PRESENTAZIONE DELLA SILLOGE
“COME GRANO CHE BIONDEGGIA AL SOLE”

Alla presenza di un numeroso e attento pubblico di insegnanti, genitori ed estimatori è stata presentata la Silloge “Come grano che biondeggia al sole” di Liliana Camarda, scrittrice, educatrice culturale, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Vito Intini” di via Dieta di Monopoli.
Si tratta di un’opera che parla di rinascita, del ricostruire le proprie emozioni, di non temere un “sé” racchiuso nell’ombra ma che, anzi, non teme di mostrarsi al sole, per quel che intimamente è.
Liliana Camarda ha parlato delle sue risonanze, delle guerre inutili con sé stessi e di come la parola può farsi suono.
L’incontro, con il patrocinio gratuito del Comune, è stato presentato dalla docente Antonella Girolamo e dall’avvocato Francesco Losito, presidente del Consiglio d’Istituto.
E’ stato accompagnato dalle musiche al pianoforte di Simone Camarda, fratello di Liliana, e dal canto di Chiarastella Raimondi, sua figlia.

Introduzione di Francesco Losito

Abbiamo voluto cominciare così questo nostro incontro perché stasera l’autrice vuole rivolgersi, accompagnata da Antonella Girolamo, alla nostra interiorità.
Come infatti onorare la Vostra presenza qui se non esternando la propria interiorità con il frutto più bello…..le sue poesie!
Intendo per interiorità un complesso di parole come Anima, Spirito, Anima Spirituale, Mente, Cuore……nella convinzione di quella frase del Vangelo che io amo più di Gesù:
A che serve ad un essere umano / Guadagnare il mondo se poi / Perde la propria
(il testo greco dice PSIUKE’”) che si può tradurre con Anima oppure Vita oppure in senso più ampio INTERIORITA’.
Se perde il contatto con la propria interiorità! la capacità di rientrare in se stessi, di esaminarsi, di riprendersi, di tenersi, di raccogliersi (così come appunto scrivere una poesia!).

Liliana Camarda, nata nel 1963, è mamma di 3 figli, Francesco, Lorena e Chiarastella.
Liliana comincia a scrivere sin da bambina.
Considerata la penna della classe dalle Elementari fino al Magistrale e all’Università veniva sempre interpellata quando bisognava redigere pensieri e discorsi per festività ed occasioni particolari.
Comincia la sua carriera scolastica come insegnante di scuola primaria ma già nel 1996 ha il suo primo incarico da Dirigente scolastico.
Dal 2012 ad oggi ricopre tale incarico presso il nostro Istituto Comprensivo Vito Intini con una pausa della durata di più di un anno nel quale ricopre l’incarico presso l’Ufficio Scolastico Regionale come Dirigente Tecnico.
Liliana ha pubblicato una serie di libri.
Poesie.
Nel 1988 “Frammenti di cuore”, nel 1996 “verso la Superficie”, nel 2000 “Giuncaglie”, nel 2004 “Profumi della mia terra”e “Amori”, nel 2014 “La notte del cuore”
Romanzi
Nel 2002 il primo romanzo “La grande attesa”, con cui vince il concorso nazionale Monte Verde Irpino e premiata con il “pennino d’oro ed il conferimento della medaglia dal Presidente della Repubblica”
Racconti
Nel 2013 “Mandorlo in fiore”
Silloge
Nel febbraio 2020 “Come Grano che biondeggia al sole”
La figlia Chiarastella studia canto Pop e Rock con i maestri Fabio e Ivan Lazzara che collaborano con il maestro Beppe Vessicchio.

Il fratello Simone è compositore di musica per immagini, studia presso il Conservatorio Musicale Nino Rota di Monopoli con i maestri Paolo Vivaldi, Silvio Relandini e Admir Shkurtaj, celebri autori nel mondo della musica per la cinematrografia.

Antonella Girolamo è docente di scuola primaria a Locorotondo (ma ha insegnato anche da noi), amata dagli alunni, appassionata e appassionante, esperta di coding e informatica, oltre che di inglese.
Moglie, mamma ed insegnante felice. Le piace vivere di passioni e con passione!!!
Adora parlare, spiegare, leggere, ascoltare e infondere il piacere della scoperta ed il gusto di apprendere, lungo i sentieri della fantasia e fra le tante affascinanti pagine dei libri.
Adora, anche lei, scrivere poesie e pensieri, riflessioni e idee su fogli bianchi e negli articoli di giornale. Ha pubblicato un volume di poesie intitolato “Il desiderio di parlare dell’anima” e collabora da tantissimi anni con la rivista “Paese Vivrai” fondato da Giuseppe Giacovazzo.
Adora viaggiare in paesi vicini e lontani per scoprire e riscoprire quello che di bello c’è nel mondo e quanto l’uomo, se vuole, sa costruire.
Adora mangiare cibo genuino e bere un bel bicchiere di vino in compagnia.
La vita, per lei, è un meraviglioso regalo ed ogni giorno va vissuto come fosse l’ultimo. Per questo come lei ama dire, “s’illumina d’immenso” “ogni mattina!!!.
Liliana Camarda
ha risposto, all’impronta,
alle domande che le ha posto Antonella Girolamo
ed ha declamato alcune delle sue liriche
Qui,
dove il silenzio è parola
e brivido il sussurro del vento,
Qui,
dove tutto parla
e l’inespresso si fa eloquente
ed inequivocabile
a un solo sguardo…
Qui,
dove il tempo
si è fermato
sulle mie lacrime
di bimba innocente
cresciuta troppo in fretta,
di donna ferita
nell’identità,
di madre tradita
e pugnalata a morte
dalla vita
nei sogni più belli
e nelle speranze
del domani…
Qui,
dove il dolore
ha sposato l’amore
e, dove, inaspettate,
le catene
delle mie prigioni interiori
sono diventate
braccia e mani protese
alla ricerca di un abbraccio avvolgente,
forte ma cullante,
dove lo spasmo
del rifiuto di me stessa
si è fatto ricerca
della femminilità negata,
perdono e consapevolezza più matura,
dove la fine
e la morte perenne dell’io
è diventata attesa
gravida di nuove promesse,
dove ho toccato il mio orizzonte
riconciliando la donna ferita
e la bimba mai cresciuta
ora smaniosa di vita
per gli imprevisti percorsi
di un disegno misterioso…
Qui, qui,
…dove ho ritrovato me
stessa perdendo quella me
che vestivo ogni giorno
recitando una parte non mia – quella
me che non sono mai stata -,
permettendo alla bimba impaurita di
imparare ad amare
ogni giorno la vita,
se stessa, l’amore…
Qui…
dove tutto ha un senso
ai miei occhi
ed è mistero al mondo.
Ti aspetterò.
In fondo alla via
lungo la quale dissiperai i tuoi giorni, facendoti beffa
del mio testardo amore di cui non comprendi
i gesti e le parole,
ti aspetterò.
A braccia spalancate, fosse pure
nel sovrumano sforzo
del tardo abbraccio
al limite del tempo
per me stabilito,
ti aspetterò…
Non per dirti
con aria di trionfo
che lo sapevo
sarebbe giunto il giorno
né per cantare
un ‘amara vittoria
che non potrà colmare
l’amore e il tempo perso,
come forse tu credi
-attribuendomi
gesti, parole e pensieri
solo tuoi e non miei -,
ti aspetterò…
fosse pure
per l ‘ultima carezza
e l’ultimo sorriso,
solo per dirti
quanto ti ho amato,
figlio mio.
E gravido
sarà il domani
di giorni nuovi
e amore
a piene mani.
Lo seminammo
tra le spine
del rigore
di un gelido e grigio inverno,
fatto di giorni freddi e tutti uguali, in cui
sembrava immobile la vita
e già palpitava
di nuovi
brulicanti germogli.


























