mercoledì, 9 Settembre, 2026
  • Login
Monopoli Tre Rose
  • Storia di Monopoli
  • Rubriche
    • STORIA DI MONOPOLI
      • Storia di Monopoli. Dalle origini all’anno 1042
      • Storia di Monopoli. Dall’Anno 1042 al 1529.
      • Storia di Monopoli. Dal 1529 al 1861
      • Peste del 1690
      • Passeggiata nella Monopoli del ‘600
    • IMMAGINI
    • TERRITORIO e POPOLAZIONE
      • L’Abbazia Castello di S. Stefano
      • Cripte
      • Popolazione
    • DIALETTO, CUCINA TRADIZIONI
      • Il dialetto di Giacomo Campanelli
      • Il Dialetto Interpreti Dizionari
      • Detti e Proverbi Monopolitani
      • Cucina Monopolitana
    • SANITA’ e SERVIZI
      • Ospedale S. Giacomo
      • Poliambulatorio Covid Usca Dipartimenti
      • Medici di Medicina Generale / Pediatria
      • Farmacie
      • Cliniche e Laboratori
    • IMPRESE e ASSOCIAZIONI
      • Albo Imprese di Monopoli
      • Associazioni
    • ENTI e FORZE DELL’ORDINE
      • Enti Pubblici
      • Forze dell’Ordine
    • MEDIA
      • Foto
      • Video
  • Comune e Regione
    • COMUNE
      • Amministrazione
      • Delibere Ordinanze e Provvedimenti
      • Determinazioni Ordinanze Permessi a costruire Avvisi Bandi
      • Comunicati Stampa
      • Servizi Comunali
      • Aree Organizzative Uffici Comunali
      • Biblioteca
    • REGIONE PUGLIA
      • Comunicati Regionali e ASL Ba
      • Bollettini Regionali
  • Politica
  • Attualità
  • Arte e Cultura
  • Storia
  • Territorio
  • Salute
    • Comunicati del Sindaco
    • Comunicati Regionali e ASL Ba
    • Bollettini Regionali
    • Coronavirus in Italia
    • Il tempo del coronavirus
    • 2020 anno del Coronavirus
  • Società
  • Economia
  • Sport
No Result
View All Result
  • Storia di Monopoli
  • Rubriche
    • STORIA DI MONOPOLI
      • Storia di Monopoli. Dalle origini all’anno 1042
      • Storia di Monopoli. Dall’Anno 1042 al 1529.
      • Storia di Monopoli. Dal 1529 al 1861
      • Peste del 1690
      • Passeggiata nella Monopoli del ‘600
    • IMMAGINI
    • TERRITORIO e POPOLAZIONE
      • L’Abbazia Castello di S. Stefano
      • Cripte
      • Popolazione
    • DIALETTO, CUCINA TRADIZIONI
      • Il dialetto di Giacomo Campanelli
      • Il Dialetto Interpreti Dizionari
      • Detti e Proverbi Monopolitani
      • Cucina Monopolitana
    • SANITA’ e SERVIZI
      • Ospedale S. Giacomo
      • Poliambulatorio Covid Usca Dipartimenti
      • Medici di Medicina Generale / Pediatria
      • Farmacie
      • Cliniche e Laboratori
    • IMPRESE e ASSOCIAZIONI
      • Albo Imprese di Monopoli
      • Associazioni
    • ENTI e FORZE DELL’ORDINE
      • Enti Pubblici
      • Forze dell’Ordine
    • MEDIA
      • Foto
      • Video
  • Comune e Regione
    • COMUNE
      • Amministrazione
      • Delibere Ordinanze e Provvedimenti
      • Determinazioni Ordinanze Permessi a costruire Avvisi Bandi
      • Comunicati Stampa
      • Servizi Comunali
      • Aree Organizzative Uffici Comunali
      • Biblioteca
    • REGIONE PUGLIA
      • Comunicati Regionali e ASL Ba
      • Bollettini Regionali
  • Politica
  • Attualità
  • Arte e Cultura
  • Storia
  • Territorio
  • Salute
    • Comunicati del Sindaco
    • Comunicati Regionali e ASL Ba
    • Bollettini Regionali
    • Coronavirus in Italia
    • Il tempo del coronavirus
    • 2020 anno del Coronavirus
  • Società
  • Economia
  • Sport
No Result
View All Result
Monopoli Tre Rose
No Result
View All Result

Il senatore Luigi Russo e il maestro Nino Rota

Dal Libro "In Seicento o a spasso con Nino Rota" di Tino Sorino.

by Stefano Carbonara
11 Aprile 2021
in Arte e Cultura
0

Copertina del libro di Tino Sportelli,scrittore di Rutigliano.

0
SHARES
800
VIEWS
Condividi su Facebook

 

Il senatore Luigi Russo, a destra, e il maestro Nino Rota.

Monopoli, 15 giugno 2020

Nino Rota e il senatore Russo a Monopoli

Durante l’isolamento causato dalla pandemia del Covid – 19, ho ripreso in mano le mie carte e ora sono qui, nel centro storico di Monopoli, in vico Acquaviva, davanti alla lapide commemorativa apposta sulla casa di famiglia del senatore Luigi Russo.

Dott. Vito Saponara, nipote di Luigi Russo in Vico Acquaviva, sua abitazione, già residenza del senatore.

Mi accoglie in uno studio del palazzo, tra libri e ricordi, Vito Saponara, nipote del Senatore e cognato di Michele De Palma, l’illustre pittore rutiglianese che mi ha visto crescere e che ho rivisto per l’ultima volta nella sua casa poco distante da qui alcuni anni fa.

Vito è un fiume in piena e io, che mi aspettavo solo qualche piccolo contributo, mi sono trovato con molta sorpresa davanti ad un ricco materiale sparso qua e là sul tavolo, fatto di foto, cartoline, lettere, libri, libretti d’opera, autografi, partiture, CD e manifesti, a testimonianza della grande storia di amicizia tra Nino Rota e il senatore Luigi Russo.

Una lunga storia durata quarant’anni, dal 1939 al 10 aprile 1979, data della scomparsa del grande Maestro.

Del senatore Russo avevo sentito parlare fin da piccolo nei lunghi discorsi sui temi dell’arte e della pittura in particolare, quando il suo nipote acquisito, Michele Depalma, veniva ad intrattenersi a Rutigliano, quasi ogni domenica, a casa mia per incontrare il mio carissimo zio Graziano, suo amico fraterno.

Ora ho avuto tra le mani gli strumenti per conoscere meglio la figura di un monopolitano, Senatore per sei legislature, che lo stesso Nino Rota apprezzò tanto nei suoi dipinti, quasi dispiaciuto che sottraesse così tempo alle sue principali vocazioni.

Nato a Monopoli il 6 gennaio 1904 (così nella biografia scritta dallo stesso nipote Vito Saponara), dopo aver frequentato il Liceo Ginnasio di Conversano, si laurea nel 1927 in lettere all’Università di Napoli, avendo tra i suoi maestri Antonio Sogliano, Emanuele Ciafardini, Francesco Torraca, Guido Manacorda e Enrico Cocchia.  

Mentre frequenta l’Ateneo napoletano, svolge l’attività di istitutore e supplisce i docenti assenti nelle classi dei vari anni di corso dell’annesso convitto.

Dopo la laurea diventa docente di Lettere italiane e Latino sino al 1948, insegnando prima nel Liceo di Conversano da lui frequentato (dall’A.S.1927 – 28 – all’ A. S. 1931 – 32), poi al Liceo “Giuseppe Battaglini” di Taranto (dall’ A.S.1932 – 33 all’A.S. 1933 – 34)  e infine al Liceo “Arcangelo Scacchi” di Bari (dall’A.S. 1935 – 36 al 1948), attività svolta sino all’elezione a Senatore nel collegio di Monopoli.

Oltre all’attività d’insegnamento, è Ispettore onorario ai monumenti e Ispettore bibliografico onorario a Monopoli e in comuni limitrofi; scrive su “La Gazzetta del Mezzogiorno” e “La Gazzetta del Lunedì”, spesso nella terza pagina.

A Monopoli si occupa anche della Biblioteca popolare circolante “Anselmo Marzato” e successivamente promuove e cura l’istituzione nel 1956 dell’attuale Biblioteca comunale “Prospero Rendella”, della quale è a lungo presidente e che arricchisce con donazioni di collane e volumi di pregio.

Nel 1943 diviene il primo presidente della sezione della Democrazia Cristiana a Monopoli; dopo una breve esperienza come consigliere comunale, viene eletto Senatore nel 1948, interrompendo l’attività d’insegnamento e divenendo membro della sesta Commissione permanente (Istruzione pubblica e Belle Arti.   

Nella seconda legislatura ed in parte della terza è segretario della Presidenza del Senato e vicepresidente e poi presidente della sesta Commissione permanente sino alla quinta legislatura.

Nella sesta legislatura fa parte della terza Commissione permanente (Affari esteri) e della Commissione di vigilanza sulla Biblioteca del Senato.

Partecipa inoltre ai lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni dei lavoratori in Italia e, in particolare, della Commissione d’indagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico e del paesaggio.

Si dedica da autodidatta alla pittura, partecipando alla terza Quadriennale di Roma del 1939 e tenendo mostre personali nel 1953 a Bari (con la presentazione di Vittore Fiore), 1966, 1969 e 1979.

Incontra a Taranto nel 1932 il pittore Onofrio Martinelli con cui stabilisce un lungo sodalizio durato sino alla morte dell’amico.

Prende parte a numerose edizioni del Maggio di Bari come  presidente del Comitato organizzatore ed anche come membro o presidente della Giuria.

Si interessa anche alla musica, sempre da autodidatta, creando brevi composizioni e divenendo grande amico dei compositori Nino Rota e Orazio Fiume.

       È per anni Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ospedale “San Giacomo” e dell’Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza di Monopoli: all’interno di questi organi si dedica all’ammodernamento ed all’ampliamento dell’Ospedale e al restauro ed alla ristrutturazione dell’ex Convento dei Cappuccini, che ospita la casa di riposo per anziani. È stato cavaliere dell’Ordine di San Silvestro Papa e gli è stato conferito, su richiesta della Soprintendenza bibliografica per la Puglia e la Lucania, il diploma di prima classe dei Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte, ottenendo la relativa medaglia d’oro; successivamente è entrato a far parte della Commissione nazionale per l’assegnazione di tale titolo. È stato Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e componente dell’Accademia tiberina.

È morto a Monopoli il 5 novembre 1992 nella casa di famiglia in vico Acquaviva.

Monopoli riconoscente per la sua presenza e attenzione costante alle necessità del territorio, gli ha intitolato il Liceo Artistico e Musicale, una Sala nella Biblioteca comunale “Prospero Rendella” e recentemente una Via.

E’ autore di diverse pubblicazioni tra le quali:

  • Quale dei due Palma a Monopoli, Stabilimento Tipografico G. Dipalma, Monopoli, 1929;
  • Lynphis iratis extructa, noterella oraziana, Tipografia Bregante, Monopoli, 1930;
  • L’assedio di Venezia a Monopoli nel 1495, in Rassegna degli Archivi di Stato, anno XXIV, nn. 2-3, maggio-dicembre 1964;
  • Per Onofrio Martinelli, Officine Grafiche A. De Robertis & F., Putignano, 1966;
  • Della Finestra di Petraroli e del Cinquecento a Monopoli, in Studi di storia pugliese in onore di Giuseppe Chiarelli, Mario Congedo Editore, Galatina, 1973;
  • Per Prospero Rendella, amico delle muse, Grafischena, Fasano, 1977;
  • Per Giuseppe Caiati nel centenario della nascita, Tipolitografia-Linotypia Vito Radio, Putignano, 1980;
  • Antonio Bruno, medico e filosofo locorotondese, Società di Storia Patria per la Puglia, Studi e ricerche 3, Grafica Bigiemme, Bari, 1980;
  • Parole e figure d’altri tempi, in Monopoli nel suo passato. Quaderni di storia locale, a cura della Biblioteca Comunale Prospero Rendella, nn. 2-3, 1985;
  • Muzio Sforza, tra Rinascimento e Controriforma, 1542-1597, Società di Storia Patria per la Puglia, Studi e ricerche 6, Puglia Grafica Sud, Bari, 1985;
  • Il carme per Francesco Sforza di Camillo Querno, in Monopoli nell’età del Rinascimento. Atti del convegno internazionale di studi 22, 23, 24 marzo 1985, Città di Monopoli, Biblioteca Comunale Prospero Rendella, 1988;
  • Raffaele Carelli e il Polittico di Polignano, in Monopoli nel suo passato, Quaderni di storia locale, a cura della Biblioteca Comunale Prospero Rendella, 1991;
  • La rosa centofoglie, Vivere In, Monopoli, 1992;
  • Raccolta di poesie, Zaccaria Editore, Monopoli, 2001.
  • Per alcuni versi giovanili di Giuseppe Polignani, in Monopoli nel suo passato, Quaderni di studi locali, a cura della Biblioteca Comunale Prospero Rendella, 2009.

Storia di un’amicizia

Era il 1939 e due giovani professori pieni di speranze e di progetti si incontrarono per la prima volta sul treno Bari – Brindisi, uno proveniva da Monopoli  e l’altro saliva alla stazione di Torre a Mare, entrambi diretti per lavoro a Bari.

Era inevitabile che nascesse tra loro un’empatia, che iniziasse un dialogo che sarebbe durato una vita. Erano due artisti, l’uno, il più giovane, compositore e docente di Armonia e Contrappunto al Liceo musicale consorziale “Niccolò Piccinni” di Bari, l’altro, pittore e docente di Italiano e Latino al Liceo Scientifico Scacchi.

Entrambi laureati in Lettere, erano accomunati dalla stessa passione per la musica e per le arti. L’uno suonava il pianoforte con maestria e l’altro da autodidatta, l’uno scriveva poesia sul pentagramma, l’altro componeva in versi e scriveva di storia e di arte.

Erano Nino Rota e Luigi Russo.

La fine del periodo bellico aprì la strada per l’affermazione di Nino Rota nel campo della musica e del suo insegnamento e di Luigi Russo nel campo dell’attività politica.

Riprende tra loro la corrispondenza fatta di confidenze, di pensieri, di racconti di vita e di lavoro, che si interrompe solo con la morte del Maestro.

Di questo rapporto sopravvivono, però,  al logorio del tempo, solo  49 cartoline, 8 lettere, 1 biglietto di auguri  e due cartoncini illustrati che, se pure non aggiungono molti elementi nuovi al ritratto che è stato fin qui delineato del compositore, rappresentano una ulteriore conferma della sua grande sensibilità d’animo, del grande valore da lui attribuito all’amicizia, della ricchezza dei suoi interessi, della sua attenzione per alcune forme di musica e tradizioni popolari, del suo gusto per il bello anche nella scelta stessa delle cartoline.

Nino Rota all’amico Russo

Attraverso le lettere, Nino Rota apre con sincerità all’amico il suo animo e lo mette al corrente dei suoi impegni e delle sue difficoltà, confidando nella sua amicizia e nel suo aiuto; gli esprime sempre il desiderio di una “visitina”, di una “gitarella” e di “un pellegrinaggio” nei luoghi più amati da entrambi a Monopoli, il rammarico per alcuni appuntamenti mancati e rinviati, per i ritmi frenetici di una vita troppo piena di impegni e scadenze. Un Nino Rota tenero e discreto, mai invadente, pronto a rispondere alle richieste dell’amico e a trovare, comunque, il tempo per accontentarlo. E’ un Nino Rota che scrive le sue lettere di getto, che, talvolta, in conclusione, si scusa per aver scritto qualcosa di diverso rispetto alle sue iniziali intenzioni e della sua insofferenza rispetto ai limiti imposti dalla burocrazia e dalla non ancora raggiunta autonomia del suo Istituto, causa di numerosi problemi, un Nino Rota, ancora, che rivela anche la sua vena poetica nell’esprimere sentimenti e nel rievocare ricordi.

Nella lettera di risposta del 10 gennaio 1955 scritta da Bari (nel periodo in cui è Capo d’Istituto del Liceo musicale Piccinni di via Melo), la prima in ordine cronologico, emerge tutto il dolore di Nino Rota per la perdita della madre: “Che grande perdita, che diminuzione per me! Spero poter dire a voce più di quanto non sappia per iscritto”. E Russo è il “caro amico” che si desidera incontrare, per continuare il dialogo in presenza e ricevere consolazione e conforto.

Bari 10 gennaio 1955

Carissimo Russo,

mi vorrai scusare e comprendere se soltanto ora ti ringrazio dal profondo del cuore delle tue care e sentite parole di rimpianto e di simpatia per la memoria di mia madre. Esse mi sono state tanto più care, pensando alla simpatia entusiastica che essa aveva per te.

Che grande perdita – che diminuzione per me! Spero vederti prestissimo, caro amico, e poter dire a voce più di quanto non sappia per iscritto.

Credimi tuo affezionatissimo

Nino Rota

La lettera del 5 ottobre 1956 che Rota scrive su carta intestata del Liceo musicale consorziale “Niccolò Piccinni”, ancora pareggiato, di cui è direttore, è molto ricca di spunti che aiutano a conoscere meglio le figure dei due amici. Qui si vede anche un Nino Rota diverso, turbato e preoccupato da situazioni conflittuali, dal piccolo incidente, comunque risolto di fronte ad una allieva promettente che rischiava di non essere ammessa, alle grosse questioni dovute agli intralci creati dal dover fare i conti con una Amministrazione pareggiata di un istituto non ancora statale. Un Nino Rota che si affida alle doti di conciliatore dell’amico, auspicando momenti di pace e di serena attività. Con toni elegiaci, infatti, egli esprime la nostalgia per le ore felici trascorse con Russo e con gli amici nella “suprema pace del boschetto accarezzato e piegato dal vento sul litorale di Egnatia”; con fiducia si rivolge all’amico Senatore sempre pronto ad ascoltarlo con la sua sensibilità di artista.  Emerge la capacità del grande musicista di comprendere il rammarico dell’amico costretto a dedicare poco tempo “alla sua vena più autentica” di pittore.

Nelle cartoline ritroviamo il desiderio di incontrare a Monopoli Luigi Russo per poter ammirare e parlare dei quadri più recenti e di dialogare, come di solito, a lungo, sulla loro vita e sui loro progetti futuri.

E Russo appare qui come il regista di incontri indimenticabili tra amici, organizzati con mano “lieve e felice”, come un uomo che, nato poeta e pittore, prestato alla politica, si fa carico, affronta e sa risolvere problemi concreti.

Bari 5 ottobre 1956

Carissimo Russo,

da diversi giorni volevo scriverti per dirti quanto liete e gradite siano state le ore trascorse con te e con gli amici a Monopoli, le care conoscenze di persone e di luoghi indimenticabili, tutto sotto la tua regia, dove si riconosce sempre la mano lieve e felice…Te lo dirò meglio a voce, in un incontro che spero prossimo. A Bari? A Roma?… Soltanto mi appello al tuo senso, squisito nel conciliare anche le cose più difficili, perché tu aiuti questo liceo a raggiungere al più presto l’agognata statizzazione: così soltanto, oltre agli altri vantaggi, si potrà liberare la scuola da pesi e ingerenze inutili, senza ledere nessuno, e impedire l’accumularsi di eredità negative. Su questo terreno – e soltanto su questo terreno – sarà possibile trovare nel Barbanente un punto di fattiva e disinteressata collaborazione. Scusami se questa lettera – che voleva rievocare la suprema pace del boschetto accarezzato e piegato dal vento nel litorale di Egnatia – è andata ad impantanarsi! Mi rimane il debito di un pellegrinaggio a Monopoli per vedere gli altri quadri tuoi – e poterti così ringraziare con più cognizione di causa per tutto il tempo, che sottrai alla tua vena più vera. Alla tua cara Mamma e a tua sorella il mio augurio di bene.

Credimi affettuosamente tuo Nino Rota.

P.S.- Ricordami alla Sig.ra Fiume

Nella n.3 del 29 dicembre 1957 scritta da Roma, quando dirige il Liceo “Piccinni” di Bari, non ancora statizzato, troviamo un Nino Rota che risponde alla lettera del “caro senatore”, ringraziandolo per le sue “espressioni tanto belle” che lo confondono, lo rendono “felice”, provenendo da un artista amico. Un Nino Rota compiaciuto per  ”aver scovato “nelle nebbie di Albione” per la Biblioteca di Monopoli, l’opera di un concittadino di Russo. Ma anche fiducioso di trovare “altro materiale interessante e, forse, da far rivivere”, tempo permettendo, per renderlo ancor più felice.

Roma 29 dicembre 1957

Caro Senatore,

le tue espressioni, tanto belle nei miei riguardi mi confondono; ma, nello stesso tempo, mi giungono gradite, perché vengono da te e dalla tua squisita sensibilità di artista e di amico. E’ stato un piacere per me poter dare alla Biblioteca di Monopoli l’opera di un suo concittadino, scovata nelle nebbie di Albione. E spero, con un po’ più di tempo a disposizione, di poter riunire altro materiale interessante e, forse, da far rivivere. Mi riprometto essere a Monopoli il giorno 4 per festeggiare a dovere il caro amico Fiume; ed avere il piacere così di rivederti, dopo tanto tempo. Mi rincresce molto aver perduto l’occasione di incontrarti l’altra sera alle Coppelle. Grato ancora per l’augurio caro, che mi hai voluto lasciare, ti faccio a mio volta il mio augurio più affettuoso di bene per queste Feste e per il Nuovo Anno.

Tuo affezionatissimo Nino Rota.

Nella quarta lettera di Bari del 29 aprile 1958, stilata durante il periodo di direzione del Liceo “Piccinni”, non ancora statizzato, l’illustre musicista esprime il rammarico di non aver potuto partecipare all’inaugurazione della Biblioteca di Monopoli, di cui la città certamente sarebbe stata sempre grata al Senatore e alla quale augura “vita e sviluppo fecondo”. Qui Nino Rota ci appare nelle vesti di studioso intento ad approfondire la conoscenza dell’opera “Lo funnaco revotato” del musicista monopolitano Giacomo Antonio Francesco Paolo Michele Insanguine (Monopoli 1728 – Napoli 1793), dal cui spartito chiede che sia ricavato il libretto (con la collaborazione di un giovane di buona volontà), per la raccolta di Santa Cecilia e di Rolandi e per successive valutazioni. Un Nino Rota sempre in lotta contro il tempo, alle prese questa volta a Milano con “Il cappello di paglia di Firenze” per la “Piccola Scala”. Di Russo, il nostro compositore sottolinea la “presenza catalizzatrice”, capace di animare ogni evento.

Bari 29.IV.1958

Caro Senatore,

mi è molto rincresciuto non poter partecipare all’inaugurazione della Biblioteca di Monopoli, di cui la tua bella città ti deve essere molto grata e alla quale auguro vita e sviluppo fecondo. Sarà stata certamente una simpatica cerimonia, animata dalla tua presenza catalizzatrice. A proposito di “O’ funnaco revotato” dell’Insanguine, non vi sarebbe, nella Biblioteca stessa, qualche giovane che, a tempo perso, possa trarre dallo spartito il testo del libretto (possibilmente senza aggiungere strafalcioni a quelli che già stanno nell’originale napoletano?). Nelle grandi raccolte di libretti di S. Cecilia e di Rolandi non vi è questo titolo, e sarebbe interessante vedere se è una cosa divertente e che sta in piedi, o meno. Come dicevo: a tempo perso e senza alcuna fretta (volevo farlo io, ma al solito…). Qui siamo in attesa della Commissione per la statizzazione. A Milano stanno preparando, per la “Piccola Scala”, il Cappello di paglia” che dovrebbe andare in scena vicino alle elezioni. Spero vederti presto. Con l’augurio rinnovato per la Biblioteca, ti mando il mio affettuoso saluto.

Nino Rota

Nella lettera n. 5 del 26 giugno 1959 scritta dal direttore Rota su carta intestata del Liceo musicale “Piccinni”(che proprio quell’anno viene trasformato in “Conservatorio di musica di Stato) si può cogliere il sense of humor di un Nino Rota ancor più affaccendato di sempre che avrebbe voluto fare una “gitarella a Monopoli” per porgere di persona gli auguri per San Luigi all’amico, ma non è riuscito, anzi, è sull’orlo di una crisi di nervi, essendo “in arretrato con tutto”, in tono con il ritmo della composizione “La notte di un nevrastenico” che sta terminando per la Rai  di Torino.

Bari 26 VI 1959

Carissimo, grazie del pensiero sempre tanto gradito. Io speravo di fare una gitarella a Monopoli e farti il mio augurio a voce: ma, come al solito, sono in arretrato con tutto, ed ora con un’opera in un atto che deve essere registrata a Torino alla Rai il 7 luglio… e sto terminandola, in mezzo agli esami, ai saggi ecc. Si chiama la “Notte di un nevrastenico”, quindi è intonata al ritmo della composizione… A presto, spero, e davvero!

Credimi tuo affezionatissimo

Nino

Nella lettera n.6 scritta da Firenze il 24 maggio 1961, Nino Rota rivela le sue qualità di “critico d’arte”, grande estimatore delle capacità pittoriche di Luigi Russo, la cui presenza sente più vicina proprio attraverso i suoi quadri, visto che diventa sempre più complicato incontrarsi. Sappiamo anche che lo stesso Senatore era oberato di impegni a livello centrale e locale, ma dalla lettera comprendiamo che ciò non gli impediva di coltivare la sua passione per la pittura.

Firenze 24 V 1961

Carissimo,

ho riavuto il tuo quadro debitamente “riinvetrato”. E’ una cosa veramente bella. Non avevo fatto quasi in tempo a vederlo. Come ti venne l’ispirazione di seminarlo così sulla tua strada? Non potevi farmi dono più gradito. E’ una presenza veramente tua e ti esprime in modo immediato e caldissimo, non so nemmeno dire perché.  Sono a Firenze brevemente per assistere al “Mercante di Venezia” dell’amico Castelnuovo Tedesco. A presto, spero. Rientrerò subito a Bari per la prosecuzione dei saggi.

Affettuosamente

Nino Rota

Nella n. 7 del 27 maggio 1967 scritta dal Conservatorio di Bari, ritroviamo Nino Rota premuroso e attento come sempre verso l’amico Senatore in convalescenza, a cui raccomanda uno dei migliori docenti e collaboratori, scusandosi per aver avuto poco riguardo per il suo stato di salute, ma sicuro del suo proficuo intervento. Per l’occasione usa un’espressione latina: “te adiuvante”. Tra vecchi professori di Lettere ci si intende.

Bari 27 V 1967

Carissimo,

so da Barbanente che sei stato poco bene e me ne rincresco, anche se penso che ora sarai in via di guarigione. Appena saprò che sei nelle condizioni adatte vorrei venire a farti una visitina. E’ gran tempo che non ti vedo! Scusami se, con poco riguardo per la tua convalescenza, ti faccio una raccomandazione: ma so, a mio discarico di coscienza, di essere stato preceduto da Barbanente. Si tratta di Squicciarini Raffaele, nostro insegnante di teoria e solfeggio da molti anni. Credo tu abbia avuto l’appunto che spiega la sua situazione e indica ciò che egli desidera e che sarebbe possibile ottenere per lui, credo senza troppa difficoltà, te adiuvante. Quindi aggiungerò soltanto che è uno dei nostri migliori docenti per zelo e capacità e uno dei collaboratori più attaccati all’Istituto. In attesa di ottime notizie tue, e di presto rivederti, ti mando il mio pensiero e il mio augurio più affettuoso.

Nino Rota

Ho visto l’amico Fiume a Napoli in occasione della sua opera, che è andata molto bene.

Nell’ultima e breve lettera del 20 maggio 1971, la n. 8, Nino Rota esprime ancora una volta il desiderio dell’incontro con l’amico, la cui particolare grafia dai “caratteri ascensionali” riconosce immediatamente e con gioia. Il Maestro conferma, inoltre, la sua partecipazione al Concorso dei giovani allievi presso il Conservatorio di Monopoli (che nasce proprio il primo ottobre dello stesso anno).

Bari 20 V 1971

Carissimo,

mi ha fatto grande piacere rivedere i tuoi caratteri e ricevere il tuo invito. Sarò con gioia domenica a Monopoli per il concorso: mi rallegro molto di partecipare a questo avvenimento e di poterti incontrare!

Affettuosamente

tuo Nino Rota

Alle otto lettere vanno aggiunti:

due biglietti, uno con gli auguri di buon onomastico (Doc. 17) e l’altro, da visita, con un invito ad un concerto da lui diretto (Doc. 18 – 18a);

due cartoncini illustrati, l’uno con gli auguri per le feste natalizie (Doc. 19 – 19a) e l’altro con gli auguri del Primo dell’anno 1960 (Doc. 20 – 20a);

due pieghevoli di invito, il primo, allegato al libretto del “Mysterium Catholicum” (Doc. 21 – 21a – 21b – 21c – 21d – 21e -21f – 21g) di invito alla serata di gala al “Piccinni” con concerto da lui stesso diretto (Doc. 22 – 22a –  22b), il secondo, di invito al concerto all’Eliseo dell’Orchestra del “Piccinni di Bari”, diretto dallo stesso Rota (Doc. 23 –  23a).

Le cartoline di Nino Rota a Russo

Leggendo i testi delle lettere e delle cartoline inviate da Rota a Russo, la prima impressione è che il Maestro abbia conosciuto la città e la campagna monopolitana in diverse occasioni. In realtà non è così ma quelle poche visite hanno lasciato segni profondi per i frequenti richiami a quei luoghi, soprattutto nelle sue cartoline. Per questo ho voluto anch’io conoscerli con una guida dotta ed esperta, che ad ogni tappa non può non rievocare la figura dell’amato zio Senatore, a cui l’intera città deve tanto.

Con Vito Saponara a Monopoli, in città e in campagna, sulle tracce di  Rota e Russo

Questa volta ritorno a Monopoli con l’intento preciso di farmi accompagnare da Vito Saponara, classe 1941, funzionario del Provveditorato agli Studi di Bari in pensione, sui luoghi istituzionali che videro Rota Direttore e Maestro, a partire dal 1971 ed anche in quelli, ameni, frequentati con gli amici, tanto decantati e da lui sognati nelle sue lettere e cartoline indirizzate al senatore Russo. E ciò a prescindere dagli incontri negli anni precedenti in casa Russo fin dagli inizi della loro amicizia.    Prima tappa nel centro storico è l’antico Palazzo Martinelli (XVIII secolo. Foto 1 – 1a), con la loggia in stile veneziano affacciata sul mare che fu  sede nel 1975 delle prime classi del Conservatorio. Poco distante, la Biblioteca comunale “Prospero Rendella” (Foto 2), istituita nel 1954 per forte volontà di Luigi Russo, inaugurata ufficialmente il 21 aprile 1958 dal Ministro della Pubblica Istruzione on. Aldo Moro e successivamente diretta dallo stesso Luigi Russo. Essa si colloca in uno scenario incantevole a pochi metri dal mare, dove ci sembra di avvertire ancora oggi la presenza del Senatore. Egli tanto si adoperò per arricchirla, contando anche su una donazione di spartiti, richiesta allo stesso Nino Rota e, alla sua morte, rinnovata con tanta intensità anche ai suoi eredi (Doc. 2a – 2b – 2c -2d – 2e). Vito, quindi, mi guida verso la chiesa cinquecentesca dei Cappuccini (Foto 3), fondata dall’omonimo ordine insieme all’antico convento, il luogo allora frequentato dagli studenti del Conservatorio perché qui vi alloggiavano anche alcuni pendolari. Essa diventò anche lo sfondo di tante foto di fine anno (Foto 3a – 3b), preziose anche per la presenza di Nino Rota e del  Senatore.

Tappa successiva, la piazza Sant’Antonio, dove si trasferì dal 1990 l’attuale Conservatorio, il “Nino Rota” (Foto 4), all’interno del settecentesco monastero dei Frati Minori, non distante dal monumento dedicato al caro amico e più volte citato nelle cartoline, l’insigne musicista Orazio Fiume (Foto 5). Qui, nei giardini, all’esterno del Conservatorio, incontriamo, protetti dalla mascherina, a causa della pandemia, il Maestro Gianpaolo Schiavo, amico di Vito Saponara e attuale docente, che un tempo ne fu anche direttore, oltre ad esserlo stato di Bari.

Sull’onda di una flebile musica proveniente da lontano, il Professore assicura la sua collaborazione, promettendo di mettermi in contatto con chi, avendolo conosciuto a Monopoli, può ancora oggi conservare foto e documenti di Nino Rota, utili alla ricerca: il prof. Angelo Giangrande, presidente della locale associazione “Amici della Musica”, il prof. Nicola Scardicchio, docente di Estetica e Storia della Musica presso il “Piccinni”, “biografo ufficiale del Maestro” e il M° Michele Cellaro, contrabbassista, da poco in pensione.

Intanto tutto è fermo e immobile davanti a noi per la forzata chiusura e mentre il M° Schiavo si allontana, scaccio ogni triste pensiero sull’onda di una marcetta di “Otto e mezzo” che all’improvviso invade la mente.

Non ci resta ora che uscire da Monopoli e raggiungere, in contrada Antonelli, sulla collina a quattrocento metri di altitudine, il Santuario diocesano di Maria Santissima Regina del Mondo (Foto 6). Qui, fin dal 1950, data di completamento della chiesa, durante la Sacra rappresentazione ispirata all’Epifania, arrivavano i Re Magi (Foto 6a – 6b), mentre gli angeli trombettieri diffondevano quegli squilli, le cui note, per l’edizione 1957, furono scritte dallo stesso Nino Rota, su richiesta dell’amico Luigi Russo. Squilli di tromba che da allora il Maestro associò sempre al Natale monopolitano (Foto 6c) e che rendevano unico quel presepe vivente (Foto 6d), animato dal parroco e dai parrocchiani con la collaborazione delle Istituzioni e vissuto già dallo stesso Rota a quei tempi come “irreale”. Da quell’Epifania era immancabile nelle cartoline d’augurio il ricordo dei Re Magi e il rimpianto, a causa dei suoi incalzanti impegni, per non essere potuto tornare a rivivere quella magica esperienza che di anno in anno, fino ad oggi, si ripete nel nome del suo ispiratore, Luigi Russo. Egli aveva avuto la felice intuizione, partecipando nel Tarantino ad una analoga Sacra Rappresentazione dei Magi, di farla rivivere in contrada Antonelli, nel Barese, utilizzando lo stesso testo rudimentale che via via si è trasformato nel tempo insieme con tutto il contesto.

E questo lo si deve all’abnegazione e all’impegno di Maria Marzolla, da tempo regista e autrice dei testi che vengono attualizzati e oggi interpretati da ben 120 attori. Ed è lei stessa ad affermare che Indimenticabile rimane tra tutte l’edizione del 1960, quando a scrivere le parti fu la poetessa Rosella Mancini.

Ma davanti e dietro le quinte (Foto 6e) c’era sempre il Senatore Russo che per anni si fece carico anche delle spese (Doc. 6f) e la pubblicizzò invitando gli amici più cari. Chissà se nella parte de “La vita di Maria”(1969 -70- Foto 6ff) sul tema del Natale e dell’Epifania, Nino Rota non si sia lasciato ancora una volta andare alle emozioni e al ricordo della Sacra Rappresentazione di contrada Antonelli.

Le cartoline

A mantenere vivi i legami tra i due amici nei periodi di difficoltà di incontro, bastavano le cartoline, le lettere e i biglietti.

Le cartoline di Nino Rota giungevano all’amico Russo con cadenza certa ad ogni anniversario, ad ogni ricorrenza, piene di affetto e di attenzione, scritte non con le solite formule rituali di circostanza e senza fantasia ma spesso riempite all’inverosimile con testi carichi di sentimento e di nostalgia per incontri tanto desiderati, ma sempre più difficili da concretizzare. Con la regia di Luigi Russo, più volte riconosciuta nelle cartoline da Nino Rota, si era costituito un cenacolo artistico a quattro, quando fu allargato ai due amici d’infanzia del Senatore, il musicista Orazio Fiume (Foto 6g – Doc. 6gg) e il pittore Onofrio Martinelli (Foto 6h- 6i). Un sodalizio che lega Nino Rota a Monopoli e che qui favorirà la nascita della prestigiosa Istituzione del Conservatorio il 1° ottobre 1971.

Qui di seguito vengono riportate solo 47 (dalla cartolina 7 alla 53), tra le tante cartoline inviate da Nino Rota al suo amico Senatore, dal 1939 al 1976, più una firmata Mariella Rota. Sono andate perse quelle relative al periodo 1940 – 1955. Anche le cartoline in sé meritano attenzione, in quanto denotano la particolare cura nella scelta e comunque hanno un valore storico – collezionistico. Nino Rota è attento a deliziare il suo amico Russo con ritratti di grandi maestri, dipinti di Santi, palazzi, castelli (dall’estero), templi, piazze, fontane, anfiteatri, vedute artistiche, teatri…consapevole del comune amore per il Bello e per l’Arte.

Cartolina fronte – retro 7 -7a

Luogo e data: Parma. Manca la data (l’anno, il 1939, è, però, desumibile dal timbro postale su cui è impresso il numero 18 che sta per 18° dell’Era Fascista, i cui inizi risalgono al 1921).

Destinatario: Prof. Luigi Russo fu Leonardo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Taverna S. Ambrogio, Borgo S. Ambrogio, 3.

Testo: Eccomi a Parma, e in buona compagnia! Care cose da Nino Rota, Orazio Fiume, G. Gavazzeni.

Note o particolarità: Nino Rota, non ricordando l’indirizzo dell’amico Senatore, usò quello del padre (Segretario comunale di Monopoli), segno di un legame di amicizia già solido, per assicurarsi l’arrivo della missiva.

La cartolina è firmata anche da due suoi amici: Orazio Fiume e G. Gavazzeni.

Cartolina fronte – retro 8 – 8a

Luogo e data: Venezia. 31 – I – 1956.

Destinatario: Ill Sig Sen. Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Isola di S. Clemente.

Testo: Carissimo, e così è andata anche a Venezia il “Cappello di paglia”! Dopo un laborioso periodo di preparazione ne è risultata una esecuzione quasi perfetta, musicalmente e scenicamente. Peccato non si possa ripeterlo pari pari in qualche altro posto più a portata di mano! Spero rivederti presto e ti invio, sulla via del ritorno, il mio affettuoso saluto

Nino R.

Note o particolarità: Soddisfazione, amarezza e nostalgia per la lontananza dagli amici.

Cartolina fronte – retro 9 – 9a

Luogo e data: Milano. 22 II 1956.

Destinatario: Ill Sig. Sen. Prof. Luigi Russo, Albergo Santa Chiara, Roma.

Raffigurazione: Teatro alla Scala. Rappresentazione della “Traviata”.

Testo: Affettuosi pensieri da Milano

Nino Rota.

Note o particolarità: “Quando il Senatore era a Roma per impegni politici, sceglieva sempre come sua residenza questo albergo che si trovava a pochi metri dal Pantheon, vicino a Piazza Navona e al Palazzo del Senato; era comodo e nello stresso tempo era diventato per noi l’albergo di famiglia”, così il ricordo del nipote Vito Saponara.

Cartolina fronte – retro 10 – 10a

Luogo e data: Pisa.16 agosto 1956.

Destinatario: Ill Sen. Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: “La Maddalena”, opera di Simone Martini. Chiesa di S. Caterina.

Testo: Sarò a Bari dopo il 20 settembre. Ti troverò a Monopoli? Affettuosamente Nino Rota.

Note o particolarità: Quando non c’erano i telefonini e la cartolina diventava un mezzo immediato di comunicazione.

Cartolina fronte – retro 11 – 11a

Luogo e data: Rocca di Papa. 14 – IX – 1956.

Destinatario: non indicato.

Raffigurazione: Opera di Pier Paolo Rubens (particolare), Palazzo Ducale di Mantova.

Testo: Carissimo, anch’io mi riprometto a fine settembre una giornata a Monopoli, alla quale rimando ogni ulteriore discorso. Mi rincresce apprendere che tua madre non sia stata bene, e immagino quanto ne abbia risentito anche tu. Sono a Rocca di Papa, per fuggire la pesante calura romana per alcune ore del giorno. Grazie della lettera: rivedo sempre con piacere i tuoi ascensionali caratteri! Nell’attesa di presto rivederti ti mando, anche per la salute di tua madre, il mio augurio affettuoso

Nino R.

Note o particolarità: Questa cartolina, scritta di pugno da Nino Rota per il suo caro amico Russo, è priva di francobolli, intestazione e timbro di spedizione. Probabilmente sarà stata recapitata a mano o inviata in una busta.

Vi si esprime il piacere di Nino Rota alla sola vista dei particolari “caratteri ascensionali” della scrittura dell’amico. L’affetto per Lui lo porta anche a preoccuparsi della salute di sua madre.

Cartolina fronte – retro 12 – 12a

Luogo e data: Parma. 20 gennaio 1957.

Destinatario: Ill Sig sen. Prof Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: Duomo e Battistero.

Testo: Caro Russo, dopo l’arrivo dei Re Magi avrei voluto salutarti, ma gli impazienti amici, che chiedevano di ripartire per Roma, mi hanno caricato in macchina …e via! La “rappresentazione”, e lo spirito in cui si è svolta, ha incantato tutti e me in particolare…pareva una cosa irreale ai tempi nostri! Lo splendore della giornata e dell’ora l’hanno avvolta in un’atmosfera indimenticabile. Scrivo in treno. Spero rivederti all’ “Aiace” di Fiume venerdì…se tutto andrà come spero. Credimi tuo affezionatissimo Nino R.

Note o particolarità: Primo riferimento alla Sacra Rappresentazione dei Magi di contrada Antonelli a Monopoli.

Cartolina fronte – retro 13 -13a

Luogo e data: Karlsruhe (Germania). 28 – II – 1957.

Destinatario: Ill Sen. Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari), Italien.

Raffigurazione: Il castello, nel cuore della città, e il parco, uno dei più belli dello Stato germanico.

Testo: Un pensiero affettuoso da Karlsruhe, dove ieri sera è andato in scena il “Cappello di paglia” in una esecuzione tedescamente deliziosa – accolta entusiasticamente dal simpatico pubblico. A presto! Affezionatissimo Nino R.

Note o particolarità: ironia e compiacimento per l’accoglienza da parte del “simpatico (…ma esigente…) pubblico”, tedesco.

Cartolina fronte – retro 14 – 14a

Luogo e data: Bari.Pasqua 1957.

Destinatario: Ill Sig Sen. Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: Scorcio panoramico dall’aereo.

Testo: Grazie del caro pensiero e arrivederci …giovedì. Auguri! Nino R.

Cartolina fronte – retro 15 – 15a

Luogo e data: Roma. 6 maggio 1957.

Destinatario: Senatore Prof. Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Tempio di Vesta.

Testo: Caro Senatore, il ricordo della giornata trascorsa a Monopoli – e specialmente dei tuoi quadri – mi è rimasto nell’animo. Te ne sono grato, A presto. Affettuosamente Nino Rota.

Note o particolarità: Così il ricordo di quella visita impresso nella memoria di Vito Saponara ragazzo: “Mio fratello Leonardo, le mie sorelle Marisa e Lucia ed io, abitavamo con lo zio Luigi e i miei genitori al primo piano di una casa in vico Acquaviva n.11, nel centro storico di Monopoli. Incontrai Nino Rota a casa mia fu quando il Maestro venne a trovare mio zio Luigi. Soltanto una volta lo vidi salire al secondo piano, dove abitava col marito mia zia Teresa, sorella grande di zio Luigi, quando Nino Rota volle vedere anche gli altri suoi quadri. Di solito Nino Rota si fermava dallo zio Luigi sempre al primo piano, nel suo salotto arredato oltre che con i suoi dipinti anche con quadri e mobili antichi. Qui, intorno al pianoforte (Crown piano della ditta Geo P Bent Mfr, Chicago U.S., acquistato dallo zio negli anni ’50 del ‘900) i due amici trascorrevano insieme momenti di relax tanto desiderati, suonando qualche piacevole motivetto e chiacchierando del più e del meno. LI vedevo felici e sorridenti.

Cartolina fronte – retro 16 – 16a

Luogo e data: Roma. Manca la data (la cartolina è stata spedita non prima del 1957, anno della sua stampa).

Destinatario: Ill Sen Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Pantheon, non distante dalla residenza romana di via delle Coppelle.

Testo: Auguri affettuosi, con l’augurio supplementare (non principale) di poter presto trascorrere qualche ora con te! Nino R.

Note o particolarità: Cartolina d’augurio all’amico, non per una ricorrenza, ma perché ci si possa presto ritrovare insieme.

Cartolina fronte – retro 17 -17a

Luogo e data: Milano. 12 – VII – 1957.

Destinatario: Ill  Sig Sen Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Interno del Duomo.

Testo: Speravo poterti ringraziare a voce del pensiero e dell’augurio, ma, col caldo, si sono accumulate tutte le cose che stavano in attesa – ed eccomi a Milano, per tornare a Bari lunedì. Caramente Nino Rota.

Note o particolarità: Nessuna: c’è sempre un Nino Rota assillato da un cumulo di impegni e da continui trasferimenti: Roma, Milano, Bari ecc.

Cartolina fronte – retro 18 – 18a

Luogo e data: Milano. Senza data (si può comunque risalire all’anno 1958, per il riferimento alla messa in scena con grande successo de “Il cappello di paglia di Firenze” per la regia di Giorgio Strheler).

Destinatario: Ill Prof. Sen. Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Piazza Mercanti e Loggia degli Osii.

Testo: quante volte ho pensato di mandarti un saluto e un augurio in questo, per me, movimentato periodo! Lo faccio ora da Milano, dove stanno mandando il “Cappello” per la televisione. A presto spero! Affettuosamente Nino R.

Note o particolarità: Soddisfazione per la messa in onda in televisione del “Cappello di paglia”.

Cartolina fronte – retro 19 – 19a

Luogo e data: Bari. Senza data (E’ il 1958, l’anno a cui si riferisce la cartolina, l’anno dei disturbi causati da un’epatite).

Destinatario: Ill Sig Sen. Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Circolo Canottieri Barion.

Testo: Carissimo, sono ancora a letto. I miei disturbi non erano che l’incubazione di una epatite! Ora sto meglio – anzi mi sento bene. Ora si tratta di surgere…e poi di ambulare. Con juicio! Tanti cari saluti affezionatissimo Nino R.

Note o particolarità: Rota confessa all’amico i disturbi, dovuti all’epatite che lo hanno costretto a letto e, quindi, a diradare i suoi impegni. Ma gli annuncia che comunque sta meglio e che già sta pensando alla ripresa. Parlando, poi, da erudito a un dotto come Luigi Russo, condensa con un sorriso i piccoli passi che intende fare con una espressione latina: surgere, ambulare ma con Juicio.

Cartolina fronte – retro 20 – 20a

Luogo e data: Milano. 3 – IV – 1959.

Destinatario: Ill Sen. Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Fontana di S. Francesco.

Testo: Carissimo, sono a Milano, dove si riprende il “Cappello di paglia” e dove fa anche bel tempo! Spero rivederti presto – e se Roma non sarà galeotta, verrò a Monopoli. Credimi affezionatissimo Nino R.

Cartolina fronte – retro 21 – 21a

Luogo e data: Venezia. 18 – IX – 1959.

Destinatario: Ill Sig  Sen Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

raffigurazione: Piazza S. Marco. Piccioni in volata.

Testo: Dopo un’estate non poco laboriosa spero in un autunno più tranquillo e in una desiderata “rimpatriata” – affettuosamente ricordandoti

Nino.

Note o particolarità: Nel turbine della sua vita, l’oasi sognata della “rimpatriata” tra amici a Monopoli. In poche parole, un mondo.

Cartolina fronte – retro 22 – 22a

Luogo e data: Parigi. Senza data (in compenso, sul timbro postale è ben visibile stampata questa data: 1 -12 – 1959).

Destinatario: Ill Sen Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari) (Italie).

Raffigurazione: Portale di Notre Dame.

Testo: Un affettuoso pensiero da l’Ile de France, con questi bei Santi? Nino R.

Note o particolarità: I bei Santi a cui allude Nino Rota non sono altro che dodici statue, sei per lato, raffiguranti i dodici Apostoli, collocate nella parte inferiore della strombatura, realizzate tra il 1853 e il 1856 da diversi artisti sotto la direzione di Adolphe Geoffroy – Dechaume e di Eugène Viollet – le Duc.

Ancora una volta si intravede la sottile ironia del Maestro.

Cartolina fronte – retro 23 – 23a

Luogo e data: Londra. 30 – IX – 1960.

Destinatario: Sen Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari), Italy.

Raffigurazione: The Bullfight (1901), Olio dipinto da Pablo Picasso raffigurante una corrida.

Testo: affettuosi pensieri da Londra

Nino Rota.

Cartolina fronte – retro 24 – 24a

Luogo e data: Torino. Senza data (ben visibile è invece soltanto l’anno di emissione del francobollo dedicato all’Europa, stampato il 1960).

Destinatario: Ill Prof Sen Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: “Il trionfo della castità”, opera di Cosimo Rosselli (Firenze 1439, 1507), presso la Galleria Sabauda.

Testo: Un caro saluto da Torino

Nino R.

Note o particolarità: il destinatario per Nino Rota non è l’illustre politico, ma il raffinato pittore, amante di ogni forma d’arte.

Cartolina fronte – retro 25 – 25a

Luogo e data: Roma. Pasqua 1961.

Destinatario: Ill Senatore Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Angelo annunziante, di Masolino (1425), affresco nella chiesa di S. Clemente.

Testo: Un augurio affettuoso col vivo desiderio di presto incontrarti! Nino R.

Cartolina fronte – retro 26 – 26a

Luogo e data: Anacapri. 1 – 1 – 1962.

Destinatario: Ill Sig Sen. Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: Cava Rio e Belvedere.

Testo: Nella pace solenne di questa natura ti penso con il mio augurio. Grazie del tuo. Spero essere a Monopoli per l’arrivo dei Re Magi!

Nino R. Saluti Titina.

Note o particolarità: Secondo riferimento alla Sacra Rappresentazione dei Magi di contrada Antonelli a Monopoli.

Si rinnova, come in un ritornello, il desiderio di rivedere “l’arrivo dei Re Magi”.

Cartolina fronte – retro 27 – 27a

Luogo e data: Bergamo. Pasqua 1962.

Destinatario: Ill Sen. Prof Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: Ritratto di giovane artista, del pittore Vittore Ghislandi detto fra’ Galgario (1655 – 1743), opera custodita presso la Pinacoteca dell’Accademia Carrara.

Testo: ricambia la tua gradita visita (per ora) questo giovane pittore: in attesa che la ricambi un meno giovane, ma affezionato musicista

Nino.

Note o particolarità: Nino Rota, partendo dallo spunto fotografico, usa espedienti retorici per dire semplicemente che spera di incontrarsi presto con l’amico.

Cartolina fronte – retro 28 – 28a

Luogo e data: Vicenza. Senza data (dal timbro postale si evince la data del 24 – IX – 1962).

Destinatario: Ill Prof Sen Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: La scena (Palladio, 1582). Teatro Olimpico.

Testo: Un saluto da Vicenza, affezionato Nino R.

Cartolina fronte – retro 29 – 29a

Luogo e data: Greccio. Senza data (Sul timbro postale sono ben visibili il mese (XII) e il giorno (22), mentre incerto appare l’anno poco decifrabile (1962?).

Destinatario: Ill Senatore Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Il Presepio. Santuario di Greccio.

Testo: Alle fonti del Presepio! Auguri affettuosi Nino.

Cartolina fronte – retro 30 – 30a

Luogo e data: Roma. Natale 1962.

Destinatario: Ill Sig Prof Sen. Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: Statua di S. Pietro. Interno della Basilica di S. Pietro.

Testo: molti, molti affettuosi auguri   Nino   P.S. E gli squilli di tromba? Sto scrivendone tanti per il film di Fellini! che temo m’impedisca di venire a Monopoli per l’Epifania, come desidererei.

Note o particolarità: Terzo riferimento alla Sacra Rappresentazione dei Magi di contrada Antonelli a Monopoli.

Qui c’è un raro richiamo alla collaborazione con Fellini, il cui nome è quasi assente nella corrispondenza e nelle comunicazioni tra amici, secondo Jean Balnchaert, parente del Maestro.

Qui, c’è anche il Nino Rota amante del folklore e delle tradizioni, specie di quelle pugliesi, che nella sua creatività non dimentica le sonorità popolari o la musica delle bande.

Cartolina fronte – retro 31 – 31a

Luogo e data: Bari. Pasqua 1963.

Destinatario: Illustre Sen Prof Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: Vecchia Bari. Corte del Catapano.

Testo: Buona Pasqua! Auguri affettuosi con la speranza di rivederti presto

Nino R.

Cartolina fronte – retro 32 – 32a:

Luogo e data: Venosa (Potenza). Senza data (ma sul timbro si legge quella di spedizione: 29 – IV – 1963).

Destinatario: Ill Sen Prof Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: Anfiteatro.

Testo: Quale gentile pensiero il tuo? L’ho immensamente gradito. Sono queste le più belle soddisfazioni. Un caro saluto agli amici ascoltatori e a te, con l’augurio di presto rivederti. Tuo affezionatissimo Nino R.

Cartolina fronte – retro 33 – 33a

Luogo e data: Assisi. Senza data (quella impressa sul timbro postale è del 30 – 8 –  1963).

Destinatario: Sen. Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Stalletta dove nacque S. Francesco.

Testo: Mi rincresce non averti veduto a Bari in luglio! Un affettuoso pensiero da Assisi

Nino.

Cartolina fronte – retro 34 – 34a

Luogo e data: Copenaghen (Danimarca). 11 – X – 1963.

Destinatario: Ill Senatore Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari) (Italy).

Raffigurazione: Museum of Modern Art, a 35 chilometri a nord di Copenaghen.

Testo: affettuosi pensieri da Copenaghen e dintorni! Nino R, Tonino, Rosanna.

Note o particolarità: Oltre alla firma di Nino Rota, compare anche quella di Tonino Barbanente, presidente del Conservatorio “Piccinni” di Bari e quella di “Rosanna”, non identificabile.

Cartolina fronte – retro 35 – 35a

Luogo e data: Milano. 29 – XII – 1963.

Destinatario: Ill. Prof Sen. Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Particolare del Duomo.

Testo: I più affettuosi auguri di Nino Rota. P.S. I Re Magi sono già in cammino?

Note o particolarità: Un quarto vivace riferimento alla Sacra Rappresentazione di contrada Antonelli a Monopoli.

A sette anni di distanza è ancora vivo il ricordo della suggestiva scena dei Re Magi.

Cartolina fronte – retro 36 – 36a

Luogo e data: Bari. 23 – V – 1964.

Destinatario: Ill. Prof Sen Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Sedile dei Nobili. Panorama di Bari Vecchia.

Testo: Carissimo, da tanto tempo ho in serbo per te il mio grazie per le tue parole in occasione del Nastro d’argento (di buona memoria ormai!). Nelle tue espressioni sai sempre trovare la via che va più diritta al mio cuore…E’ questo il tonico più efficace per andare avanti e lo accolgo a piene mani! A presto, spero. Affettuosamente Nino R.

Note o particolarità: Il testo si caratterizza per le espressioni poetiche di cui è ricco.

Cartolina fronte – retro 37 – 37a

Luogo e data: Londra. 21 – I – 1965.

Destinatario: Ill Prof Sen Luigi Russo, Monopoli (Bari) Italy.

Raffigurazione: Molo di Westminster sul fiume Tamigi.

Testo: Pensieri e affettuosità da Londra

Nino Rota.

Cartolina fronte – retro 38 – 38a

Luogo e data: Torre del Lago Puccini. Senza data (rilevabile quella sul timbro postale, 17 –  VIII – 1965).

Destinatario: Ill. Prof Sen. Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Villa Maestro Puccini.

Testo: dal bel laghetto di Massaciuccoli, all’ombra di Puccini, pensieri affettuosissimi

Nino.

Note o particolarità: Poche parole poetiche, dense di affetto.

Cartolina fronte – retro 39 – 39a

Luogo e data: Treviso. 27 – 12 – 1965.

Destinatario: Ill Sig Prof Sen Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: Piazza Duomo.

Testo: A Treviso per ascoltare, alla Messa di Natale, una mia Messa eseguita dal coro della cappella diretto da un Monsignore ottantaduenne magnificamente. Una bella festa! Se non mi troverò troppo lontano verrò all’Epifania monopolitana! Auguri e affettuosità Nino R.

Note o particolarità: Quinto riferimento alla Sacra Rappresentazione di contrada Antonelli a Monopoli.

Un appuntamento puntualmente mancato che diventa, ormai, quasi un sogno irraggiungibile, “l’Epifania monopolitana”, a nove anni di distanza dalla sua partecipazione.

Una presenza assicurata a Treviso per ascoltare una sua Messa di Natale eseguita “magnificamente”.

Cartolina fronte – retro 40 – 40a

Luogo e data: Perugia. 26 – IX – 1966.

Destinatario: Ill Sen. Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Fontana Maggiore – Particolare.

Testo: Il tuo pensiero mi giunge sempre tanto tanto gradito! Spero vederti prestissimo. Ho ripensato spesso ai tuoi quadri che riuniti nella bella mostra di Bari mi hanno lasciato una durevole impressione. Vorrei poterli rivedere ogni tanto, quando ho bisogno. Affettuosamente Nino Rota.

Note o particolarità: Un Nino Rota immancabile al richiamo dell’Arte, che trova anche il tempo per partecipare alla mostra di pittura del suo amico a Bari e che fa tenerezza quando esprime il desiderio di poter rivedere le sue opere nei momenti difficili.

Cartolina fronte – retro 41 – 41a

Luogo e data: Pompei. 12 – III – 1967.

Destinatario: Senatore Luigi Russo.

Raffigurazione: Scavi di Pompei. Villa dei Misteri – la lettura dell’iniziata.

Testo: Carissimo, esisto ancora….e sto bene (anche se tossicolento da più di un mese) e il mio lungo silenzio non è dovuto che….alla speranza di ritrovarmi con te o a Roma o a Bari o a Monopoli, e poter darti notizie a voce. Volevo dirti che ho letto d’un fiato la vivissima e commoventissima rievocazione del grande Onofrio: non potevi rendere tributo più nobile, nella sua semplicità, all’amico o all’artista. Sono stato a Milano per la ripresa del balletto “La strada” alla Scala: ripresa che sarà seguita da molte repliche; mi piacerebbe tu potessi vederlo: è riuscito uno spettacolo fuori dal comune e fuori anche dalla “routine” scaligera. Domenica prossima (delle Palme) sarà eseguito il mio “Mysterium” (a proposito di Misteri) che tu conosci – con la direzione di Previtali all’Auditorium di S. Cecilia. Ora sai tutto di me. Spero vederti presto. AffezionatIssimo Nino R.

Note o particolarità: Lettera scritta sul retro di una cartolina, senza francobolli né timbro postale, dove, dopo un lungo silenzio, Nino Rota torna a parlare di sé, della sua salute precaria, delle soddisfazioni derivanti dalla messa in scena di alcuni suoi lavori e soprattutto della “vivissima e commoventissima rievocazione del grande Onofrio”.

Un commosso richiamo alla morte del grande pittore Onofrio Martinelli, amico, fin dai tempi dell’insegnamento a Taranto, di Luigi Russo e, di conseguenza, diventato nel tempo anche amico di Nino Rota.

Cartolina fronte – retro 42 – 42a

Luogo e data: Venezia. 19- Nov. 1967.

Destinatario: On. le Senatore Prof Luigi Russo, Senato della Repubblica Palazzo Madama, Roma.

Raffigurazione: Ponte di Rialto.

Testo: Un caro, affettuoso ricordo

Nino Rota

dopo l’esecuzione di un bel “Concerto” dell’amico: Orazio Fiume.

Note o particolarità: Apprezzamento del concerto del comune amico Orazio Fiume che controfirma la cartolina.

Cartolina fronte – retro 43 – 43a

Luogo e data: Matera. 17 – VII – 1968.

Destinatario: Ill. Prof Sen. Luigi Russo, Monopoli.

Raffigurazione: Cripta rupestre del Peccato S. Michele Arcangelo – particolare (sec. VIII).

Testo: Quest’anno la mia penna ha avuto un “blocco” ancor più grave che negli anni precedenti…non è arrivata nemmeno a precederti nell’augurio – come era suo dovere e mio desiderio – e nemmeno a seguirti in un tempo plausibile! Ma l’augurio e il pensiero ci sono sempre e molto affettuosi

Nino.

Note o particolarità: Espediente retorico per parlare in maniera poetica ed affettuosa al dotto amico Russo.

Cartolina fronte – retro 44 – 44a

Luogo e data: Mosca. 23 – XII – 1968.

Destinatario: Ill Prof Sen. Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Gran Palazzo del Cremlino.

Testo: Infiniti affettuosi auguri da Mosca

Nino Rota.

Note o particolarità: Sotto l’intestazione del destinatario, Rota ha anche indicato i suoi dati di residenza nella capitale sovietica: Nino Rota – URSS – Mosca – “Rossia”- 8° piano n. 254.

Cartolina fronte – retro 45 – 45a

Luogo e data: Venezia. 18 – IX – 1969.

Destinatario: Senatore Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Palazzo Ducale. Il Cortile.

Testo: affettuosi pensieri da Venezia

Nino Rota.

Cartolina fronte – retro 46 – 46a

Luogo e data: Palermo. 2 – II – 1970.

Destinatario: Ill Sig Sen. Prof. Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Cattedrale – Abside.

Testo: Sono a Palermo, dove venerdì 6 (- 8 – 10 – 12 – 14) andrà in scena la mia nuova “Visita meravigliosa”. Mi è rincresciuto che una “siderale”, che mi ha tenuto chiuso in Conservatorio per tutte le feste, mi abbia impedito di venire a Monopoli per l’Epifania. A presto, spero! Affettuosamente Nino R.

Note o particolarità: Sesto riferimento alla Sacra Rappresentazione di contrada Antonelli a Monopoli.

Uso del termine “siderale” nella accezione rara di freddo intenso che lo ha costretto a rimanere in Conservatorio a Bari “per tutte le feste”.

Cartolina fronte – retro 47 – 47a

Luogo e data: Londra. 15- VII – 1970.

Destinatario: Ill Prof Sen Luigi Russo, Monopoli (Bari) Italy.

Raffigurazione: Big Ben del Palazzo di Westminster, conosciuto anche come Houses of Parliament.

Testo: Molti affettuosi pensieri da Londra

Nino R.

Cartolina fronte – retro 48 – 48a

Luogo e data: Roma. 23 – VI – 1971.

Destinatario: Senatore Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Olio “Bambini che giocano a dadi” di Bartolomé Estéban Murillo (1618 – 1682), conservato presso l’“Alte Pinakothek” di Monaco di Baviera in Germania.

Testo: pensieri e auguri molto affettuosi anche se posticipati!  Nino R.

Cartolina fronte – retro 49 – 49a

Luogo e data: Foggia. S. Luigi 1973.

Destinatario: Ill. Sen. Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Riviera Sud Gargano – Baia dei Mergoli – I Faraglioni.

Testo: Foggia – S. Luigi 1973. Molti affettuosi auguri! Nino R.

Cartolina fronte – retro 50 – 50a

Luogo e data: S. Francisco (Nord della California, Stati Uniti). Novembre 1974.

Destinatario: Ill Prof Sen Luigi Russo, Monopoli (Bari) (Italy).

Raffigurazione: Aeneas Escapes Burning Troy, Initial A from the opening of Virgil’s Aeneid, on vellum, Italian Manuscript in Latin; Florence, c.1400 (HM 1036), Huntington Library, Art Gallery and Botanical Gardens, San Marino, California 9II08.

Testo: Affettuosi pensieri da queste lontane e non vicinissime lande

Nino R.

Note o particolarità: La scelta della cartolina che rappresenta la prima pagina di un antico manoscritto dell’Eneide è un segno del legame profondo con le radici della sua cultura ed è ciò che lo accomuna all’amico Russo.

Cartolina fronte – retro 51 – 51a

Luogo e data: Kyoto (Giappone). 11 – VII – 1975.

Destinatario: Senatore Prof. Luigi Pinto, Monopoli, Bari (Italia).

Raffigurazione: Tempio Jakko – in.

Testo: dal Giappone un affettuoso pensiero, Nino R.

Cartolina fronte – retro 52 – 52a

Luogo e data: Londra. 25 – VIII – 1975.

Destinatario: Ill. Prof Senatore Luigi Russo, Monopoli (Bari) – Italy.

Raffigurazione: Molo di Westminster sul fiume Tamigi.

Testo: Carissimo, avrei voluto scriverti, ma ho avuto un periodo intenso di lavoro. L’esposto che mi hai mandato mi ha stupito perché l’insegnante di flauto, il prof. Minella, è uno dei più fidati sia didatticamente che artisticamente e di grande fiducia. Sarò presto a Bari e ti assicuro che guarderò la cosa con la massima attenzione e cercherò di risolverla come meglio potrò. Scusa la fretta! Molto affettuosamente ti saluto

Nino.

Note o particolarità: Un Nino Rota nelle vesti del dirigente del Conservatorio di Monopoli che da Londra assicura attenzione alla soluzione di un problema amministrativo, presentatogli dall’amico Senatore.

Cartolina fronte – retro 53 – 53a

Luogo e data: Tokyo (Giappone). 23 – IV – 1976.

Destinatario: Sen. Prof Luigi Russo, Monopoli (Bari), (Italy).

Raffigurazione: Santuario shintoista Hie Shrine.

Testo: pensieri affettuosissimi dal Giappone

Nino R.

Salutami tutta la scuola musicale di Monopoli!

Note o particolarità e note: Un pensiero dal Giappone all’indimenticato Conservatorio di Monopoli.

Cartolina fronte – retro 53b – 53c di saluti da Roma, inviata il 9 febbraio 1978 al Senatore Russo non dall’amico Nino, ma da due mittenti. Di essi è leggibile solo il nome Mariella Rota.

Il momento della rievocazione

 Per i due amici, il momento della commemorazione avviene in tempi diversi. Rota muore improvvisamente il 10 aprile 1979 all’età di 68 anni (Doc. 54-54a), Russo, che è chiamato al Conservatorio di Monopoli per commemorarlo, morirà nel 1992, all’età di 88 anni, 13 anni dopo e, nel frattempo, sarà Maestro di rievocazioni dell’Amico in tante circostanze. Quando anche lui morirà il 4 novembre 1992, un’intera città lo piangerà e tanti amici sparsi in Italia scriveranno articoli e lettere di cordoglio, ricordando la sua figura. Inizierà anche per lui il tempo della memoria, quando foto, scritti, giornali di chi non c’è più, si conservano nei cassetti, quando i ricordi si custodiscono nella mente e nel cuore, sorgente inesauribile per chi spera di riportare alla luce, in una rievocazione, in un libro, ciò che ancora rimane in ombra o nell’angolo.

Parole e ricordi

Ciò che commuove e si tocca con mano ancora oggi è il dolore che quasi impedisce a Russo di scrivere la rievocazione dell’amico, lui che sapeva usare la penna come il pennello nei suoi quadri.  D’altra parte, dopo aver letto i testi delle lettere e delle cartoline che testimoniano il profondo legame di affetto e di amicizia che li univa, si può ben comprendere lo stato d’animo del Senatore per l’improvvisa scomparsa del suo amico Nino Rota e il suo volersi sottrarre al compito sentito come una “cortese violenza” di scrivere, in occasione del concerto omaggio del Conservatorio di Monopoli al suo Primo Direttore, una commemorazione per lui. Alla fine egli dovette, però, cedere alle pressioni e disporsi ancora una volta a scrivere, così come aveva già fatto con dolore per Martinelli e per Fiume. Certo gli saranno tornate alla mente le parole che Nino Rota aveva scritto sulla cartolina (la n. 41 del 12 marzo 1967) di elogio a lui per la “vivissima e commoventissima rievocazione del grande Onofrio: “Non potevi rendere tributo più nobile nella sua semplicità all’amico o all’artista”. Perciò per essere ancora una volta all’altezza del compito e rievocare Rota nella maniera più degna possibile, Luigi Russo riempì un’intera cartellina (contenente anche due fogli dattiloscritti riferibili ad una successiva rievocazione), di minute, appunti scritti a penna con molte correzioni, fogli e foglietti di diversa grandezza, a testimonianza del travaglio vissuto nella ricostruzione della storia di una bella, profonda ed ininterrotta amicizia.

Trascrizione degli appunti manoscritti relativi al discorso di rievocazione

Discorso scritto a mano e pronunciato dal Senatore Russo per commemorare nell’Aula Magna del vecchio Conservatorio nel centro storico di Monopoli l’indimenticabile amico Nino Rota. Una lapide apposta inizialmente nella vecchia sede ed oggi visibile nel salone del “Nino Rota” ricorda per sempre l’illustre musicista.

Gentili Signore e signori,

cari ragazzi,

mi è stata fatta cortese violenza perché dicessi qualche parola per Nino Rota in apertura del concerto dedicato alla sua memoria, omaggio doveroso e sentito al primo direttore del nostro Conservatorio, al musicista insigne.

Devo vincere l’angoscia che una perdita così improvvisa la lasciato nel mio animo e mi rimorde il pensiero di non essergli stato vicino negli ultimi momenti, associandomi ai tanti che gli hanno reso gli ultimi onori.

Sparito anche lui con altri carissimi amici, ricchi di un’umanità superiore: Martinelli, Fiume, Moro: subentra un senso penoso di smarrimento e di solitudine.

Non si parli di commemorazione: è compito che trascende i miei limiti e non è questa la sede conveniente.

La produzione di Rota è molto vasta ed in gran parte inedita e va convenientemente studiata anche in parallelo ai filoni culturali della musica europea.

Ogni giudizio attendibile richiede informazione approfondita e diretta ed esige l’azione decantatrice del tempo.

L’arte vera sa e può attendere: il suo messaggio non invecchia, anche dopo lunghi ed ingiusti eclissi torna a splendere in tutta la sua luce.

Ma già alcuni necrologi apparsi sulla stampa più accreditata offrono appunti per un’essenziale inquadratura.

Seguo pertanto da vicino il profilo di Mario Casi, delineato per il Corriere della sera.

Nino Rota … era diventato famoso non certo per la musica che più gli stava a cuore. Il suo destino di compositore e di artista è stato segnato dall’importanza, dal fascino, dal fulgere di cui gode il cinema che ha tanta incidenza sulla cultura del nostro tempo.

E Rota, dall’aspetto così poco mondano, così signore vecchio stampo, fu la voce sonora del migliore cinema italiano.

Un po’ controvoglia perché gli sarebbe piaciuto essere il continuatore della tradizione verdiana, che è quella dell’opera lirica, del melodramma ottocentesco.

E’ certo che Rota ha prodotto molta musica per il teatro lirico, ma non si può dire che abbia suscitato clamorosi entusiasmi.

Il nostro tempo considera esaurito questo genere di arte, come se dopo i fastigi che gli hanno assicurato Verdi e Puccini, non fosse in grado di aggiungere niente di nuovo.

Furono invece le musiche per il Padrino a fargli vincere l’Oscar ed il cinema di Fellini e Visconti a renderlo ricco e famoso in tutto il mondo.

Il Gattopardo e Rocco e i suoi fratelli l’associarono, come si sa, al lavoro geniale di Luchino Visconti.

Il rapporto cordiale con Edoardo De Filippo, concluso col lavoro comune dell’opera lirica “Napoli milionaria” destinata al Festival di Spoleto, si era già espresso con Filumena Marturano ed altre musiche. Ma tutti volevano Rota nel Cinema, da King Vigor in “Guerra e pace”, a Zampa, a Lattuada, a Coppola. Anche i registi giapponesi ricorrevano a lui. E non diceva di no (a me confidava che in fondo si divertiva), amava certo il cinema, trovava delizioso lavorare con Fellini, la sua vena era facile, il suo stile piaceva.

La Strada, film famoso, un capolavoro, gli offrì materia per un balletto, qualche anno dopo eseguito alla Scala con la Fracci, e si doleva che io non avessi potuto ammirare il lavoro che mi sarebbe certamente piaciuto.

Aveva scoperto la danza in questi ultimi anni, grazie a Maurice Bejart, Il grande coreografo francese gli aveva affidate le musiche per il suo “Molier immaginaire” e ne aveva volute altre per “Eliogabalo” e per “Amor di poeta”.

Fu una seconda giovinezza per il maestro che non cessava di pensare all’opera lirica. Teneva molto alla “Lampada di Aladino” rappresentata al San Carlo di Napoli e all’0pera di Roma.

A me confidò che quell’opera, prima o poi, sarebbe stata capita nel suo giusto valore. Attratto dal balletto, dal cinema, dal teatro, operava intensamente (avrebbe voluto giorni di 48 ore): faceva progetti bellissimi, quando il suo cuore a 64 anni non ha retto. Una pagina eloquente è l’addio che Fellini pronunciò presso la salma del grande amico e collaboratore nel giorno delle esequie.

Avverti nelle sue parole le vibrazioni di un profondo e sentito cordoglio

Non manca un significativo spunto critico: “Vorrei che ora di Rota si parlasse più estesamente e vigorosamente che del solo musicista del cinema per i miei film o per quelli di altri miei colleghi.

Rota (afferma) viveva nella musica con quella libertà, luminosità e felicità con cui una creatura vive nella sua dimensione che le è congeniale.”

Poi conclude: “Il pianoforte ora non è sfiorato dalle sue mani, ma io credo che, in qualunque parte del mondo risuoni la sua musica, comunicherà a tutti la sua innocenza, la poesia, la gioia…”.

Questo prodigio di creazione tra poco, per l’impegno dei nostri artisti, si compirà presso di noi ed i nostri cuori vibreranno ancora una volta all’unisono con l’autore, riprendendo un colloquio d’amorosi sensi appena interrotto.

Duilio Courir, scavando più e a fondo, annota: “con Rota scompare una figura singolare di musicista, mite, schivo, apparentemente disarmato, che però ha tenuto le sue posizioni con coerenza rara.

Rota ha compiuto una scelta estetica difficile da sostenere, che non h mai trasgredito. Nella sua musica avverti sempre la proiezione di una situazione sentimentale. In lui il sentimentale…si fa immediatamente stile. La sua fantasia ha un raggio inventivo personale. Una delle sue caratteristiche è di non ricordare di appartenere ad una poetica.

Il suo lavoro si annoda a Strawinski, Puccini, Kurt Weil, morto anche lui nel 1950 per mal mdi cuore.

Ma nel suo modo di comporre c’è un’indicazione di essenzialità. Un modo di essere romano e latino. La sua musica è sempre piacevole e riesce ad accarezzare con dolcezza l’orecchio.

Possedeva la capacità di farti ascoltare una canzonetta (è stato in questo genere autore di successi strepitosi) senza far sentire il peso della commercializzazione.

Si avvertiva in lui il volteggio dell’eleganza delle note. Conosceva la legge di porgere i suoni con infallibilità.

Si sentiva in lui un prevalere armonico della scuola francese, ma passata sempre attraverso il Conservatorio e la scuola. Era convinto che si può scrivere musica con buoni sentimenti e col pennino pulito.

Rota e Russo, vivi nel ricordo

Quando muore Luigi Russo, a ricordarlo sulle pagine de “La Gazzetta del Mezzogiorno” sarà un altro amico, Pietro Mezzapesa (Doc. 55d), scrivendo la prima delle tante commemorazioni che seguiranno (Doc. 55e – 55f).

La memoria dei Grandi non può andare persa. Perciò in occasione degli anniversari che li riguardano, tocca anche a Rota, tocca anche a Russo che pure ne scrisse diverse di commemorazioni per i suoi amici morti prima di lui, esserne a loro volta oggetto in numerose cerimonie. Mi piace concludere con i ricordi, tra i tanti, dell’associazione “Amici della Musica” di Monopoli per Nino Rota e con quelli di Pietro Scoppola per Luigi Russo.

L’ Associazione “Amici della Musica” di Monopoli per Rota

Nell’introduzione sull’invito al concerto tenuto già due anni dopo la scomparsa di Nino Rota dai docenti del Conservatorio di Monopoli, il prof. Anselmo Susca con lo stesso Luigi Russo sintetizzano in modo mirabile le caratteristiche peculiari dell’opera del grande musicista (Doc. 56 – 56a – 56b – 56c – 56d).

Subito dopo, a campione, per tutti gli altri eventi commemorativi, si può trovare ancora il ricordo offerto, in occasione del trentennale della morte di Rota (Doc. 57 – 57a – 57b – 57c), dal Presidente Angelo Giangrande. Docente di scienze matematiche e vicario dell’appena istituita Scuola Media, sezione staccata del Conservatorio barese, egli fu in stretto contatto con il Maestro, sostituendolo pienamente nella direzione dell’Istituto che portò in pochi anni a divenire polo di attrazione della vita musicale cittadina.

Scoppola per Luigi Russo

Ed anche per Luigi Russo, una testimonianza, tra le tante, della memoria che non muore. Pietro Scoppola, non potendo presenziare al decennale della morte di Luigi Russo, invia al nipote Vito Saponara una vibrante lettera d’affetto e di profonda stima (Doc. 58 – 58a) per un uomo, Luigi Russo, con cui aveva lavorato come segretario della VI Commissione Pubblica Istruzione al Senato, prima di diventare professore universitario di Storia.

Dopo aver tratteggiato un quadro del Senato anni ’50 del tutto estraneo alla realtà odierna, quasi idilliaco, dominato in un certo senso dalla presenza di autorevoli statisti e fondatori della nostra Repubblica, inserisce Luigi Russo tra i suoi Maestri nella politica e nella vita, aggiungendo nuovi elementi di comprensione nella complessa figura dell’uomo, del cattolico e del politico. E’ bello che nella commemorazione di Rota ci sia anche il ricordo di Luigi Russo; in quella di Russo, il ricordo di Rota a cui per un lapsus viene cambiato il nome.

Dalle rievocazioni ufficiali ai ricordi personali, un ritorno

Non so come o perché, ma da quando ho iniziato questa ricerca, si è messa in moto una catena di trasmissione, di ricordi, di testimonianze, avviata da Di Pierro e proseguita, poi, con Saponara, che non accenna a fermarsi, anche se questo nuovo e inaspettato materiale si riferisce, per lo più, ad eventi circoscritti nel tempo. Tale memoria è ben custodita nel cuore e negli archivi familiari ed è messa a disposizione con generosità da musicisti, allievi o amici che continuano a regalarci il loro prezioso contributo. Più che nelle paludate rievocazioni degli anniversari, Nino Rota (Foto 000) è particolarmente vivo nei ritratti delineati dai tanti che in ogni incontro con lui, di ogni esperienza condivisa, trasmettono perfino i dettagli.

Da Di Pierro a Marvulli, a Marrone, a Saponara

Dopo il suo “la” dato al racconto della vita di Nino Rota in parallelo con la sua, Francesco Di Pierro non mi lascia solo nella mia ricerca. Sa che voglio conoscere il Maestro in profondità e non solo mi consiglia di contattare a Monopoli Vito Saponara, il nipote del Senatore Russo, che mi fornirà la sua ricca documentazione utile ad aprirmi il cuore di Nino Rota, ma mi mette in contatto con i Maestri Marvulli (Foto 00 – 0) e Marrone.

Michele Marvulli

“Di Nino Rota ho già detto tutto o quasi in tantissime interviste ma se proprio volessi riassumere in poche parole la figura e la complessa personalità del Maestro, potrei tranquillamente dire che era “un genio, un uomo intelligentissimo e coltissimo”. E del genio aveva la grande umiltà di saper riconoscere i suoi errori o di aver sbagliato nell’esprimere una opinione o un giudizio.

Solo i Grandi hanno questa qualità”.

Michele Marvulli

Il Maestro dei Maestri,

classe 1929, nativo di Altamura, pianista, allievo di Nicola Costa, direttore d’orchestra, compositore e didatta, fondatore della scuola pianistica barese, per 30 anni strettissimo collaboratore di Nino Rota, di cui fu allievo per la composizione e consulente privilegiato, uno dei fondatori e anche direttore statale dell’Orchestra della Provincia di Bari (ICO, oggi Orchestra Metropolitana). Oggi vive e lavora a Pescara.                                                            

Rino Marrone

 Ho molti bei ricordi di Nino Rota, avendo avuto la fortuna di conoscerlo non solo nel ruolo ufficiale di Direttore del Conservatorio, ma anche come prezioso amico di famiglia. Fra i tanti ce n’è uno che mi è particolarmente caro e riguarda un giorno del 1964, quando il Maestro venne a pranzo a casa dei miei. Accadeva due, tre volte l’anno e in quelle occasioni, nonostante fosse proverbialmente riservato, con semplicità e affabilità lui diventava l’undicesimo commensale della numerosa famiglia Marrone. Gli piaceva molto condividere il pasto seduto alla nostra tavola, apprezzava la cucina di mia madre Grazia, per la quale aveva grande e sincera ammirazione e, come ogni barese, “verace”, mangiava anche il polipo crudo.

Vi era l’abitudine di andare, dopo pranzo, nello studio dove il Maestro Rota si sedeva al pianoforte e, conversando con mio padre Donato, suonava le musiche che stava componendo in quel periodo. Tutti noi stavamo intorno, anche i più piccoli della famiglia (i figli della mia sorella maggiore), ad ascoltare la musica, tanta e varia, accenni o brani interi, mai per meno di due ore.

Quel giorno del 1964 (credo fosse maggio), il Maestro suonò e cantò molte delle canzoni del “Giornalino di Gian Burrasca” che appunto stava componendo, da “Viva la pappa con il pomodoro” a “Sei la mia mamma”, una delle sue preferite; poi suonò due tempi del “Concerto per archi” che anni dopo ho avuto il piacere di eseguire varie volte, tra l’altro proprio nel primissimo concerto del Collegium (30 Maggio 1994) trasmesso in diretta da Radio3.

Il caso ha voluto che di questa bella giornata rotiana a casa Marrone, io conservi una registrazione, da me effettuata con il mitico “Geloso”, mandata in onda da Michele Dall’Ongaro nel corso di una puntata di Radio3 Suite.

Rino Marrone

direttore d’orchestra,
già docente di direzione d’orchestra al Conservatorio ”Piccinni” di Bari.

Ha studiato violoncello e composizione al Conservatorio “N. Piccini” di Bari, poi direzione d’orchestra al Conservatorio “Santa Cecilia” a Roma, sotto la guida di Franco Ferrara. Ha seguito corsi di perfezionamento con Goffredo Petrassi all’Accademia di Santa Cecilia per la composizione e, per la direzione d’orchestra, con lo stesso Ferrara a Venezia (Teatro La Fenice), Siena (Accademia Chigiana) e Salisburgo (Mozarteum). E’ stato il primo Direttore musicale del Festival della Valle d’Itria (1977/78). Dal 1981 al 1992 è stato direttore artistico-stabile dell’orchestra Sinfonica di Bari (Foto 1,1). Ha diretto numerose opere in importanti istituzioni e festival italiani e internazionali. Docente di ruolo sino al 2011 di Direzione d’orchestra presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, attualmente è direttore del Collegium Musicum, con il quale (nel novembre 2014) si è esibito, tra l’altro, a Napoli nel Teatrino di Corte del Palazzo Reale e, a Roma, per i Concerti del Quirinale trasmessi in diretta Euroradio su Radio3…

…è anche un uomo generoso, tanto disponibile per avermi inviato articoli, locandine, pagine di libro, Atti di convegno che hanno acceso i riflettori su aspetti per me nuovi della personalità di Nino Rota: il suo esoterismo; una figlia non accettata; un carattere inflessibile sul lavoro, in contrasto con il suo modo di relazionarsi con gli amici, nelle lettere e nelle cartoline; la presa di distanza dei materani che non gli riconoscono la “paternità” del “Duni” (Doc.1,2), contrariamente alle affermazioni di Di Pierro (vedi  quarto capitolo, terzo paragrafo); una camera all’Albergo delle Nazioni tenuta per breve tempo e durante una malattia (Doc.1,3); il suo aggirarsi “per amicizia” con Ferrara ed altri musicisti nel Conservatorio di Santa Cecilia, mentre Morricone e Piersanti, ancora allievi, si nascondevano come tanti altri nella Sala Accademica per ascoltare di nascosto le lezioni di Germani o di Ferrara (Doc.1,4).

Da Saponara a Schiavo, a Cellaro.

Accogliendo l’invito del prof. Schiavo che mi aveva promesso il suo interessamento (vedi cap. 6), il contrabbassista e direttore d’orchestra turese Cellaro, mi consegna un DVD contenente due cartelle, la prima, con 19 foto, di cui 8 selezionate (Foto 00 – 1 – 1a – 1b –1c – 1cc – 1d – 1dd)  relative ai corsi di canto gregoriano, dal 1963 al 1969 e, la seconda, con altre 33 foto, riguardanti l’istituzione del Conservatorio di Monopoli, dal 1972 al 1975, di cui 7 selezionate (Foto 2 – 2a – 2b – 2c – 2d – 2e – 2f). Le foto (pervenute al M° Cellaro attraverso padre Anselmo Susca (1929 – 2012), organista, compositore e docente di canto e musica gregoriana e, più tardi, responsabile della sezione staccata di Monopoli sotto la direzione di Nino Rota) appartengono all’Archivio Storico/sezione musicale dell’abbazia “Madonna della Scala” in Noci, in provincia di Bari. Oltre a questo materiale, il musicista turese (Foto 2g), allievo di Rota, mi affida due pagine di ricordi della flautista Laura Iacobelli e due suoi coloriti racconti del Maestro Rota, raccolti dalla sua viva voce.

Michele Cellaro, il mio primo giorno in Conservatorio

“Avevo dieci anni circa e non sapevo neanche cosa fosse il Conservatorio. A parlarmene fu don Giovanni Cipriani, parroco dell’oratorio di Turi che, tra i ragazzi che lo frequentavano ne individuò cinque, tra cui me, scelti tra i componenti più promettenti della banda giovanile. Ci accompagnò lui stesso il giorno dell’iscrizione, quando un po’ spaesati, vedemmo qualcuno  che usciva sulla scala: era proprio il Maestro, Musicista e Direttore Nino Rota che con premura ci guidò in segreteria, dopo aver saputo qualcosa di noi e della banda. Lì incontrammo per la prima volta anche Franco Di Pierro, il Segretario al quale Rota disse: “Mi raccomando a questi ragazzi. Si metta a disposizione del parroco”. E così fu. Un giorno veramente fortunato che ha segnato positivamente la mia vita di allievo e di musicista.

Lo straordinario accompagnamento di Rota al pianoforte.

Più tardi, ho vissuto un altro momento indimenticabile, quando ho sperimentato le eccezionali doti di improvvisazione di Nino Rota. Appena dopo aver ascoltato me, che suonavo il Concerto per oboe, trascritto per contrabbasso, di Handel, Rota si mise al pianoforte e mi accompagnò, senza partitura, seguendo perfettamente lo stile dell’autore”.

Michele Cellaro

Classe 1952, contrabbassista, diplomato al “Piccinni”, sotto la guida dei M° Franco Petracchi e Michele Valerio, direttore d’orchestra, nativo di Turi, allievo di Nino Rota, a cui si ispira principalmente, docente di contrabbasso al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, in pensione da novembre scorso ma per modo di dire, sempre attivo e super impegnato.

Da Cellaro a Iacobelli

Una ciliegia tira l’altra. E’ proprio il caso di dire parlando di un turese che mi offre un suo concreto contributo e, poi, mi indirizza alla flautista in pensione Laura Iacobelli. La raggiungo a Bari, a casa sua, dopo un iniziale e cordiale contatto telefonico. Dopo aver chiacchierato con lei del più e del meno, sfogliamo insieme due suoi album fotografici con le immagini più significative della sua vita artistica e ci soffermiamo, in particolare, solo su tre di esse. In ognuna riconosce ciascuna delle persone ritratte (Foto 3 – 3a – 3b). E, prima di salutarci, mi mostra orgogliosa una copia del ritratto giovanile del M° Rota, da lei realizzato e, poi, donato al Conservatorio di Monopoli (Foto 3c) ed io le ridò i due fogli di Cellaro, due quadretti dai vividi colori in cui con gli occhi di una ragazzina attenta al minimo particolare, viene tratteggiata la figura di Rota, Direttore e Maestro. Lei promette di rivederli e riconsegnarmeli (Doc. 4 – 5).   

Laura Iacobelli

Barese, figlia d’arte, studia flauto presso la Scuola Media annessa al Conservatorio di Bari. Dal 1972 al 1976 suona, sotto la direzione del M° Nino Rota, alcune sue composizioni ed opere come “Il Natale degli innocenti”, “La Resurrezione” (del suo allievo Ottavio De Lillo, 1972), ”Lo scoiattolo in gamba” (1973) e musiche da film dirette da Rota per il Festival della Valle d’Itria (1976), a Martina Franca. Nel 1978 diviene la prima ragazza diplomata in flauto nella storia del “Piccinni”, sotto la guida del Maestro Antonio Minella. Docente di flauto già da gennaio 1979 nel Conservatorio di Cosenza, nel 1982 partecipa, in qualità di uditrice, al “Corso di direzione d’orchestra” del M° Franco Ferrara nell’Auditorium “Nino Rota” di Bari, ottenendo il plauso dello stesso Maestro che le dice:” Lei ha gusto!”. E negli stessi anni 1982 – 83, è primo flauto della grande Banda di Rutigliano diretta allora da suo fratello M° Gregorio. Dal Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce (1983), al “Nino Rota” di Monopoli (1984), Iacobelli continua ad insegnare flauto fino al 2017, anno del suo pensionamento, quando può dedicarsi di più ad un’altra sua passione, il disegno e la pittura. Tra i suoi migliori allievi figurano: Mario Caroli (Pezze di Greco, 1993) e Ylenia Carbonara di Rutigliano.

Da una flautista ad un flautista, l’amico Donato Divittorio.

Prima, valente flautista (Foto 6) e, oggi, affermato pittore e scultore (Foto 6a).

“L’anno 1967 sostenni l’esame di Stato che allora si chiamava “diplomino”. Tra le materie di studio c’era anche l’Educazione fisica che il Direttore Rota riteneva interessante soprattutto per gli strumentisti ai quali doveva essere insegnata la respirazione diaframmatica. Ma in quell’ora tutto si faceva, tranne che la respirazione, anzi il professore pretendeva da noi esercizi che andavano contro la tecnica strumentistica e danneggiavano le articolazioni delle mani. Pur richiamato dagli altri colleghi,  l’insegnante faceva orecchie da mercante. Vista la sua ostinazione a voler continuare quegli esercizi, il mio maestro Nicola Pugliese mi consigliò di prendere parte alla lezione una sola volta al mese. E qualora avesse chiesto spiegazioni, di rispondere che quella ginnastica era per me controproducente. Sembrò accettasse quella spiegazione ma al momento di firmare per l’ammissione all’esame di Stato, si rifiutò. Il giorno dell’esame, Rota assumendosi ogni responsabilità, nel caso di eventuale ispezione ministeriale, con il suo “savoir faire”, convinse il prof. di Educazione fisica, Monopoli, a firmare il verbale d’esame: ne uscii vittorioso con il bel punteggio di 9.50. E’ questo solo un esempio del suo essere sempre a fianco degli alunni più meritevoli.

Anno 1968. Fine anno scolastico. Come insegnante di esercitazione orchestrale, Rota chiamò Gabriele Ferro, grande direttore d’orchestra al pari di Muti. Per il saggio finale, i migliori alunni si esibirono al teatro Piccinni. Era la prima volta che un saggio di Conservatorio si svolgeva in un teatro. A fine esecuzione fu chiesto un bis e la serata si prolungò fino a mezzanotte. Tutti contenti ma quando si dovette tornare a casa, diversi strumentisti non sapevano come fare, in quanto l’ultimo treno era già partito alle 20:30. Allora il Direttore Rota incaricò il custode del Conservatorio, Peppino de Cataldo, di accompagnare ciascuno di noi al proprio paese… peccato che fossimo tutti di paesi lontani tra loro. Fu allora che il custode chiese sorridendo al Maestro: “Ma la geografia, la conoscete o no? Vista la difficoltà, Rota non si perse d’animo e ci offrì a sue spese cena e alloggio al rinomato Grand Hotel Leon d’Oro, nei pressi della Stazione Centrale di Bari. L’indomani mattina, quando tornammo in Conservatorio per le lezioni, fummo chiamati dal vice direttore, prof.  Ruggiero, per il rimborso viaggio e quando gli fu detto che il maestro Rota ci aveva ospitati nientemeno che al Leon d’Oro, lui, da buon napoletano, esclamò: “Azz, o palaz real !!!”.

Non potrò mai dimenticare il 1969 … l’anno conclusivo dei miei studi musicali, pieno di tante soddisfazioni artistiche e di episodi divertenti. Rota offriva ai migliori allievi la possibilità di esibirsi in sale da concerti. A fine diploma, si affacciò durante l’esame e chiese alla commissione il mio voto finale: “Maestro non possiamo dare più di 10…è il massimo!”. Conoscendomi, Rota fu molto contento e mi promise la lode, se avessi frequentato il corso di Alto Perfezionamento all’Accademia di Siena, tenuto dal grande flautista Severino Gazzelloni. In quel momento la commissione, formata da strumentisti che facevano parte dell’orchestra, si rivolse a Rota dicendo: ” Maestro, ma se Di Vittorio andasse fuori, non tornerebbe più e chi ricoprirebbe il ruolo di Primo flauto nell’Orchestra Sinfonica di Bari?”. Allora io decisi di rimanere a Bari, rifiutando la lode, senza ripensamenti. In quell’anno fui il miglior diplomato del Conservatorio e Rota mi presentò alla Rassegna dei migliori diplomati dei Conservatori italiani, facendomi esibire nell’auditorium Gioacchino Rossini di Pesaro. Lì conobbi il direttore di quel Conservatorio, il Maestro Marcello Abbado, fratello del famoso direttore d’orchestra Claudio che si complimentò con me per l’interpretazione dei due brani di epoche diverse (le “Variazioni” di Franz Schubert per flauto e pianoforte (XIX secolo) e la “Sonata” di Paul Hindemith (XX secolo). Tutta la serata fu trasmessa in diretta da Radio3.

Donato Divittorio.

Classe 1947, Divittorio compie i suoi studi musicali presso il Conservatorio ‘N. Piccinni’ di Bari, diplomandosi nel 1969 con il massimo dei voti. “Medaglia d’argento” alla rassegna Internazionale di Loreto, partecipa in qualità di solista al concerto per flauto ed orchestra in re maggiore di Antonio Vivaldi (direttore Gabriele Ferro) trasmesso in diretta per RAI 2. A soli 25 anni 1° flauto solista dell’Orchestra Sinfonica di Bari e del Teatro Petruzzelli, diventa titolare della cattedra di flauto, prima, al  “T. Schipa” di Lecce e, poi, al “Piccinni” di Bari. Nel 1979 viene insignito della targa A.I.C.S (Associazione Italiana Cultura e Spettacolo) insieme al M° Nino Rota. Suona sotto la direzione di grandi direttori quali Delman, Fistulari, Redel, Bruch, Rota, Ferro, Leibowitz, Ziino, Sanderlick…,riscuotendo vivo apprezzamento per le sue qualità di virtuoso e di musicista. Come autodidatta, opera soprattutto nella scultura su pietra, componendo originali creazioni. Lasciato nel 2006 l’insegnamento si dedica a numerose attività artistiche e nel 2016 inventa il “Divittofono”, lo strumento musicale presentato in diverse sedi istituzionali e conosciuto anche all’estero.

Io pensavo di aver concluso così la mia ricerca ma le telefonate di due gentili signore mi prospettano, invece, la possibilità di poter utilizzare nuovo e interessante materiale, messo da loro a mia disposizione. Continuerò, quindi, il mio viaggio nelle case degli amici di Nino Rota, a Monopoli e a Bari, dove ad aspettarlo, un tempo, c’erano famiglie che gli volevano bene e un pianoforte sempre pronto ad incantare. C’è tanta altra materia per i due capitoli successivi.

In Cozzana, a Monopoli, a villa Fiume.

Non ancora stanco del suo grandissimo apporto offerto alla ricerca su Rota e Russo a Monopoli, Vito mi fa conoscere anche Simonetta Fiume, la figlia dell’illustre compositore monopolitano Orazio Fiume, amico di Rota e di Russo, che ricorda il padre come un uomo tenace, rigoroso e nel contempo solare, gioioso, e ospitale.

Simonetta Fiume, figlia del maestro Orazio, e Massimo Biscardi, direttore artistico del teatro Petruzzelli.

“Ci ha insegnato regole sane, il senso del dovere, e i valori dell’onestà, della correttezza e del rispetto per gli altri”.

In una bella e antica villa del Settecento di contrada Cozzana a Monopoli, ricevo da lei quattro foto inedite e fotocopie di materiale conservato presso la Biblioteca del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli (un telegramma, cinque lettere e quattro cartoline), firmate con tanta affettuosità Nino Rota. Solo in una lettera del 1956, su carta intestata del Liceo Musicale Piccinni di Bari, indirizzata all’illustre M° Orazio Fiume, all’epoca titolare della cattedra di Armonia e Contrappunto presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, si legge la firma Giovanni Rota, quando tra i due musicisti ci si dava ancora del lei.

Ma presto crescerà l’amicizia tra loro e la gioia più grande per Nino Rota sarà incontrare gli amici di Monopoli: Russo e Fiume, oltreché Martinelli, originario di Mola di Bari. Anche la cornice della splendida villa Fiume fa la sua parte.

Quando in una lettera del 1956 inviata a Luigi Russo, Nino Rota parla “delle care conoscenze di persone e di luoghi indimenticabili”, forse pensa anche alla villa in Cozzana, all’interno di quella che un tempo era la tenuta del “mulino”, con antica chiesetta, casa colonica padronale, in fondo ad un lungo viale alberato.

“Era stata acquistata a fine anni ’30 da mio nonno Donato –  racconta Simonetta – il primo pugliese nel campo oleario con il cugino Michele Formica a fondare una industria olearia, la R.O.M. (Raffineria Olearia Meridionale). La villa era abitata stagionalmente, prima, dai nonni Donato e Rosaria, successivamente dai miei genitori, Orazio e Liana Camassa ed oggi lo è da mio marito, Fabio De Bellis, dalle mie due figlie e da me (Foto 1). In casa, oggi, purtroppo, non c’è più l’antico pianoforte verticale, forse il primo di papà, dove egli componeva nei periodi estivi e dove anche Nino Rota suonava quando veniva a trovarci in campagna, se avevamo già lasciato la casa paterna in città, al termine dei lavori della Commissione d’esame del Liceo Musicale.

Ancora li rivedo, mentre seduti si scambiavano idee e opinioni, soprattutto quando mio padre diventò direttore di Conservatorio. Rota era una persona gioviale e molto affettuosa con noi. L’ultima volta che l’ho visto risale ad un concerto al Petruzzelli. Eravamo seduti nel palco, quando si aprì la porticina e lui entrò inaspettatamente dicendo “Non potevo andar via senza salutarvi”. E io non potrò mai dimenticare quel gesto così gentile.

Le fotografie inedite, le lettere e il telegramma

Le quattro foto inedite

(2 – 2a – 2b- 2c. A. p. Simonetta Fiume).

Le cinque lettere di Rota a Fiume

(Biblioteca del Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli).

Lettera 1 Comunicazione del 30 maggio 1956 del direttore del Liceo musicale consorziale “Piccinni” Nino Rota a uno dei due commissari, Fiume, che esamineranno 11 aspiranti alla cattedra di Armonia complementare.

Tra i due nascerà presto una grande amicizia, quando il compositore monopolitano diventerà titolare di Armonia e Contrappunto nel Conservatorio “G. Verdi” di Milano.

Doc. 3 battuto a macchina.

Lettera n.2 La più bella, quella del 24 novembre 1957, scritta su carta intestata del Liceo musicale consorziale “Niccolò Piccinni, in cui Nino Rota parla in modo colorito e originale dell’“Asiatica” che lo ha colpito, usando espressioni che ci riportano alla pandemia dei nostri tempi. Subito dopo si congratula con l’amico Fiume per un prestigioso riconoscimento ottenuto.

Bari 24 novembre 1957

Carissimo Fiume,

l’indisposizione preasiatica – o parasiatica, che dir si voglia – mi è durata molto tempo, e cioè fino alla scorsa settimana, senza pronunciarsi apertamente, e, tuttavia, senza retrocedere.

Bella seccatura: novità intercontinentale dei tempi nuovi, in vista delle più allettanti, prossime novità interplanetarie.

Scusami se non ho ancora risposto alla tua lettera, se non promuovendo, a giro di corriere, quegli accordi che si concluderanno felicemente col tuo ritorno a Bari a fine settimana.

Ti scrivo soprattutto per dirti la mia gioia nell’apprendere – da un settimanale – la notizia della tua vittoria al premio della Regina Elisabetta del Belgio. Riconoscimento ben meritato e al quale plaudo di cuore.

Me ne dirai di più a voce. Si tratterebbe della Sinfonia che ascolteremo a Bari o di un nuovo lavoro?

A presto e molti cari saluti, anche per i tuoi

Affezionatissimo Nino Rota.

Questa lettera è rimasta incompiuta per qualche giorno! Ora è tardi per spedirla a Milano e te la mando a Monopoli, dove porgerai i miei affettuosi ossequi a tua Madre.

Nonostante le difficoltà ad inviare la sua corrispondenza non solo lamentata in questa lettera ma anche in altre, nonostante i suoi numerosi impegni, il Maestro riusciva, comunque, a tenere sempre aperta la sua ricca rete di amicizie, nonostante i suoi numerosi impegni. Oggi, con un semplice click, avrebbe risolto non pochi problemi.

Lettera n. 3 Nino Rota, in questa lettera del 14 gennaio 1958, su carta intestata del Liceo musicale consorziale “Niccolò Piccinni”, appare combattivo e impegnato con Fiume a lottare per un obiettivo comune.

Bari 14 gennaio 1958

Caro Fiume, avrai già avuto notizie dell’assemblea dell’Accademia. Alla quale non ho partecipato personalmente, ma ho rinviato le mie votazioni. Vuol dire che torneremo alla carica!

Molti cari saluti a te e ai tuoi e a presto rivederci

Nino Rota.

Lettera n.4 In questa missiva del 24 novembre 1965, su carta intestata del Conservatorio barese, emerge un Rota studioso e attento a rifornire la Biblioteca del suo Conservatorio di Bari, di testi validi e nuovi.

Bari 24 novembre 1965

Caro Fiume,

ricevo la tua comunicazione e provvedo subito ad acquistare per la biblioteca il trattato di contrappunto di Cervenca, che per il suo assunto mi interessa personalmente in modo particolare.

Arrivederci al 20 dicembre!

Molti affettuosi saluti a te e a tutti i tuoi.

Tuo affezionatissimo Nino Rota.

Lettera n.5 Un Nino Rota attento a non sprecare, tanto che nel 1975, quando già dal 1959 il Liceo “Piccinni” si era trasformato in Conservatorio, continua ancora ad usare per la corrispondenza privata la stessa vecchia carta intestata.

Bari 16 gennaio 1975

Carissimo,

le tue parole e il tuo pensiero mi hanno fatto un immenso piacere.

Che gioia essere ascoltati…e anche apprezzati dagli amici a cui più si tiene.

Buon lavoro e auguri di ogni bene a te e ai tuoi

Affezionatissimo Nino Rota.

Il telegramma

(Biblioteca del Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli).

Data: 14 gennaio 1956

Spedizione: da Roma

Ricevente: Orazio Fiume, via Delio 1, Milano.

Testo: Aiace programmato venticinque gennaio. Pregoti provvedere urgenza invio materiale Bari Fondazione piazza Roma 33 stop. Coro studia stop. Tengo partitura consegnatami Santa Cecilia. Affezioni – Nino Rota.

Nota: Dell’Aiace, Rota parla anche in una cartolina del 20 gennaio 1957, inviata a Luigi Russo, pochi giorni prima della messa in scena di venerdì 25 gennaio (vedi capitolo sesto). “Spero rivederti all’Aiace di Fiume venerdì…se tutto andrà come spero”.

Le quattro cartoline

Sono state inviate, una per anno, dal 1956 al 1959.

(Biblioteca del Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli).

Cartolina 5

Luogo e data: Voltaggio. 31 agosto 1956.

Destinatario: Maestro Orazio Fiume, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Ponte romano.

Testo: Caro Fiume,

grazie del pensiero. Anche a me ha fatto tanto piacere averti a Bari con noi – per merito tuo sono trascorse più gradevolmente le giornate di lavoro e di calura estiva.

E ti prenoto per qualsiasi futura occasione dello stesso genere…e, specialmente, anche di genere diverso.

Io sono in questa campagna genovese per qualche giorno, vegetando o respirando.

Dammi notizie del tuo “Concerto” e mandamele, come promesso.

A presto, spero. Molti cari saluti a te e a tua moglie.

Affezionatissimo Nino Rota  (A. p. Simonetta Fiume).

Nota: Una conferma del clima di benessere che Rota viveva quando era tra amici nel barese: affrontava meglio “lavoro e calura”.

Cartolina 6

Luogo e data: Basel (Basilea, in Svizzera) – Pfalz und Munster; il periodo a cui si riferisce l’immagine (non essendo rilevabile la data precisa) è quello di febbraio 1957, quando a Karlsruhe, in Germania, andò in scena con successo “Il Cappello di paglia di Firenze” di Nino Rota (A. p. Simonetta Fiume).

Destinatario: Maestro Orazio Fiume, Monopoli (Bari).

Raffigurazione: Vista di Basilea sul fiume Reno (A. p. Simonetta Fiume).

Testo: Grazie della lettera. Sono sulla via del ritorno, dopo l’esecuzione del “Cappello” a Karlsruhe. E’ stato per me un vero piacere cimentarmi – anche se non poco avventurosamente – col tuo bel lavoro a Bari.

Ricordami a tua Madre, che avrei voluto tanto ossequiare dopo il concerto, quando le scrissi.

E ricordami ai Tuoi.

Spero ci possiamo rincontrare presto.

Buon lavoro! Affettuosamente Nino Rota.

Cartolina 7

Luogo e data: Bari. 21 dicembre 1958.

Destinatario: Maestro Orazio Fiume, Conservatorio G. Verdi, via Conservatorio, Milano.

Raffigurazione: Teatro Margherita.

Testo: Carissimo,

tutto a posto con Rubino e con Napoli.

Senza la brevità natalizia.

Auguri infiniti a te e ai tuoi.

Buon Natale – buon Anno – buon lavoro!

Affezionatissimo Nino Rota (A. p. Simonetta Fiume).

Nota: E’ l’anno in cui Rota termina la colonna sonora del film Fortunella, diretto da Eduardo De Filippo: di qui forse il riferimento a Napoli.

Cartolina 8

Luogo e data: Trani. Manca la data, sicuramente successiva alla registrazione in Rai, nel 1959, dell’opera radiofonica “La notte di un nevrastenico”, su libretto di Riccardo Bacchelli che vincerà il Prix Italia.

Destinatario: Maestro Orazio Fiume, Conservatorio G. Verdi, via Conservatorio, Milano.

Raffigurazione: Duomo di Trani (Bari XII sec., tarsia in legno realizzato dal Mobilificio d’arte Gusmai.

Testo: Grazie del pensiero. Spero vederti presto e farti sentire il nastro del “Nevrastenico”. Lavori? Care cose ai tuoi e a te l’affettuoso saluto di Nino Rota (A. p. Simonetta Fiume).

Nota: E’ ancora il tempo in cui bisognava aspettare chissà quanto per ascoltare una registrazione.


Tino Sorino

Scrittore

 

 

 

 


 

Tino Sorino, 67 anni, è nato a Rutigliano, dove vive e lavora. Bancario per una vita, dopo il pensionamento, dopo l’esperienza di avvocato della Federconsumatori-Puglia del suo paese, collabora come giornalista- pub­blicista con “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

Appassionato di storia locale, ha scritto nel 2007 “Un antico Caffè di provincia: il Caffè Roma”, nel 2011, a quattro mani con Peppino Sorino, “Nicola Didonna, il mece­nate, l’imprenditore”, nel 2014 “Aldo Moro e la passione politica”. Visite nella circoscrizione Bari- Foggia”, nel 2015 ha curato con la moglie Anna Maria il libro “Sogni e desideri di una piccola stella” di Mariagrazia Rossi, nel 2016 “Rutigliano in foto e in cartolina. Dalla fine dell’Ottocento agli anni ’60 del Novecento Economia e Società” e nel 2019, ad aprile, con Pasquale Gasparro “Rutigliano in foto. Storie, mestieri, tradizioni” e ad ottobre scorso “Rutigliano in foto. Altre storie, altri mestieri e professioni”, gli ultimi quattro per la NeP edizioni Srls.


Il libro di Tino Sorino racconta in foto, cartoline e lettere un viaggio nella vita di Nino Rota e di quegli amici che ne hanno conservato la memoria, tramandando ai figli e ai nipoti il ricco materiale che documenta la storia della loro amicizia.

Grazie al loro contributo e a quello di tanti, si compone il ritratto di un Nino Rota che, al centro della sua vita, poneva la musica e la scuola, che era mite, buono e autentico, che incantava il mondo con i suoi capolavori e che tutti volevano o avrebbero voluto avere come amico.

“Era, appunto, da aprile 2017 che covava in me il forte desiderio di raccontare un singolare viaggio nella vita del Maestro Rota e di coloro che condivisero con lui parte della loro vita per amicizia, per amore della musica o per lavoro”, spiega l’autore rutiglianese Tino Sorino, 67 anni, collaboratore de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e autore di diverse pubblicazioni.

“Ed è stato proprio uno di essi, il tenore Franco Di Pierro che, lavorando in Conservatorio con Nino Rota, mi trasmise la sua devozione e la sua ammirazione per il Maestro, sentito più come amico che come dirigente e, fece nascere in me, che già amavo la sua musica, una forte motivazione alla ricerca.

Gli altri li ho conosciuti strada facendo, lungo un percorso che mi ha portato a Noicattaro con Di Pierro, a Torre a Mare con i De Mattia, poi, a Monopoli con Vito Saponara (nel centro storico), nipote del Senatore Russo e con Simonetta Fiume (in contrada Cozzana), figlia del musicista Orazio, e, infine, a Bari con Vilia Muto –  Giannelli, la nipote di Prudenzina, l’amica speciale di Nino Rota. Con tanto materiale a disposizione, ho potuto continuare il mio lavoro, sulla scia delle precedenti ricerche, con una attenzione particolare, in questo libro, per le cartoline, un mezzo che Nino Rota utilizzava moltissimo e, non solo nei suoi viaggi all’estero, per comunicare con gli amici”.

Di nuovo in questo volume c’è, rispetto ai libri precedenti, l’apporto delle lettere.  Ma inaspettato e ancor più prezioso è stato l’apporto sia pur piccolo di tanti grandi Maestri di oggi che furono suoi allievi, come Michele Marvulli, Rino Marrone, Nicola Scardicchio, Michele Cellaro, Laura Iacobelli, Donato Divittorio.

Una nuova storia con protagonisti nuovi, un progetto di non facile realizzazione che si è potuto concretizzare in questo difficile tempo di pandemia e di lunga riflessione.


a cura di

Stefano Carbonara

Scrittore

Editore di Monopoli Tre Rose

 

 

 


GALLERIA IMMAGINI

Senatore Luigi Russo
24 novembre 1971. Sen. Luigi Russo e maestro Nino Rota con docenti del Conservatorio Musicale di Monopoli nel giorno della inaugurazione.
Ponte di Venezia in una cartolina tra Russo e Rota

Cartolina con foto tra Russo e Rota
Cartolina tra Russo e Rota
Cartolina tra Russo e Rota

Vito Saponara, nipote del senatore Luigi Russo, in Vico Acquaviva
Copertina del libro di Tino Sportelli,scrittore di Rutigliano.
Tino Sorino, scrittore

 

 

 

 

 

Previous Post

Il professor Morgante ignorato nel 2009

Next Post

New Body and Soul al CUS Bari

Next Post

New Body and Soul al CUS Bari

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Raccomandati

I 100 anni dell’organo della “Cattedrale di Monopoli”. Una doverosa precisazione.

I 100 anni dell’organo della “Cattedrale di Monopoli”. Una doverosa precisazione.

4 anni ago

ROSARIO LIVATINO, giovane magistrato ucciso dalla mafia.

5 anni ago
Parco Urbano Via Vecchia S. Antonio. Zona Passionisti.

Parco Urbano Via Vecchia S. Antonio. Zona Passionisti.

4 anni ago
REFERENDUM COSTITUZIONALE: LE RAGIONI DEL NO.

REFERENDUM COSTITUZIONALE: LE RAGIONI DEL NO.

7 mesi ago

Categorie

  • .
  • Arte e Cultura
  • Attualità
  • Economia
  • Foto
  • Politica
  • Salute
  • Società
  • Sport
  • Storia
  • Storia di Monopoli
  • Territorio
  • Video

Seguici su Facebook:

Monopoli tre Rose, rivista storica della città.
Testata registrata al Registro Stampa del Tribunale di Bari il 28 gennaio 2021 al N.2

Editore Stefano Carbonara, storico e scrittore

Direttore Antonio Losito, giornalista pubblicista

Contatti: redazione@monopolitrerose.it;

               stefanocarbonara45@gmail.com

Telefono: 338.45.91.147

Articoli per data

Settembre 2026
L M M G V S D
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  
« Lug    
  • Scrivici

© Monopoli Tre Rose - Cookie Policy

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web per offrirti l'esperienza più pertinente ricordando le tue preferenze e ripetendo le visite. Cliccando “Accetta” acconsenti all'uso di TUTTI i cookie.
Impostazioni CookieACCETTA
Leggi di più
Gestisci il consenso Cookie

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito web. Questi cookie garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito web, in modo anonimo.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsQuesto cookie è impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Analytics".
cookielawinfo-checbox-functional11 monthsIl cookie è impostato dal consenso cookie GDPR per registrare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Funzionale".
cookielawinfo-checbox-others11 monthsQuesto cookie è impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Altro.
cookielawinfo-checkbox-advertisement1 yearIl cookie è impostato dal consenso cookie GDPR per registrare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Pubblicità".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsQuesto cookie è impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Necessario".
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsQuesto cookie è impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Prestazioni".
visualizza_cookie_policy11 monthsIl cookie è impostato dal plug-in GDPR Cookie Consent e viene utilizzato per memorizzare se l'utente ha acconsentito o meno all'uso dei cookie. Non memorizza alcun dato personale.
Functional
I cookie funzionali aiutano a eseguire determinate funzionalità come la condivisione del contenuto del sito Web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback e altre funzionalità di terze parti.
Performance
I cookie per le prestazioni vengono utilizzati per comprendere e analizzare gli indici di prestazioni chiave del sito Web che aiutano a fornire una migliore esperienza utente per i visitatori.
CookieDurataDescrizione
YSCsessionQuesto cookie è impostato da Youtube e viene utilizzato per tenere traccia delle visualizzazioni dei video incorporati.
Analytics
I cookie analitici vengono utilizzati per capire come i visitatori interagiscono con il sito web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche il numero di visitatori, la frequenza di rimbalzo, la sorgente di traffico, etc.
Advertisement
I cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci e campagne di marketing pertinenti. Questi cookie tracciano i visitatori sui siti Web e raccolgono informazioni per fornire annunci personalizzati.
CookieDurataDescrizione
IDE1 year 24 daysUtilizzato da Google DoubleClick e memorizza informazioni su come l'utente utilizza il sito Web e qualsiasi altro annuncio pubblicitario prima di visitare il sito Web. Questo viene utilizzato per presentare agli utenti annunci pertinenti per loro in base al profilo dell'utente.
test_cookie15 minutesQuesto cookie è impostato da doubleclick.net. Lo scopo del cookie è determinare se il browser dell'utente supporta i cookie.
VISITOR_INFO1_LIVE5 months 27 daysQuesto cookie è impostato da Youtube. Utilizzato per tenere traccia delle informazioni dei video di YouTube incorporati su un sito web.
Others
Altri cookie non categorizzati sono quelli che vengono analizzati e non sono stati ancora classificati in una categoria.
CookieDurataDescrizione
CONSENT16 years 9 months 17 days 5 hoursNo description
ACCETTA E SALVA
Powered by CookieYes Logo
error: Contenuto protetto
No Result
View All Result
  • Storia di Monopoli
  • Rubriche
    • STORIA DI MONOPOLI
      • Storia di Monopoli. Dalle origini all’anno 1042
      • Storia di Monopoli. Dall’Anno 1042 al 1529.
      • Storia di Monopoli. Dal 1529 al 1861
      • Peste del 1690
      • Passeggiata nella Monopoli del ‘600
    • IMMAGINI
    • TERRITORIO e POPOLAZIONE
      • L’Abbazia Castello di S. Stefano
      • Cripte
      • Popolazione
    • DIALETTO, CUCINA TRADIZIONI
      • Il dialetto di Giacomo Campanelli
      • Il Dialetto Interpreti Dizionari
      • Detti e Proverbi Monopolitani
      • Cucina Monopolitana
    • SANITA’ e SERVIZI
      • Ospedale S. Giacomo
      • Poliambulatorio Covid Usca Dipartimenti
      • Medici di Medicina Generale / Pediatria
      • Farmacie
      • Cliniche e Laboratori
    • IMPRESE e ASSOCIAZIONI
      • Albo Imprese di Monopoli
      • Associazioni
    • ENTI e FORZE DELL’ORDINE
      • Enti Pubblici
      • Forze dell’Ordine
    • MEDIA
      • Foto
      • Video
  • Comune e Regione
    • COMUNE
      • Amministrazione
      • Delibere Ordinanze e Provvedimenti
      • Determinazioni Ordinanze Permessi a costruire Avvisi Bandi
      • Comunicati Stampa
      • Servizi Comunali
      • Aree Organizzative Uffici Comunali
      • Biblioteca
    • REGIONE PUGLIA
      • Comunicati Regionali e ASL Ba
      • Bollettini Regionali
  • Politica
  • Attualità
  • Arte e Cultura
  • Storia
  • Territorio
  • Salute
    • Comunicati del Sindaco
    • Comunicati Regionali e ASL Ba
    • Bollettini Regionali
    • Coronavirus in Italia
    • Il tempo del coronavirus
    • 2020 anno del Coronavirus
  • Società
  • Economia
  • Sport

© Monopoli Tre Rose - Cookie Policy