfondimento che, da più punti di vista, avrebbero potuto accrescere la consapevolezza e la condivisone della comunità religiosa e di quella civile rispetto alle scelte che si stanno operando.
Petizione
Al Vescovo della Diocesi Conversano-Monopoli
I sottoscritti rivolgono la seguente petizione a S.E.Mons.Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli
INTERVENTI SUL PRESBITERIO DELLA CATTEDRALE DI MONOPOLI
Decisioni già prese e lavorazioni avviate non giustificano il mancato passaggio di un confronto pubblico
Durante le festività pasquali del 2023, entrando nella Basilica Cattedrale di Monopoli, con grande sorpresa i fedeli si sono trovati al cospetto di una gigantografia
relativa al progetto del nuovo altare con la data di consegna: settembre 2023.
In quanto espressione di un gruppo di fedeli e laici, tra i quali vi sono non pochi saperi esperti in ambito storico artistico ed ecclesiale, appare doveroso
sottolineare quanto segue:
1. Gli studi, gli incontri e i vari approfondimenti succedutisi nel tempo, fino alle recenti consultazioni avvenute tra commissione liturgica diocesana, progettista e
funzionari della soprintendenza, hanno rivestito carattere circoscritto e parziale, senza aver mai coinvolto l’intera Comunità civile e religiosa.
2. Da decenni si discute sugli interventi necessari all’interno della Cattedrale e sulle relative priorità (infiltrazioni dalle coperture con distacchi di intonaci decorati dalle
volte, umidità di risalita con danneggiamento di marmi e stucchi, restauro di opere d’arte, protezione delle parti in legno e manutenzione di vari oggetti di valore,
abbattimento delle barriere architettoniche per la fruizione del santuario da parte di tutti, vetrata di ingresso ad apertura automatica per la porta vicina alla rampa
esterna del sagrato). Tutti i Rettori che si sono succeduti, in particolare da don Vincenzo Muolo a don Peppino Cito, sono riusciti a realizzare importanti interventi in
ogni ambito, di volta in volta secondo le possibilità di Comunità e Curia. Nonostante ciò, molte rimangono le criticità da affrontare.
3. L’adeguamento liturgico alle disposizioni Conciliari è una di queste e ha sempre rivestito un’attenzione particolare da parte dei responsabili della Basilica Cattedrale.
Nel tempo sono stati raccolti suggerimenti e spunti di riflessione utili a superare le difficoltà legate alle caratteristiche intrinseche dell’Aula, che non possono essere
disgiunte dalla necessità liturgica di avere Altare Ambone e Cattedra fissi, non mobili come lo sono oggi, e adeguatamente evidenziati.
Come cittadini e come fedeli, siamo fermamente convinti che un intervento di tale portata all’interno di un edificio religioso, non solo di rilevante importanza
storico-artistica, ma fortemente identitario per la stessa Comunità civile e religiosa di Monopoli, avrebbe dovuto prevedere il coinvolgimento di tutti e, concluse le
fasi preliminari di approfondimento, essere presentato in un incontro pubblico, al fine di giungere a una soluzione finale partecipata e condivisa.
Il progetto, invece, è stato approvato senza questi passaggi. Non solo è stata scartata l’ipotesi di un concorso di idee, che avrebbe permesso di raccogliere più
soluzioni strutturate e sostenibili, ma si è negata qualsiasi attenzione alla Città, ai suoi saperi, alla sua devozione e alla sua sensibilità. A differenza di quanto
accadde nel lontano 1746, quando il popolo di Monopoli fu invitato a votare il progetto del nuovo altare della Madonna della Madia.
Pertanto, indipendentemente da chi abbia intrapreso o condiviso tale percorso decisionale
CHIEDIAMO
a S.E.Mons.Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli, di:
1. Convocare un momento di pubblico confronto nel quale siano illustrate le scelte operate
2. In attesa dell’incontro, sospendere temporaneamente i lavori, se in corso di realizzazione
PRIMI FIRMATARI: Vincenzo Ruggiero, Angelo Papio, Paolo Testone, Daniela Menga, Fabrizio Piccinni, Raffaella Rotondo, Andrea Fiume .

Rosi Brescia, scrittrice monopolitana.
Era il 2009 quando un incontro pubblico fu tenuto nel museo diocesano di Monopoli. Ad ascoltare le conclusioni voi c’eravate? Svegliarsi ora senza o quasi cognizione di ciò che avvenne e soprattutto del perché di questi lavori ( si tratta semplicemente di rendere stabili delle suppellettili che ora sono mobili) rende il vostro dire alquanto improbabile.
Dove eravate piuttosto quando ci fu “scippata” la Sede vescovile da Monopoli a Conversano?
Beh, lì bisognava metterci qualcosa di più di un’opinione!
E qui mi taccio perché potrei oltrepassare i limiti consentiti.
Per quanto riguarda, in breve, gli adeguamenti necessari, sono sì prodotti dalle conclusioni del concilio Vaticano II. La principale innovazione è, in poche parole, che il sacerdote celebrasse la messa di fronte all’assemblea e non più si spalle. In seguito si è resa necessaria la posizione di un altare, una sede e un ambone. Finora esse erano mobili, ora diverranno fisse, inamovibili.

Don Peppino Cito, parroco e rettore della Cattedrale.
Il progetto è stato discusso per un anno all’incirca dai sacerdoti della zona pastorale di Monopoli, dai sacerdoti della diocesi di Monopoli, dal gruppo che fa capo all’architetto Capitanio, dalla Commissione provinciale di Arte Sacra e restauri e dalla Commissione regionale di Arte Sacra.
Come parroco della Cattedrale mi sono rimesso alla volontà degli esperti. Per la verità il progetto iniziale non era esattamente quello che vedete, ma la Soprintendenza ha praticamente consigliato vivamente, che i materiali usati dessero evidenza del fatto che l’intervento fosse chiaramente successivo ai materiali settecenteschi esistenti per cui completamente diversi.
Ormai i lavori sono inevitabili sia perché approvati dagli enti coinvolti, sia perché la ditta sta già producendo i materiali necessari e in caso di mancata realizzazione andrebbe comunque risarcita.

Dello stesso parere è Giacomo Ferrarese, attivo componente laico della Comunità della Cattedrale e del gruppo Pietre Vive della stessa.
I pareri contrari evidenziano le negatività:
“Si sventrerà il pavimento marmoreo del Presbiterio collocando massi di marmo o pietra sintetica di colore bianco, in contrasto con i caratteri barocchi della Chiesa, E’ un vero e proprio scempio in nome della modernità”.
Esprimere un parere su opere d’arte è arte davvero improba e difficile ! Molto personale, che troverà sempre due fazioni in campo.
Articolo a cura di Stefano Carbonara
Scrittore e Storico
Editore Rivista online Monopoli Tre Rose
Commenti da Facebook
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Non è per niente in armonia con lo stile della nostra cattedrale, come si dice “un pugno in un occhio”
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Si vede che non hanno altri problemi questi signori


Non sono né Architetto né Ingegnere , ma a me ignorante quale sono , ma amante della storia piace così com’è poi fate voiLascerei così perché cambiareTroppo innovativo..sarebbe un colpo d’occhi davvero forte nn inerente in contrasto con l attualeRibadisco il mio convinto dissenso, di gran lunga più radicale di quanto traspaia dalla petizione a cui ho comunque aderito.
Ritorno sull’argomento : vorrei vedere se a S. Pietro in Vaticano sostituissero l’altare con uno moderno

Lascerei tutto com’è.Vito Giannoccaro decisamente!Meglio come staIn netto contrasto con lo stile armonico della CattedraleIn realtà il Concilio non ha cambiato proprio nulla nella struttura del presbiterio, infatti i cosiddetti “adeguamenti liturgici” non sono che opzionali rifacimenti dei presbiteri sulla base di note pastorali della Cei che non hanno nessun valore cogente in termini sia liturgici che di modifica dell’architettura e dell’arredo delle chiese, ma che vengono prese per oro colato da architetti, preti e vescovi che pensano di poter disporre della bellezza ereditata a loro uso e consumo. Peraltro le varie note Cei si sono sovrapposte in epoche nelle quali si sottolineava la necessità di creare una discrasia stilistica fra altare antico e nuovo altare. Oggi la maggiore sensibilità nella tutela dei beni culturali, e la ricerca di una maggiore coerenza artistica e architettonica specialmente in chiese di particolare pregio storico e artistico necessiterebbe di maggiore attenzione. E invece il più delle volte, così come si costruiscono nuove baracche e garages spacciati per luoghi di culto, si deturpano le chiese storiche con paccottiglie pseudoartistiche e con arredi orripilanti e pacchiani che fanno dubitare della sobrietà dei committenti e della loro consapevolezza del tesoro culturale che hanno nelle mani e che pensano di poter trasformare o abbruttire a proprio piacimento.Orribili tuttiA mare….Bleah..Noooo
Ma sono gli stessi architetti della Pagoda della Madonna del Rosario?Molto meglio com’è oraMA non sapete più dove buttarli i soldi?Non toccare niente! Si perde un pezzo di storia. -
Non comprendo la Sovraintendenza, non comprendo proprio davvero l’esigenza. Sarò limitata io… spero che l’effetto finale sia meglio del progetto. -
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Io lascerei così com’è!!!!!Mi piacerebbe sapere a cosa serve cambiarloVorrei che fosse conservato com’èQuello che vogliono fare è un obbrobrio.Se hanno dei soldi da spendere ne facessero beneficenza che la Cattedrale è bella così com’èMartino Caramia pienamente d’accordo,es.incrementare la mensa della Caritas
Silvio Allegretti
Niente si può fare per fermare questa pazzia?.. tipo una raccolta firme?! La cattedrale non si tocca.
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Ma la soluzione più logica e coerente sarebbe il restauro dei manufatti esistenti !Nel commento dell’architetto Capitanio sono inseriti dei disegni che prima d’ora non sono stati divulgati tra cittadini e fedeli. Sta implicitamente confermando la necessità della petizione che chiede un incontro pubblico per spiegare le (eventuali) ragioni della scelta del nuovo altareUna struttura in legno removibile non sarebbe meglio?Non sono per i cambiamenti si potrebbero utilizzare i soldi per fare altroAntonella Aversa ha rispostoUsate questi soldi per aiutare chi ha bisogno e non per l’apparire…..OrribileLasciare tutto come sta ma chi è venuta questa idea balsana ..ma fatemi il piacere..
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Sazzdess nderr u prevtScherziamo non hanno nulla da fare?Soldi che possono usare per aiutare i bisognosi e nn per deturpare la cattedraleSi può scrivere al Papa è chiedere di intervenire per fermare questo scempio.Lo lasciassero così com’è.Quello che devono spendere lo dassero ai veri bisognosi.Più bello di così dove si trova.Ma questi sono impazziti?

















Ma che bisogno c’è?Assolutamente noMa anche no
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Mi pare che Cristo, non abbia bevuto, durante l’ultima cena,in un calice d’oro.La semplificazione,dei materiali e delle forme,ci porta agli albori del cristianesimo,non lussi sfrenati, e marmi pregiati.Ma tutto,in una veste, di intima, semplicità cristiana. I ministri del culto, gli architetti, gli studiosi troveranno la giusta ,soluzione.Confidiamo nella loro conoscenza.Noi siamo semplici, spettatori.
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non si può vedereCome può la soprintendenza approvare un progetto del genere?Ottima analisi Pietro Sardano.
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| Michele Pirrelli pirro.mic@gmail.com 130.25.45.205 |
Dopo avere sfregiato la chiesa di S. Domenico con la realizzazione della cappella del Santi Medici, ora si continua l’opera malefica nella cattedrale che, benché declassata, unitamente alla diocesi, per merito di mons. Antonio d’ Erchia, è e rimane patrimonio della comunità affidato alle cure del clero che ne ha la gestione con obbligo di tutela e che, in ogni caso, non dovrebbe cedere all’infantile voglia del sempre nuovo giocattolo ad ogni costo. Ora la fririttataccia è fatta e questa protesta non avrà valore ma con buona pace di qualche bella mente che interessatamente lo sostiene, il progetto è semplicemente brutto. Per le future intitolazioni di strade e piazze ci si dovrà ricordare dei nomi degli autori di tanto scempio. |
















Il disegno non so a quale stile possa assimilarsi, ma spero che ne abbia uno.
Dopo avere sfregiato la chiesa di S. Domenico con la realizzazione della cappella del Santi Medici, ora si continua l’opera malefica nella cattedrale che, benchè declassata, unitamente alla diocesi, per merito di mons. d’Erchia, è e rimane patrimonio della comunità affidato alle cure del clero che ne ha la gestione con obbligo di tutela e che, in ogni caso, non dovrebbe cedere all’infantile voglia del sempre nuovo giocattolo ad ogni costo.
Ora la fririttataccia è fatta e questa protesta non avrà valore ma con buona pace di qualche bella mente che interessatamente lo sostiene, il progetto è semplicemente brutto. Per le future intitolazioni di strade e piazze ci si dovrà ricordare dei nomi degli autori di tanto scermpio.
Soldi buttati!I fedeli non hanno bisogno di esteriorità ma di sacerdoti capaci.Usate piuttosto i soldi in opere di bene.Ci sono poveri a Monopoli .Ci sono le.mense per i poveri?Ci sono strutture adeguate per accogliere persone sole.e indigenti? Ci sono progetti di quartieri solidali?