
Rosario Bentivegna. Partigiano italiano.
Nato a Roma il 22 giugno 1922, dove è vissuto fino al 2 aprile 2012, giorno della sua morte.
Durante la seconda guerra mondiale, diventa un militante attivo dei Gruppi di Azione Patriottica – i cosiddetti GAP, nati dopo l’8 settembre del 1943 e organizzati dalla Resistenza romana – è studente universitario di medicina e aderisce alle posizioni politiche del Partito Comunista Italiano per combattere contro l’occupazione tedesca dell’Italia.
È “Paolo” il suo nome di battaglia.
Dopo la fine della guerra, esercita la sua professione di medico. Continua, insieme alla moglie Carla Capponi, a essere militante, svolgendo attività politica all’interno del PCI.
Difende con intransigenza l’operato suo e dei suoi compagni durante l’arco della Resistenza.
È lui il protagonista operativo dell’attentato di Via Rasella n. 155.
Rosario Bentivegna fa esplodere un carretto dell’immondizia carico di tritolo.
Travestito da netturbino, si incarica di collocare e poi innesca l’ordigno esplosivo, che causa la morte di trentadue soldati tedeschi sudtirolesi del Polizeiregiment “Bozen”.
All’azione prendono parte i Gap centrali del Pci comandati da Salinari e Calamandrei.
Kappler, il comandante tedesco della piazza, per rappresaglia, ordina l’uccisione di 335 italiani: ebrei detenuti, civili e partigiani.
La strage ha luogo la mattina successiva nelle cave di pozzolana in via Ardeatina.







