Carmelo Manisco
Era un giovane di Monopoli, 24 anni, iscritto a Statistica ed Informatica all’Università di Bari.
30 anni fa, nel 1995, muore improvvisamente per emorragia cerebrale.
I suoi organi, cuore, fegato, reni, cornee, vengono prelevati, donati e trapiantati a sei giovani, 4 pugliesi, 1 romano e 1 napoletano.
L’operazione di trapianto viene eseguita dal Reparto di Neurochirurgia del Policlinico di Bari.
Grazie a Carmelo, sei persone tornano ad essere sani e felici.
La morte si trasforma in vita.
A Monopoli la sezione AIDO, associazione Italiana Donatori d’Organi, fondata nel 1972, prende il nome di “Carmelo Manisco”, incrementando a 1.050 il numero dei soci nel 2010.

Carmelo, che abitava con la sua famiglia in Via Gobetti, nel mio stesso complesso immobiliare, era stato un mio studente all’ITIS, ma era anche un carissimo amico.
Oggi lo voglio ricordare come esempio di generosità e di amore !
Prof. Stefano Carbonara










Ben fatto, prof! Mi permetto di sottolineare che la generosità, l’amore e soprattutto l’apertura mentale sono stati più della famiglia di Carmelo, a maggior ragione se pensiamo che, in quegli anni, ancora non era maturata del tutto, a livello diffuso, l’idea della donazione degli organi.
Pochi mesi prima di questa tragedia, in Calabria morì sparato il bambino americano Nicholas Green, I cui genitori fecero il gesto, per l’epoca sì rivoluzionario, di donarne gli organi.
Ecco, da quella tragedia nacque la coscienza e la conoscenza della donazione degli organi, al cui ente di coordinamento, AIDO, sono iscritto più o meno da quegli stessi anni.