La sua vita
Gianni Lenoci nasce a Monopoli il 6 giugno 1963 da Domenico, medico pediatra, e Vita Barbarito, insegnante.
È il primo di quattro fratelli con Valentino, Sandro e Sergio.
Nel 1995 sposa Annamaria Dibello e dalla unione nascono Domenico (1998) e Martina (2002).

Avviato sin da bambino agli studi musicali, Gianni si diploma nel 1987 in pianoforte presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma, e successivamente in musica elettronica presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, ove consegue anche il Diploma Accademico di secondo livello in pianoforte, indirizzo solistico, con il massimo dei voti e la lode, con un recital monografico e una tesi sull’opera pianistica di Morton Feldman.
Gli studi e le affermazioni
Studia jazz ed improvvisazione con Mal Waldron e PaulBley.
È finalista nel 1993 dell’European Jazz Competition di Leverkusen (Germania) e nel 1996 è vincitore di un premio della Fondazione Acanthes di Parigi.

Nel 2003 la sua composizione elettronica “Notturno Frattale” riceve il Premio Internazionale della Società Italiana di Informatica Musicale. Collabora con i massimi specialisti mondiali del jazz e della musica improvvisata.
Oltre che come improvvisatore, è interprete di numerosi compositori, in particolare Morton Feldman, Earle Brown, Sylvano Bussotti, John Cage e Johann Sebastian Bach.
Dal 1990 insegna Prassi Esecutiva, Improvvisazione e Composizione nei corsi di jazz del Conservatorio “N. Rota” di Monopoli, ricoprendo l’incarico di Coordinatore del Dipartimento di “Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali”.
È Visiting Erasmus Professor presso Bucharest University, Corfu University, Royal Northern College of Manchester, Conservatorio Superior de Malaga, Franz Liszt Hochschule in Weimar, Conservatorio Superior de Madrid, Conservatorio Superior de Salamanca, Yasar University di Izmir.
Nel 2011 è Associated Artist presso l’Atlantic Center for the Arts in Florida, USA. Nel 2012 il suo nome è inserito nel Dictionnaire du jazz di Philippe Carles.
Si esibisce in ogni parte del mondo ed incide più di 100 cd. Nell’aprile 2015 vince il Earle Brown Morton Feldman Grant Program 2016/17 della Earle Brown Foundation (USA).
Composizioni e impegni nazionali e internazionali
Compone più di centocinquanta temi per improvvisazione jazz e “songs” per strumento solista, ensemble da camera, orchestra jazz, coro, performers, elettronica e mixed media, oltre che brani musicali per il cinema e il teatro.
È protagonista assieme a Roscoe Mitchell, Sakis Papadimitriou, Gianni Mimmo, Georges Paul e Gunther Sommers del documentario “In Situ” prodotto dalla Radiotelevisione greca e dalla casa di produzione internazionale AnemicCinema.

Negli ultimi vent’anni dirige il suo laboratorio permanente di ricerca musicale denominato HocusPocus con i musicisti a lui più vicino: Vittorio Gallo al sax, Pasquale Gadaleta al contrabbasso e Giacomo Mongelli alla batteria. Nel 2021 è pubblicato “Alchimia dell’Istante”, un suo libro sulle tecniche improvvisative nella musica contemporanea.
Gianni muore il 30 settembre 2019 inaspettatamente, a causa di una malattia con la quale conviveva da diversi anni.
Uomo di profonda cultura e di grande umanità.
E’ impossibile, per le sue attività professionali, non pensare alle altre numerose cose a cui si è profondamente interessato nei campi della letteratura, poesia contemporanea, arte, filosofia, scienze religiose, antropologia culturale.
Era riservato e discreto nonostante non riuscisse a passare inosservato ovunque si trovasse: alto, le ossa lunghe, la pelle chiarissima, gli occhi cangianti, l’incedere dinoccolato e distratto.
Quando parlava, era allegro e appassionato, mischiava le parole al riso, non riusciva a contenere la sua grande attitudine alla didattica, il suo senso dell’umorismo sottile e contagioso.
Suonare in pubblico era per lui l’irrinunciabile voglia di spiegare l’origine e la destinazione di quel lavoro.
Gli attimi di silenzio in cui, curvo, in un modo che era soltanto suo, sembrava prostrato davanti al pianoforte, integrano un’immagine che rimane viva nella memoria di chi seguiva i suoi concerti.
Erano gli attimi in cui sembrava attendere un cenno da chissà dove. Erano gli attimi in cui sembrava raccogliere la bellezza, tradurre l’inaudibile, tessere dialoghi che ancora oggi non possono considerarsi cessati.

Annamaria Dibello
Arredatrice d’interni








Ci siamo frequentati molto in gioventù….tanti amici in comune…. era una persona speciale, di rara intelligenza e di un’umanità straordinaria.