Un appello per una donna al Quirinale?
Un appello impersonale, vuoto generico.
Una donna, qualunque donna, purché l’inquilino sia donna e non uomo?
NO, grazie!
Mi dispiace che fra le donne firmatarie ci siano donne validissime, come Dacia Marini. Ma questo non cambia il mio giudizio negativo.
Sapete come andrà a finire?
Questo appello sarà accolto.
Dopo il dietro front di Berlusca, impallinato dai franchi tiratori leghisti e meloniani,
la Destra, che ha in mano i giochi, piazzerà al Colle la Casellati o la Moratti e, se le cose vanno proprio benissimo, la Cartabia che ha fatto una discutibilissima riforma della giustizia, è cattolica e integralista, CL, antiabortista. Potremmo ritrovarci, dopo le elezioni, se la Meloni adesso in crescita, andasse al potere, in una situazione simile alla Polonia.
E, loro (intendo la Destra) sarebbero pure rivoluzionari, avendo portato la prima donna al
Quirinale!!!
Il centro sinistra, come al solito arranca. Ma questa volta anche un gruppo eletto di donne colte, quelle che dovrebbero essere avanguardia, élite della società civile, di un femminismo che fu, si sono perse a metà strada.
Una donna! Senza nome! Senza volto! Senza vita vissuta! Senza che ci sia dato di conoscere eventuali battaglie fatte a favore di qualcuno: Di politici potenti o di poveri cristi, di neri che affogano o dei rampolli Agnelli che chiedono (e ottengono) somme in prestito al governo, perché i tempi sono duri per tutti e, naturalmente, spostano la sede delle loro società in Olanda per non pagare manco un euro di tasse!!!!!
Questa eventuale innominata avrà fatto qualche mini battaglia a favore di alcune categorie non proprio garantite (gay trans donne anziani in fila alla Caritas) o può essere fra quelle che hanno solo difeso a priori parlamentari inquisiti, che per privilegium primae noctis non possono metter piede nelle aule di giustizia, destinate alla plebe nostrana e a quella di pelle colored e brown arrivata a sui barconi, in vacanza da noi?
Noto con favore che su facebook, piazza di letterati quasi veri, di presunti e di gente semplice che finalmente ha trovato un posto dove dire la sua, è partita una petizione a favore di ROSY BINDY…
La Bindy, una vita in Parlamento, è stata uno dei ministri della Sanità pubblica più coraggiosi che io ricordi.
Osò intraprendere una lotta impari, a viso aperto contro i baroni della sanità, costringendoli a scegliere: o pubblico o privato. Perché succedeva e (succede) che il pubblico non avesse strumentazioni all’avanguardia come le cliniche private in cui operavano gli stessi primari!
Fu defenestrata senza indugi dallo stesso governo di Centro Sinistra che l’aveva espresso.
Ha poi svolto con rigore ed equilibrio il ruolo di Presidente della Commissione antimafia…
Mentre scrivo, Rosy Bindi mi ricorda un’altra donna eccelsa: Tina Anselmi!
Democristiana democratica, in gioventù staffetta partigiana, Ministro della Sanità e “inventore” della sanità pubblica, secondo il dettato costituzionale, ricoprì il ruolo difficilissimo di Presidente della Commissione P2 (1981-1984), ed ebbe il coraggio di mettere al muro(metaforicamente!) Licio Gelli e molti dei suoi sodali, traditori della Patria che avevano occupato gli alti vertici dello Stato.
Il reflusso tossico di quella storiaccia ancora inquina la nostra Repubblica.
Tina Anselmi era una donna limpida, onesta, competente, cattolica.
Poteva, sin dalla Prima Repubblica essere eletta al Quirinale, con sommo onore per lei, per tutte le donne e gli uomini italiani e per l’Italia.
Ma Tina Anselmi fu tenuta sempre rigorosamente in retroguardia. Nessuno pensò a lei quando, ogni sette anni, al Colle si alternavano i Migliori e i Peggiori.
Difficile individuare, in queste poche righe, tutte le cause:
il becero maschilismo che permane nel sostrato della nostra cultura, il clima di affarismo e di scarsa tenuta morale che caratterizza le nostre classi dirigenti sin dall’Unità, il degrado crescente delle classi popolari che in mancanza di giustizia e di merito per l’ascesa sociale, sono costrette a questuare malamente agli usci dei potenti anche per miserabili briciole.
Questo quadro culturale e sociale, oggi, è ancora più fragile di quello dei decenni scorsi. Pure alcuni termini hanno perso il loro sostrato più o meno profondo e si sono svuotati, alleggeriti. Che senso hanno termini come valori, patriota, futuro comunità, diseguaglianze sociali, stesse opportunità, sovranità popolare, democrazia….
Io non saprei più come rispondere!
Ma torniamo alla faccenda del prossimo inquilino del Colle. Il più papabile, a bocce ferme, dopo Draghi (?)sarebbe Berlusca, candidato della Destra.
Ecco, si può essere o meno d’accordo, ma si deve riconoscere alla Destra una coerenza che il Centro Sinistra non ha. La Destra sponsorizza i suoi candidati e candidate!
Chiama a raccolta devoti ardenti e tiepidi. Si prende le battaglie della Sinistra. C’è da giurarci che se una donna andrà al Colle, sarà la Destra a portarla. E se una donna diventerà Presidente del Consiglio, sarà ancora la Destra a fare questa rivoluzione, con la Meloni!
Tornando a Rosy Bindi, avete mai sentito qualche collega di partito fare il suo nome?
L’algido e beneducato segretario Letta?
Le sue colleghe?
Le femministe che rappresentano l’arte, la cultura, il mondo dello spettacolo?
Lo abbiamo visto: il punto massimo del coraggio espresso è stato quello di “chiedere una donna! “
L’avranno: la Casellati! O qualcuna della sua stessa noblesse.
Ora, diciamolo, in questo clima di penuria culturale e morale, di arrivismo, di favoriti e di favoritismi, di veli e di veline, di crisi sociale che col Covid ha ingigantito le disuguaglianze pregresse, una donna pulita, senza padrini politici, competente, cattolico- democratica (non integralista), come la Bindi, non ci azzecca proprio!
E, infatti – come detto- nessuno dei suoi ha fatto il suo nome!!!!!!
E, poi, un Parlamento spaccato in due, con una maggioranza di venduti, ignavi, ladroni, inquisiti, mafiosi o avvocati di mafiosi, perché dovrebbe votare la Bindi??
Eppure…
Se quelle voci della migliore e più consapevole della società civile avessero ripreso il loro ruolo di soggetto educante delle masse, e avessero fatto il suo nome forte e chiaro, spiegandone le ragioni, presentando il viso onesto e leale di questa donna, in cui, dopo una vita in Parlamento, non traspare niente dell’onorevole che mette in mostra il suo potere, forse, chissà….
Un’ onorevole che è rimasta una donna comune, che potrebbe essere una lavoratrice,
un’insegnante, un’infermiera, una madre d’altri tempi, una zia, una sorella, un’amica, pronta a venirti incontro e ad ascoltarti…
Perché non è detto che non siano tanti le italiane e gli italiani stanchi di questo latrocinio quotidiano, del futuro dei loro figli venduto, del pericolo anche per chi è sempre riuscito a vivere decorosamente, di andare ad ingrossare le fila della Caritas per il pane quotidiano, per sé e per i propri figli.








Concordo (in quanto Rosy Bindi, non in quanto donna), ma non ci spero: troppo intelligente, troppo elevata, troppo poco prevedibile. Non succederà.