

PREMESSA
La Sanità, fondamentale per il benessere delle persone, costituisce la spesa più rilevante dei conti pubblici.
Saperla amministrare, con efficienza, conoscenza e ragionevolezza, lottando contro gli sprechi, migliorando i servizi, i meccanismi operativi, la legislazione del settore, l’impiego razionale del personale, significa avere a cuore i bisogni primari dei cittadini e contribuire a tenere a posto i conti dell’intera comunità.
Le risorse finanziarie necessarie, prelevate dalle tasse e dalle imposte pagate dai cittadini, sono assegnate dallo Stato alle Regioni.
La Regione Puglia, nel 2021, ha speso 8,1 miliardi di euro per la sanità, quasi il 70 % del suo bilancio; per 3,9 milioni di abitanti significa una spesa pro capite di 2.076 euro. Nel 2022 la Corte dei Conti ha certificato l’aumento a 9,3 miliardi di euro, pari a una spesa per ogni pugliese di 2.384 euro. La spesa media è in linea con quella nazionale e con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
I destinatari dei fondi sono le 5 ASL, la rete degli Ospedali, gli Istituti di Ricerca, i Laboratori, i Medici di medicina generale e pediatrica, le Farmacie, i Poliambulatori, i Dipartimenti territoriali, i Consultori, i Centri di Trapianto. In pratica tutti gli Enti sia Pubblici che Privati Convenzionati.
In termini politici l’intero comparto sanitario, per risorse finanziarie e umane impiegate, costituisce un grosso bacino elettorale, utile per i voti, ai fini della conquista e della gestione del potere.
Un medico o un operatore sanitario in lista è garanzia di consensi elettorali.
D’altro lato andare a toccare gli interessi delle categorie e delle persone del mondo sanitario è cosa ardua e difficile. Tutelare i loro interessi, da parte della classe politica, è prevalente rispetto a quelli dei malati.
Il tema delle Liste di attesa per le prenotazioni di visite, sempre più lunghe nel pubblico, sempre più brevi nel privato, è emblematico di questo meccanismo perverso ed ingiusto, specie per i cittadini meno abbienti e più sfortunati.
INCONTRO
Nel Salone Parrocchiale della Chiesa del Carmine in Monopoli, il Partito Azione di Calenda, coordinato in Puglia dal consigliere regionale Fabiano Amati, ha organizzato un incontro sulle attuali problematiche delle strutture sanitarie a Monopoli.
Ad introdurre l’incontro, a cui ha partecipato un attento e interessato pubblico, è stato Sandro Lenoci, responsabile della Sezione di Monopoli. A condurre Beppe Stallone, giornalista di Telenorba, che ha intervistato lo stesso Fabiano Amati, il consigliere regionale Stefano Lacatena del Movimento politico CON Emiliano e il sindaco Angelo Annese, a capo di una maggioranza di centro destra al Comune di Monopoli.
INTERVENTI E PROBLEMATICHE
FABIANO AMATI (Consigliere regionale, Presidente Commissione Bilancio)
Da due legislature in Regione mi sono battuto per i problemi della salute, dalla parte dei malati e non degli addetti ai lavori. Sono stato in diverse occasioni attaccato, oltre che dalle categorie sanitarie, anche dalla stessa classe politica regionale. Ho denunciato i fatti e proposto soluzioni, non sempre condivise e premiate dal voto degli elettori.
Nel 2021, con il voto unanime del consiglio, è stata approvata la legge sui malati di SMA ( Atrofia Muscolare Spinale, una malattia rara caratterizzata da degenerazione dei motoneuroni del midollo spinale), con cui 4 bambini sono stati salvati finora, tra cui Melissa. Nell’Ospedale Di Venere di Bari oggi viene eseguito lo screening obbligatorio sui bambini pugliesi.
E’ stata depositata la proposta di legge sull’”Azienda Zero”, che propone l’accorpamento in una unica centrale regionale per gli acquisti di medicinali e attrezzature sanitarie e per la gestione del personale medico e sanitario, superando le inefficienze e le resistenze esistenti con l’attribuzione dei poteri in materia a 10 feudi, di cui 5 ASL, AUO e IRCCS.
Da mesi combattiamo per una sanità veramente regionale, con l’obiettivo di tenere funzionanti tutte le unità operative e soprattutto quelle degli ospedali di II e I livello. Come fare? Centralizzare con “Azienda Zero” la gestione del personale, prevedendo speciali indennizzi per tutti gli operatori chiamati a garantire temporaneamente turni e reperibilità in sedi di lavoro diverse da quella propria, ma soprattutto prevedendo concorsi unici regionali per evitare il fenomeno del frega-medici tra Asl e Asl.
Certo, poi ci sarebbe il tema dei medici di medicina generale, da indirizzare verso la più potente offerta di salute: la medicina territoriale. Su questo punto occorrerebbe capire, ma questa è competenza statale, perché mai non potrebbero diventare dipendenti pubblici, scelti dai cittadini con le regole attuali, posti a presidio delle Case e Ospedali di Comunità ( come potrebbe diventare l’Ospedale S. Giacomo), con ampia autonomia di instradare le persone – in tempi d’intelligenza artificiale sarebbe un gioco da ragazzi – su tutto il percorso di cura, evitando così la via crucis tra prescrizioni, Cup, specialisti, ospedali, riabilitazione, controlli.
Il Nuovo Ospedale alla contrada S. Antonio d’Ascula, unico di eccellenza di I livello tra Bari e Brindisi, destinato a malati acuti, con codice rosso, tempo dipendenti, con gli ultimi provvedimenti assunti, dovrebbe essere in dirittura di arrivo per la fine del 2024.
Abbiamo due possibili localizzazioni, il Policlinico di Bari e il nuovo ospedale Monopoli-Fasano. ( Intanto la giunta regionale ha deliberato di farlo al Policlinico).
I lavori di ristrutturazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale S. Giacomo di Monopoli sono utili e necessari.
Le scelte in politica, in genere, sono frutto di confronti e di scontri. Bisogna puntare con priorità sulla salute e il benessere dei malati. I responsabili, i dirigenti, i direttori che non sono capaci di realizzare gli obiettivi fissati, come la riduzione dei tempi delle liste di attesa, devono essere rimossi e sostituiti.
In Puglia sono presenti circa 10 ospedali, in cui le attività sono sotto i minimi livelli; dovrebbero essere chiusi o riconvertiti.

ANGELO ANNESE (Sindaco di Monopoli)
Apprezzo e condivido le scelte della Giunta regionale, presieduta dal presidente Michele Emiliano, circa gli impegni assunti per il completamento del Nuovo Ospedale di Monopoli.
Restano alcune perplessità sui tempi e sulle procedure per la dotazione del personale medico e infermieristico, necessario per le alte specializzazioni che saranno presenti. Il Nuovo Ospedale deve essere attrattivo per grandi luminari della Medicina.
La scelta del luogo, ubicato in Monopoli, a pochi chilometri da Fasano, al centro del vasto comprensorio tra Bari e Brindisi e dell’hinterland, è stata frutto di condivisione e non di scontro tra le varie parti politiche e condiviso con gli abitanti del territorio.
Sul vecchio Ospedale S. Giacomo esprimo, però, alcune perplessità sui lavori di adeguamento del Pronto Soccorso, circa l’opportunità di spendere oltre un milione di euro, non conoscendo quale sarà il futuro della struttura ospedaliera.

STEFANO LACATENA (Consigliere regionale, Delegato all’Urbanistica).
Condivido in pieno l’impegno e la passione con i quali il collega consigliere Amati ha condotto e conduce le battaglie sulla sanità pugliese.
Con lui ho condiviso in consiglio regionale l’approvazione della legge sullo screening obbligatorio per i bambini, ai fini del controllo della SMA; come condivido la proposta sull'”Azienda Zero”, per cui lavorerò perché sia presto approvata.
Grazie alle sue continue sollecitazioni la Regione ha messo in campo tutte le azioni perché il Nuovo Ospedale di Monopoli-Fasano possa essere completato.
Saltato il 24 luglio 2023 per la consegna dei lavori, la ASL Bari, che ha già contestato con determinazione le richieste di proroghe e ulteriore denaro, ha definito con l’impresa Partecipazione Italia del gruppo Webuild, la sottoscrizione del certificato di fine lavori, per offrire la mancata applicazione di nuove penali e conseguire la rinuncia dell’impresa a tutte le richieste aggiuntive. La sottoscrizione di tale certificazione aprirebbe alla possibilità per l’appaltatrice di utilizzare ulteriori 60 giorni per completare le lavorazioni di dettaglio mancanti, pari a circa il 15 %.
Per la questione arredi e attrezzature sono stati pubblicati i bandi per 29 lotti, con termine del 15 novembre per la presentazione dell’offerte; la prima seduta pubblica per la valutazione delle offerte è fissata per il 16 novembre. È stato revocato il bando per un altro lotto, per consentire la suddivisione in due lotti: il bando sarà pubblicato entro fine ottobre, unitamente al bando per ulteriori 5 lotti.
Per i 12 lotti di arredi non sanitari e segnaletica, è fissata al 20 novembre la scadenza per la presentazione delle offerte e la convocazione della commissione è già prevista per il 21 novembre.
Per il lotto per lavori e forniture sale operatorie e per le apparecchiature radiologiche è stata approvata la progettazione definitiva.
In base a questi elementi si ritiene che entro la fine dell’anno 2024 tutte le opere possano essere completate, a cui farà seguito il collaudo e la consegna dei lavori.
Per attuare questo percorso è stato necessario mettere in campo una utile e opportuna opera di mediazione, basata sull’accordo tra le parti.
L’augurio è quello che nel frattempo siano completate tutte le procedure per l’assunzione del personale necessario, al fine di poter avviare gradualmente l’apertura dell’importante presidio ospedaliero nei primi mesi del 2025.

EUGENIA GENNY VERNOLE (Direttore FF Dipartimento Dipendenze Sud Barese)
Ritengo che nel vecchio ospedale di Monopoli debbano essere allocati i servizi territoriali compreso il servizio per le dipendenze e un servizio per la disintossicazione dei pazienti alcolisti che preveda un percorso diagnostico per valutare le problematiche alcol correlate e permettere di trattare questi pazienti celermente e in sicurezza secondo un approccio multidisciplinare ambulatoriale.
ALTRI INTERVENTI:
ANTONIO BIANCHI ( Responsabile medico Assistenza sanitaria di base e Continuità assistenziale)
Il servizio del Dipartimento di Conversano funziona in modo adeguato, dimostrato dalla notevole affluenza dei cittadini monopolitani. Occorre il suo mantenimento e potenziamento.
DOMENICO UCCIO PINTO ( Medico di base di Monopoli)
I medici di base, quelli di famiglia, sono stanchi, sono diventati burocrati, non sono nelle condizioni di svolgere il mestiere di medico attraverso il contatto diretto con gli assistiti. Nel futuro si assisterà alla mancanza di medici che vorranno dedicarsi a questo lavoro con passione e professionalità.
VITO PALMITESSA ( cittadino di Monopoli ).
Sono testimone diretto della gravità del problema “liste di attesa”, in quanto ho dovuto affrontare una serie di difficoltà e ritardi per la prenotazione di visite specialistiche alla mia madre anziana.
STEFANO CARBONARA ( Scrittore, Editore Rivista storica online www.monopolitrerose.it )
Il problema delle liste di attesa rappresenta, in modo emblematico, l’inadeguatezza del servizio sanitario pubblico. Chi ha soldi e conoscenze riesce ad ottenere in tempi brevi gli appuntamenti per le visite. I comuni cittadini, specie quelli in condizioni di disagio economico e sociale, devono aspettare mesi e anni. Ad avvantaggiarsene sono le strutture private, medici, cliniche associate e non, sempre finanziate dal Servizio Sanitario Nazionale attraverso convenzioni, che pesano sulla spesa complessiva della sanità regionale. I medici degli ospedali pubblici, o quelli già pensionati, scelgono le attività nelle strutture private, attratti da migliori stipendi e più favorevoli condizioni di lavoro.
La Regione, che dispone i pagamenti, dovrebbe intervenire per riparare a queste storture ed ingiustizie.

IMMAGINI DELL’INCONTRO











