Martedì 28 marzo 2023, si è tenuta presso il Museo Diocesano di Monopoli la presentazione del libro di Gabriella MORETTI, Le laudi mariane del seminario di Monopoli nel 1819.
Sono intervenuti come graditi ospiti Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli, il Prof. Pasquale Corsi, Docente di Storia Medievale e di Storia Bizantina presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, il Prof. Achille Chillà, Docente di Materie Letterarie e Storia e Presidente della Sezione di Monopoli della Società di Storia Patria per la Puglia, oltre naturalmente all’autrice, Prof.ssa Gabriella Moretti, docente di Materie Letterarie e Latino presso il Polo Liceale “Galilei-Curie” di Monopoli. L’iniziativa si è svolta in presenza di un pubblico affezionato di tutte le età e segna la ripresa per le attività della sezione della Storia Patria di Monopoli, con in calendario altri eventi che presto vedranno la luce.
Nella sua relazione, il Prof. Corsi ha sottolineato che compito precipuo quando si presenta un libro è quello di favorirne la lettura e la comprensione degli elementi essenziali, evidenziando i contenuti, la struttura, le modalità editoriali e le finalità. Egli si è soffermato sulla forte valenza storica della pubblicazione su molteplici versanti: «innanzitutto riguardo alla città di Monopoli ed alle sue istituzioni, poi per tutte le connessioni rintracciabili con le vicende del Mezzogiorno in una fase particolarmente cruciale della sua storia; a tutto ciò si aggiungevano ovviamente le testimonianze che se ne potevano ottenere riguardo alle strutture ecclesiastiche, in particolare di quelle culturali ed educative. Agli aspetti propriamente prosopografici, si aggiungono quelli di carattere sociale, economici, culturali, artistici ecc., che affiorano qua e là, ma che sono coerenti con il contesto generale».
Inoltre, sono evidenti riferimenti al periodo nel quale gli eventi si collocano: «Quell’epoca è da considerare senza alcun dubbio come una delle più tormentate, a causa dei contrasti e delle convulsioni che se ne generarono, come di solito si osserva in tutte le epoche di transizione. Per quanto riguarda il Mezzogiorno d’Italia, basti pensare ai contraccolpi causati dalla Rivoluzione francese del 1789, dalle tragiche vicende della Repubblica Partenopea, sino alla conquista del Regno da parte dei Napoleonidi (Giuseppe e poi Gioacchino Murat, 1806-1815) e dalla restaurazione della dinastia dei Borbone. In questo contesto, già di per sé molto convulso, si collocano i riflessi che è dato cogliere nella vita della Chiesa, nella sua organizzazione (basti pensare alle soppressioni di enti religiosi) e nel ruolo svolto da alcuni esponenti del clero riformista. D’altro canto non sono da sottovalutare le testimonianze definibili, per così dire, in una logica di continuità, per non parlare del tracciamento delle forme di pietà e devozione popolare, come a Monopoli il culto della Madonna della Madia».
Si tratta di componimenti poetici, in italiano e in latino, recitati nel corso di un’Accademia ovvero Saggio di fine corso nel 1819, a cura degli allievi del seminario di Monopoli. Esiste, sempre per il seminario monopolitano, un precedente: una Accademia del 1786, all’epoca dell’episcopato di Raimondo Fusco (1785-1804), con docente di Belle Lettere don Luigi Fino; i relativi testi, riguardanti l’approdo e il culto della Madonna della Madia, anch’essi pubblicati dalla professoressa Moretti (Bari, Levante Editori, 2019).
Il seminario venne fondato nel 1666 per volontà del vescovo Giuseppe Cavalieri e da lui inaugurato nel 1668. Il vescovo Cavalieri gli diede anche un Regolamento, pubblicato nel 1690 (Trani, Eredi del Valeri). Questa importante istituzione, religiosa e culturale, è stata attiva, tranne alcune fasi di chiusura, sino al 1964.
Nel 1819, vescovo era Lorenzo Villani, rettore del Seminario don Tommaso Palasciano, docenti di Belle Lettere don Giuseppe Casimiro Accinni, i seminaristi partecipanti della tornata accademica, in tutto 21 e le loro notizie anagrafiche sono dedotte in massima parte da un Registro degli alunni del Seminario di Monopoli, compilato dal 1677. Durante l’episcopato di Lorenzo Villani, 1805-1823, Fasano passò dalla giurisdizione dei Cavalieri di Malta a quella del vescovo di Taranto e, nel 1811, al vescovo di Monopoli. La giurisdizione della diocesi finì quindi per estendersi su quattro paesi: Monopoli, Cisternino, Fasano e Polignano. Del vescovo Villani sono menzionate varie iniziative in favore della Chiesa locale, tra cui lavori di restauro nella cattedrale di Monopoli.
Poiché il Regolamento del vescovo Cavalieri (adottato anche dall’arcivescovo di Benevento, cardinale Pietro Francesco Orsini, poi papa Benedetto XIII) non era più reperibile a Monopoli, il vescovo Francesco Pedicini (successivamente promosso ad arcivescovo di Bari) nel 1857 pubblicò un volumetto intitolato Regole del Sacro Seminario di Monopoli (Bari, Cannone). Vi sono dettagliatamente prescritte le norme per l’ammissione al Seminario e per il comportamento dei seminaristi. Sono anche minuziosamente elencate le prescrizioni circa gli insegnamenti da impartire e la didattica.
La sostanza dell’Accademia del 1819 sono quarantuno componimenti poetici in italiano e in latino, tutti dedicati al tema della Dormizione ed Assunzione in cielo di Maria, cui è stata consacrata nel 1770 la concattedrale di Monopoli. Già pubblicati a Napoli nel 1819, questi componimenti sono stati recuperati dall’oblio e riediti in veste moderna, con opportune note di commento. In proposito, il Prof. Corsi osserva che questo «si inseriva nel grande solco della continuità culturale greco-romana e cristiana, rappresentando quindi una testimonianza ulteriore di quella identità storica, che si sta inesorabilmente spegnendo nell’Occidente in fase di declino». Inoltre, «L’assunzione al cielo di Maria ha innanzitutto il suo fondamento (anche se non è esplicitamente asserito) nelle Sacre Scritture; si possono inoltre riconoscere in proposito le tracce di una intensa devozione da parte dei fedeli, sin dai primi secoli del cristianesimo. Questo processo storico plurisecolare (attestato di sicuro sin dal secolo VI, ma anche prima) si è dunque progressivamente sviluppato, poggiando sul concetto della “tradizioneviva”, come si esprimono gli studiosi di Mariologia… Prima di giungere alla proclamazione del dogma, papa Pio XII volle però che si procedesse ad una consultazione di tutto l’episcopato cattolico, mediante l’enciclica Deiparae Virginis del 1946. La stragrande maggioranza dei vescovi si espresse a favore e furono raccolte anche milioni di firme, a testimonianza di un sentire molto diffuso e radicato… si è quindi giunti alla formulazione del dogma dell’Assunzione di Maria, formalmente proclamato da papa Pio XII, con una definizione solenne, il 1° novembre 1950, mediante la costituzione apostolica Munificentissimus Deus. Fu sempre Pio XII a fissare la festa liturgica dell’Assunzione alla data del 15 agosto».
Tra i componimenti poetici dei seminaristi del 1819, spicca, in particolare, uno dei testi presentati da Francesco Paolo Musajo, intitolato In Virginis Assumptionem Oratio, sia per la sua ampiezza sia per la complessità delle formulazioni teologiche e per i richiami alla letteratura precedente. In generale tutti i seminaristi sono dotati di cultura teologica approfondita e puntuale.
In conclusione, parafrasando la stessa Conclusione della Prof.ssa Moretti: «questo libro non solo recupera una serie di testimonianze sulla vita culturale della città di Monopoli ed un quadro prosopografico dei primi decenni dell’Ottocento cittadino, ma offre anche una serie di spunti per nuove indagini e riflessioni. Il che è quanto di meglio può offrire un qualsiasi libro, che abbia davvero una sua autentica vitalità».














