Pubblichiamo alcuni stralci di un articolo a firma di don Maurizio Patriciello, pubblicato sull’“Avvenire” del primo aprile scorso nella rubrica “Passi di speranza”.
Nato nel 1955 a Frattaminore, in provincia di Napoli, Don Maurizio Praticiello non ebbe una vocazione sacerdotale immediata, bensì in seguito a un incontro casuale con un frate francescano. Infatti, fino all’età di circa trent’anni fece il lavoro di paramedico. Prese i voti, dopo aver intrapreso gli studi teologici. Il vescovo di Napoli lo inviò nel difficile quartiere del Parco Verde di Caivano, dove ci sono molte piazze di spaccio con un giro di affari di svariati milioni di euro l’anno. Dal quel momento è diventato un “Prete di strada”, una terminologia, con la quale si indicano quei preti, che esercitano il loro ministero pastorale per le strade della città, a contatto diretto con le persone, che quotidianamente incontrano. Completamente impegnato in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata. Sono sue le parole: «Le mie armi sono il Vangelo e la preghiera». «Sono solo un povero prete di periferia».
Immerso nel mistero della mia vita
«Voglio imparare. Ho bisogno di imparare. A vivere. Vi guardo. … quando non ve ne accorgete, anche quando non me ne accorgo. Vi interrogo e … rispondete. Vi osservo. Quando le lacrime vi offuscano gli occhi e … la gioia vi riempie il cuore. La carne … di chi è appena giunto al mondo, le rughe di chi si prepara ad andare via, gli innamorati che sognano, gli amanti … si cercano furtivi, i poveri, i ricchi, attraggono l’interesse mio».
«Scruto, persone e libri. Persone vive, che camminano, mangiano, amano. I libri: pagine morte che rifioriscano quando le sfoglio … . Leggo. Gli animi vostri e l’animo mio. … si somigliano. Che abissi! Che profondità! Voglio essere speleologo. Per scendere negli anfratti bui, nelle profondità dei cuori. … dove più veri siamo, la menzogna tace e il mistero è grande. Ho bisogno di raggiungerlo, il mistero. M’immergo, dentro di voi, dentro di me».
«M’arrampico, … , sulle vette alte dei monti. Lassù contemplerò le nevi e il sole, ascolterò il ruscello farfugliare mentre scende a valle. Griderò ai falchi e alle farfalle. Ognuno ha una parola. Alcune non le conosco ancora. Studierò la lingua degli orsi e degli uccelli, la lingua … che il silenzio ama. Ho bisogno del silenzio. Voglio che il silenzio mi diventi amico. Voglio, nel silenzio, continuare a scrutare il cuore».
«Ho paura di morire analfabeta. Vado in cerca di maestri. Maestri … sono i sensi e i sentimenti belli, l’odio e il rancore. Maestri, le donne e gli uomini, gli animali e la tempesta, il mare e il deserto. Imparo. Per essere … vero, per essere me stesso, per non mentire a voi. Per non mentire mai. Alla vita. Vita che mi tiene in vita. Vita che si trasforma in morte. Morte che non vuol morire. Morte che non muore … . Morte che mi aprirà alla Vita».
(da don Maurizio Patriciello)







