TERESA TROPIANO
Teresa Tropiano nasce a Monopoli nel 1966. Sposata, ha tre figli, vive a Monopoli.
Da piccola vive per 5 anni in Svizzera con la sua famiglia, costretta ad emigrare per lavoro.
Inguaribile romantica, sentimentale, crede ancora nei valori della vita, nell’amore per il prossimo, nella famiglia, nella purezza della natura e della semplicità della vita vissuta.
L’amore per la poesia e la scrittura nascono dal profondo del suo cuore nel quale percepisce le vibrazioni e le pulsioni emotive che la travolgono e la ispirano a creare versi.
È innamorata della sua città, Monopoli, coi suoi luoghi evocativi del mare e della collina che caratterizzano la ridente cittadina marinara, immersa nella macchia mediterranea da cui si ispira per la stesura delle liriche.
Una prima silloge, una raccolta di 160 poesie, con il titolo NEI VICOLI DEL CUORE, editrice ArtStampa Monopoli, è pubblicata e presentata il 20 agosto 2016.
La seconda silloge è pubblicata dalla Placebock Publishing & Writer Agency l’11 gennaio 2021, una raccolta di 63 liriche dal titolo VIVERE DI MARE.
La terza silloge è pubblicata in self-publishing, in piena autonomia, su Amazon ed è una raccolta di 75 liriche dal titolo FALCE DI LUNA.
La quarta pubblicazione letteraria è una raccolta di fiabe, racconti brevi, filastrocche, dal titolo LE FILAFAVOLE DI TERRY realizzata sempre in autonomia su Amazon.
Il 12 dicembre 2019 partecipa ad un concorso “Poeta e scrittore anche tu” a Polignano a Mare dove conquista il secondo posto in classifica..
L’estate 2021 presenta a Mola di Bari un musical recital di lirica con il tenore Antonio Basile e il soprano Marzia Saba Rizzi.
Nello stesso anno partecipa a numerosi eventi di beneficenza nei quali declama le sue poesie.
Nell’agosto del 2021 riceve a Martina Franca dall’Associazione Culturale Artemozioni ODV, presieduta da Teresa Gentile, il riconoscimento con targa di merito con la menzione speciale di “Dama dell’arcobaleno” per l’impegno profuso nella cultura e nell’arte.
Il 18 ottobre 2023, in diretta streaming su Youtube e sulla pagina Facebook “Dilettanti per passione” di Sipontina Prencipe, giornalista non vedente di Manfredonia, con l’evento “Nei vicoli del cuore”, viene ricordato Alessandro Fariello, poeta di Grumo Appula, affetto da SMA, morto per setticemia nel marzo 2021, nel tempo del Covid.
Nell’occasione viene presentato il libro di poesie “Tra insoddisfazione e invenzione” dello stesso Fariello e il libro “Falce di Luna” di Teresa Tropiano.

POESIE E RACCONTI DI TERESA TROPIANO
DEDICATE AD ALESSANDRO FARIELLO

IO DIVERSO
Mi chiamano
diversamente abile.
Mi dicono affettuosamente
che sono diverso.
Mi spingono la carrozzella
quando da solo
non posso farcela.
Mi tengono tra le braccia
per sostenermi,
per non cadere,
eppure, a volte, cado.
Mi dicono che sono leggero,
eppure, a volte,
mi sento un peso.
Mi dicono che sono speciale
ma speciale mi sentirei
se potessi correre
o giocare a pallone.
Vorrei essere speciale
e riuscire a danzare
ma le mie gambe sono immobili
e le mie mani tremano.
No, non mi sento diverso.
A volte mi sento solo e perso,
perso in una stanza
dove il mondo mi sta stretto.
Vorrei volare
ma i miei arti non sono ali.
Vorrei nuotare
ma i miei piedi
non sono pinne.
Allora guardo i miei amici,
quelli speciali
e penso che non sono solo.
Penso che sono abile
anch’io,
ma non diversamente.
Sono abile a sopportare questo dolore.
Sono abile a sopravvivere
mentre tutti intorno a me vivono.
Poi chiudo gli occhi
ascolto la musica
e mi sento uguale a tutti voi,
poiché diverso
è solo il vostro modo
di guardarmi.
IL CIELO IN UNA STANZA
(Per Raffaele Fariello e Costanza Tetro, genitori di Alessandro)
Nascesti in una notte d’estate
come un “sole” a mezzanotte.
I tuoi occhi di cielo
spalancati al mondo
brillavano più delle stelle
e la tua boccuccia rosea
era carnosa e ridente.
Eri talmente precoce
che gattonavi già a 5 mesi
e ad un anno camminavi
afferrando ogni cosa
ti capitasse tra le mani.
Quanta energia
e quanta gioia nel tuo fare!
Poi appena compiuti i tre anni,
mentre tentavi di spegnere le candeline,
il respiro ti si bloccò,
debole ed inerte ti accasciasti
e il tuo esile corpicino
non si reggeva più
sulle tue gambe ormai atrofizzate.
Una paralisi muscolare,
dicevano i medici, atrofia.
Non respiravi più autonomamente.
Era sopraggiunto un mostro
di nome SMA,
così senza preavviso!
Dalla gioia al dolore.
L’inferno all’improvviso!
Tutto intorno a noi
cambiò colore.
L’arcobaleno si spense
e il grigiore incombeva
in quella stanza.
Parlavi con gli occhi,
attraverso il comunicatore,
guardando sempre in alto
come a cercar qualcosa,
forse la libertà!
Così decidemmo
di dipingerti il cielo nella stanza.
L’azzurro ti metteva allegria
e sorridevi silente.
Incantato, il tuo sguardo
muto e fisso a guardar
sulle pareti arabescate,
i pesci e le stelle marine
tra le onde dipinte e spumose
come piaceva a te!
Avevi tutto a portata di mano
ma non potevi toccare nulla,
immobile in quel letto.
Immaginare un mondo
oltre la finestra, per te,
era come scalare montagne,
o come attraversare gli oceani.
Fu così che iniziasti a scrivere
attraverso il comunicatore,
con gli occhi e col cuore
e nacquero poesie
pregne di sogni e d’amore
sulle ali della libertà!
Man mano crescevi
e le poche volte che si usciva
era tanto difficoltoso,
poterti trasportare da un luogo all’altro
con la tua macchina speciale.
Ti piaceva andare al parco,
guardare i bambini giocare,
correre e saltare.
Immaginavi come sarebbe stato
se non fosse arrivata la bestia:
Signora SMA!
Passarono gli anni
e su pagine bianche
scrivevi la tua vita
tra ansie ed affanni
con la speranza nel cuore
e la dignità nell’anima!
Immaginavi prati sterminati
e spiagge assolate,
lungo cui passeggiare.
Poi giunse una chiamata
di quelle che non puoi rifiutare!
Rispondesti, pronto?
-C’è bisogno di te, Alessandro,
in quest’altra parte del cielo!
Tu poeta guerriero,
devi darci una mano!
Sei Pronto?
-Sì, sono pronto!
Dove si va’?
Senz’ali posso volare?
Venitemi a prendere,
con il carro degli angeli.
Saluto i miei genitori,
che mi hanno dato la vita
affinché la mia fosse più
leggera.
Ma ora è finita!
Li bacio,
lascio loro una lettera,
e vengo con voi.
Li lascio riposare,
tra i miei versi sparsi
in questa stanza azzurra
in cui il sole nasceva e moriva
nella stessa ora.
I POETI DEL CIELO
Un giorno saremo nuvole
e nell’etere ci dissolveremo
fino a diventar pioggia
per cantare all’autunno
e a diventar stelle
per onorare il Natale
come scie luminose
nelle notti d’inverno.
Un giorno saremo nuvole
e davanti al sole,
timidamente arrossiremo
come ciliegie a primavera
che tra i versi raccoglieremo
quando giungerà sera
tra pensieri e parole.
Un giorno saremo quel cielo
che abbiam tanto cantato
e intesseremo parole
con le penne dei falchi
fino a spargere piume
strappate dall’ali degli angeli
sulla terra, sul mare
e su montagne innevate.
Chissà se ci ricorderanno,
noi poeti del mondo,
senza arte né parte
sguardo attento e profondo
a mirare la rima,
a centrare la strofa,
a cantare le lodi,
nell’eterna illusione.
Un giorno
prenderemo un treno
all’ultimo binario morto,
sulle rotaie del tempo
e sarà un viaggio eterno
senza fermate
e senza ritorno.
DA “FALCE DI LUNA” DI TERESA TROPIANO
DUE POESIE
VIAGGIO ASTRALE
Nei meandri della mia anima
ho percorso un viaggio,
un viaggio astrale
che mi ha condotta altrove,
in un luogo senza tempo
né forza gravitazionale.
Teletrasportata
dal potente flusso
del mio pensiero
ho incontrato un angelo
con ali di farfalla
e nella sua aura avvolgente
mi ha trascinata via.
Mi son ritrovata
tra le sue braccia ancestrali
in una notte magica,
nell’atmosfera ovattata
d’un incontro catartico
e non ho più avvertito
il peso del mio corpo.
Il mio sentire,
era come vento di mare,
come fresco maestrale,
penetrante e pungente
fatto di baci sognati
e di audaci carezze,
sull’umida pelle
di rugiada imperlata.
VOLARE
Volare,
tra i ricordi della mia infanzia,
le radici della mia terra,
il profumo della pietra
e delle mura di calce imbiancata,
tra le fronde degli ulivi
e la resina dei pini
nell’ attimo vivido di nostalgia.
Volare,
tra trulli di secoli di storia,
nell’odore del fumo
al camino, d’inverno,
tra stralci immemori
che mi vengono in mente
annusando la fragranza
dei fiori della nonna
e il formaggio sulle mensole
di legno pregno d’olio.
Volare,
sulla scia dell’azzurro intenso
che mi riporta indietro
nel tempo acerbo
degli anni miei,
tra un racconto di guerra
del mio nonno paterno
e l’odore del fieno
dei cavalli nella stalla.
Volare,
sulle pagine ingiallite
dell’album di famiglia
nell’essenza dei miei giorni,
vissuti da bambina
tra una lacrima e un sorriso,
tuffandomi nel blu
dal cielo al Paradiso
e ovunque ci sei tu.









Un bellissimo articolo che mette in evidenza il tema della disabilità e l’integrazione dei cosiddetti diversi nella società. La poesia è uno strumento potente per comunicare taluni messaggi sociali. Bravissima l’autrice monopolitana che ha toccato le corde dell’anima
Grazie per questo splendido articolo. Un’esperienza molto emozionante e nostalgica. Grazie ancora
Bellissime le poesie e soprattutto il racconto dedicato ad Alessandro. Grazie per questo articolo che rende merito alla poetessa.
Un’esperienza emozionante, coinvolgente e soprattutto nostalgica in memoria di un grande poeta di Grumo Appula: Alessandro Fariello. È stato un piacere aderire a questo evento. Grazie per la condivisione e considerazione.