“Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo”.
Su Gesù e sul suo Vangelo nel corso dei secoli sono nate e poi si sono moltiplicate molte leggende e talvolta delle autentiche fiabe. Nate dalla curiosità dell’indagine per conoscere effettivamente chi lui fosse. Sicuramente in seguito è stata nascosta dall’alone e dal mantello del sapere tutta la verità prima che la grande teologia lo ricoprisse interamente, offuscando e nascondendo il valore della sua storicità.
Il famoso conduttore televisivo si confronta con lo storico Mauro Pesce. Una indagine sulle tracce di una vicenda, che ha cambiato la storia dell’umanità. Un bestseller che ha suscitato accese polemiche.

Corrado Augias, scrittore e giornalista, autore di numerosi libri, presente in molti programmi televisivi, ha fatto numerose ristampe e traduzioni con varie case editrici. Tra le tante pubblicazioni della sua vita, nel 2006 ritroviamo con Mauro Pesce “Inchiesta su Gesù”. Gli stessi argomenti ci portano a sottolineare con Remo Cacitti “Inchiesta sul cristianesimo” del 2008 e con Vito Mancuso “Disputa su Dio e dintorni” nel 2009. Saggi che hanno ottenuto un grande successo di pubblico. Fra i suoi ultimi libri ricordiamo: “Il disagio della libertà” del 2012, “I segreti d’Italia” dello stesso anno, con Marco Vannini “Inchiesta su Maria” del 2013 e “Tra Cesare e Dio” del 2014. Nello stesso anno da Einaudi ha pubblicato il romanzo “Il lato oscuro del cuore”.
«Il bisogno di conoscere bene Gesù detto il Cristo, che ha così profondamente influenzato la storia del mondo, è diffuso anche fra chi non lo ritiene il “figlio di Dio”, sulla base di quanto possiamo sapere e ricostruire, lo si può leggere in queste pagine». (Corrado Augias).

Mauro Pesce, uno dei massimi biblisti, docente di storia del cristianesimo presso l’università di Bologna è autore di numerosi saggi sul Nuovo Testamento. Studi approfonditi su Galileo Galilei. Nel 2004 per la Mondadori ha pubblicato “Le parole dimenticate di Gesù”. Con Corrado Augias “Inchiesta su Gesù”.
«Bisogna sempre ricordare che, fin dall’inizio, sono state date interpretazioni diverse di Gesù. In principio c’è la diversità: non solo cristianesimo, ma molti cristianesimi. Del resto le cose stanno così ancor oggi. Anche per le altre religioni». (Mauro Pesce).
«È possibile sapere chi era l’uomo che circa due mila anni fa percorse la terra d’Israele, parlò alle folle, guarì gli ammalati, lanciò un messaggio che mai prima d’allora era stato concepito e finì straziato su un patibolo infame? L’uomo nella sua fisicità di carne, sangue, muscoli, prima che la liturgia, la dottrina, il mito trasformassero la sua memoria in un culto, il culto in una fede, la fede in una delle grandi religioni dell’umanità».
Augias ha scelto Pesce per questo approfondito confronto. Gli rivolge quelle domande, che, cristiani e non cristiani, talvolta superficialmente propongono alla nostra riflessione. Sia sul periodo storico nel quale Gesù visse, sulla sua vita, sulla sua morte tremenda, sulle sue parole, sui tanti libri, che ne danno la descrizione, sia su quel venerdì del Golgota. In conseguenza di tutto questo, la nascita della religione, che da lui prese il nome. Gesù non l’ha mai fondata. L’”inchiesta” ci mette sotto gli occhi una prospettiva, anzi un progetto di rinnovamento e una personalità complessa, che ha come unico scopo il riscatto degli emarginati, mai interamente disvelato a chi gli era quotidianamente vicino. Una figura in solitudine, ma coerente con i suoi principi fino a sacrificare se stesso.
È tutto qui il colloquio tra Corrado Augias e Mauro Pesce. Un dialogo semplice, che mette a fuoco questa indagine. Prosegue pacatamente, evidenziando i sentimenti e quella profondità dell’anima, che pervade lo scambio delle rispettive analisi su verità incontrovertibili. Con equilibrio e con la consapevolezza del rispetto delle fonti. Una richiesta ancestrale, proveniente dalla storia. Tesi a confronto. Un dato acclarato: Gesù non è una figura “puramente concettuale”. Non è un mito. Giammai può essere considerato alla stregua dei grandi eroi di Omero.
Questo saggio ha una grande importanza per la cultura italiana, non soltanto religiosa.
Antonio Losito








