

Sotto i fuochi d’artificio innalzati al cielo si sono appena concluse imprese calcistiche non propriamente uguale a quelle di Rombo di tuono. Diversi dalla sua potenza calcistica. Un piede sinistro fenomenale.
Eravamo appena maturi. Ragazzi e uomini anche di altra fede calcistica ti seguivamo e ti ammiravamo con grande rispetto ed entusiasmo. Sei rimasto nei nostri cuori per sempre. Eri un leader nella tua squadra e nell’Italia. Resteranno famosi e indelebili i mondiali degli anni 70. Un calcio pulito e serio accompagnato da quei veri valori sportivi e calcistici di un tempo, che adesso è completamente difficile intravedere.
Gigi Riva, estro ed eleganza. Tutto c’era in lui. Tecnica, velocità e soprattutto rispetto per l’avversario. Attualmente un miraggio. Doti, che raramente intravediamo nelle cronache televisive. Adesso va di moda il placcaggio dell’avversario. Impedire il gioco dell’altro. Si tende a recuperare il pallone dai piedi di chi sta di fronte, ma molto spesso non si fa complimenti e si sfora cogliendo le gambe dell’attaccante con un colore della maglia diverso dalla propria. Due giorni avvolti dall’opacità, perché la perdita di un grande campione non può essere tamponata dalla vittoria di una squadra di turno. Qualunque essa sia, anche quella del cuore. I veri valori umani, sociali, calcistici o di un’altra qualsiasi disciplina sportiva, devono essere sempre al primo posto.
Un grande campione, non solo italiano, ma mondiale, ci consegna una prospettiva di cambiamento positivo e ci dà fiducia e speranza. I nostri cuori, anche di tifosi, devono ospitare il ricordo indelebile di chi è volato lassù in cielo. Rimangono in noi quei sinceri, trasparenti e veritieri valori sociali e sportivi, ormai quasi scomparsi dal nostro orizzonte.
Ciao, Gigi, tu hai reso il calcio un gioco onesto, dove i valori dello sport e della vita sono al primo posto.








