
“Fu martire antifascista”.
L’omicidio di Benedetto Petrone fu commesso il 28 novembre 1977 a Bari. 18’anni, militante del PCI, iscritto alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, Petrone fu ucciso in un agguato compiuto da militanti del Movimento Sociale Italiano. Una squadraccia fascista.
Quinto di nove figli, Benedetto nacque il 29 settembre 1959 a Bari. Cresce nella città vecchia. Una famiglia umile.
La seconda metà degli anni settanta è contrassegnata da un processo di avvicinamento tra DC e PCI, denominato compromesso storico. Nello stesso tempo si notava l’acuirsi della strategia della tensione.
In occasione del 47° anniversario dell’omicidio l’amministrazione comunale di Bari ha ricordato il giovane militante del PCI, deponendo due corone di fiori presso la lapide commemorativa in piazza Libertà e in via Benedetto Petrone.
Il sindaco di Bari Vito Leccese era con Porzia Petrone, la sorella di Benedetto.
Alla cerimonia hanno partecipato anche altri familiari, il rettore dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari Stefano Bronzini, la presidente della sezione Anpi di Bari Rosaria Lopedote, i rappresentanti del Comitato XXVIII Novembre, l’assessora regionale Serena Triggiani, il presidente del consiglio comunale Romeo Ranieri, l’assessore ai Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza e all’Antimafia Sociale del Comune di Bari Nicola Grasso, l’assessora alle Culture del Comune di Bari Paola Romano, la presidente del Municipio I Annamaria Ferretti.
Il Sindaco ha affermato: “Ringrazio Porzia Petrone, le autorità civili e militari, le istituzioni del territorio, l’Anpi e tutte le associazioni e i comitati che sono qui con noi oggi. Questo è un appuntamento … importante per tutta la città. Oggi c’è il sole, … quella sera di quarantasette anni fa, … come il giorno dopo, il cielo era plumbeo e la città era avvolta da un grigiore che evocava tristemente ciò che era successo qualche ora prima in questa piazza. Io faccio parte della … generazione di Benny Petrone e ricordo … l’impegno di noi giovani in quegli anni: un impegno … di passione politica e civile. Non dobbiamo … dimenticare o tacere … che Benny è un martire antifascista e che il suo assassinio è legato alla … militanza politica in questa città, … al suo impegno per la difesa della democrazia e della libertà. Dobbiamo ricordarlo, perché qualcuno ci ha voluto far credere che l’autore materiale, o uno degli autori materiali, di quell’efferato omicidio fosse un folle o un fanatico esaltato. Invece, … l’attività giudiziaria che si è sviluppata nel tempo – e grazie … alla coraggiosa iniziativa di Michele Laforgia per la ricostruzione della verità storica e giudiziaria di quelli eventi – dagli atti giudiziari è emerso … che si è trattato di un omicidio politico; perché Pino Piccolo non era un folle esaltato ma perseguiva un disegno di supremazia politica. Questo è scritto negli atti giudiziari e non dobbiamo dimenticarlo. Lo dico perché è importante collocare il ricordo di Benny Petrone in un percorso di antifascismo militante e di memoria che questa città ha compiuto, un percorso che comprende la strage di via Nicolò dell’Arca, l’eroica difesa del porto di Bari, la difesa del Palazzo delle Poste da parte dei postelegrafonici, il primo congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale che si svolse al Teatro Piccinni e rappresentò il momento … di gettare le basi per il futuro dell’Italia libera e democratica”.
Porzia Petrone ha, poi, aggiunto: “Ringrazio tutte e tutti voi, che da 47 anni siete accanto a me in questa giornata, e mi siete stati … vicini. Sono contenta che Bari continui a ricordare Benny, che qui ci siano … ragazze e … ragazzi di quell’epoca e che il sindaco Leccese sia uno di loro. Sono contenta di ritrovarci, anche quest’anno, … insieme, per non dimenticare quello che è accaduto e, … , per continuare a ricordare Benny e i valori che animavano il suo impegno. Per me, vedere, come è chiaro anche oggi, che mio fratello continua a essere un simbolo per la nostra città è davvero … importante”.
Antonio Losito







