La cripta dello Spirito Santo è uno dei luoghi imperdibili di Monopoli.
Questo triduo di novena procede per 7 giovedì (numero che rappresenta i 7 doni dello Spirito Santo) e termina con la solenne celebrazione eucaristica nella domenica di Pentecoste dove il periodo di Pasqua ha il suo termine.
Quest’anno come da rito da numerosi anni, si rinnoverà la solenne processione con la recita del rosario devozionale allo Spirito Santo con itinerario che parte alle ore 17.15 dall’ingresso principale del cimitero comunale fino alla cripta rupestre.
A seguire si ha modo di poter partecipare alla solenne celebrazione eucaristica officiata da don Leonardo Giuliano all’esterno.
La novena e la messa sono state curate nei minimi dettagli grazie a numerose persone che è doveroso nominare: in primis, un grazie al custode Giuseppe Aversa per la disponibilità e la sua grande passione per la chiesa che mantiene e sostiene; il secondo grazie va al segretario Alessandro Morè per la cura degli eventi e la gestione della parte tecnica; inoltre a tutti i sacerdoti che si sono susseguiti in questi giovedì di novena, a tutta la confraternita di Santa Lucia che renderà la propria disponibilità per il servizio liturgico di questa domenica e al coro “in Concordia Animi “diretto dal M° Rosa Todisco che animerà la celebrazione.
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A cura di Alessandro Morè
La cripta, databile intorno al X-XI secolo e restaurata 6-7 anni fa, si trova in strada contrada Santo Spirito: basta costeggiare il cimitero comunale per raggiungerla dopo un chilometro.
Così il prof. Cosimo Lamanna, docente di Storia e Filosofia, guida storica del CTG di Monopoli racconta della Cripta: Il popolo di Monopoli considera la cripta come la “chiesa dei morti”, per la sua collocazione nei pressi del camposanto . Le donne durante il breve pellegrinaggio invocano lo Spirito Santo nella speranza di guadagnare indulgenze per sé e per i propri defunti.
Così Pinuccio Aversa, il custode della Cripta da generazioni: Da sempre è la mia famiglia che si prende cura di questo posto. È una sorta di tradizione iniziata dal mio bisnonno e trasmessa poi di generazione in generazione. Cerchiamo di mantenerla in un buono stato: facciamo arieggiare gli ambienti, cambiamo i fiori e la preserviamo dai vandali, che anche nel recente passato l’hanno deturpata.
Sembra una vera e propria grotta, un ambiente dai colori fiochi e illuminato da alcune lampade fissate sulle pareti rocciose. La cripta è divisa in tre navate, delimitate da colonne di colore chiaro ricavate dalla roccia, tutte terminanti con preziosi capitelli uno diverso dall’altro, adornati con motivi floreali e figure antropomorfe. Dalle colonne poi dipartono archi a tutto sesto che si rincorrono per tutto il soffitto, articolandosi così in volte a crociera.
In alto, quasi a osservare il passaggio dei fedeli, compaiono infatti i volti di due santi.
Nella navata centrale e di fronte a noi si trova l’altare principale dominato da una nicchia in cui è presente l’affresco meglio conservato della chiesa: la Sacra Effige della Santissima Trinità. Dalle linee semplici e i colori caldi, rappresenta la figura di Cristo crocifisso, su cui il Padre sembra vegliare, assieme allo Spirito Santo sotto forma di colomba.
Poi un piccolo vano illuminato da un’apertura sul soffitto attraverso cui filtrano i raggi solari. Questa parte della cripta è molto più semplice, priva di archi e colonne, ma arricchita da un altarino su cui compare un altro affresco un po’ più rovinato rispetto al precedente: raffigura la Madonna avvolta da una veste bianca con in grembo Gesù bambino.













Quando è visitabile la chiesa rupestre in questo mese di Agosto? Grazie
Rivolgersi al Comitato per il il Recupero e la Valorizzazione della Cripta.