
Nei periodi di difficoltà emergono quei valori fondamentali che caratterizzano il nostro sistema-Paese. La pandemia da Covid 19 ha creato molti problemi.
Allo stesso tempo abbiamo frequentemente sentito invocare i principi scolpiti nella nostra Carta costituzionale.
Un ancoraggio, un conforto, un punto di riferimento, che continua a ispirare la nostra vita di relazione e il rapporto con le istituzioni.
Sono state create le condizioni per non ripetere gravi errori.
Un intero Paese gode tuttora la reatà di una pace duratura.
Una Carta maturata con la fine della parentesi storica culminata nella tragedia della seconda guerra mondiale e scritta dalla volontà della stragrande maggioranza del popolo italiano.
L’Assemblea costituente ha obbedito al compito di tradurre una volontà in uno strumento giuridico, che ha scolpito indelebilmente i termini essenziali della condivisione.
Dalla dialettica, sviluppatasi nell’Assemblea costituente, sono nati i frutti migliori, che ancora oggi possiamo cogliere: la base e il cemento della nostra democrazia.
Ci stupisce ancora quel rilevante risultato realizzato da una insperata sinergia di obiettivi tra le forze intellettuali e politiche ideologicamente molto distanti tra loro.
Cattolici, socialisti e liberali, tre componenti, che offrirono un contributo decisivo all’esito positivo dei lavori.
Sacrificando certamente punti fermi delle proprie posizioni, con lo scopo di realizzare una rottura netta con il passato.
La Costituzione possiede in sé un valore storico e dinamico. Vale per tutti e tutti si riconoscono in essa.
Approvata il 22 dicembre 1947 e promulgata il successivo giorno 27 da Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato Italiano, precisa nel capitolo iniziale, dedicato ai Principi Fondamentali, i termini generali.
Unità e indivisibilità della Repubblica.
Il principio democratico: la sovranità appartiene al popolo.
La forma di governo, l’attribuzione delle norme e delle competenze, la divisione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.
Significativa è la collocazione dei diritti fondamentali della persona umana sia nella sua singolarità, sia all’interno delle formazioni sociali. Emerge la centralità dell’uomo, il suo rispetto, la sua dignità. Senza alcuna differenza di sesso, razza, religione, censo o opinioni politiche.
Diritto al lavoro e relativi oneri dello Stato.
Importantissimo è il riconoscimento dell’indipendenza e della sovranità della Chiesa Cattolica accompagnata dall’attenzione a tutte le altre confessioni religiose.
Chiaro riferimento allo sviluppo della cultura e della ricerca.
Attenzione all’ambiente e al patrimonio artistico e storico.
L’Italia è aperta alla vita delle relazioni internazionali, conformando l’ordinamento giuridico alle norme del diritto internazionale. Impegno a riconoscere allo straniero il diritto di asilo secondo i trattati internazionali.
Ripudio categorico della guerra come strumento di soluzione delle controversie internazionali, legate alle indicazioni dell’UE e dell’ONU, che assicurano giustizia e pace.
Un compendio di civiltà giuridica.
Assoluta libertà di manifestazione del proprio pensiero.
La nostra Costituzione ha un tributo e un riconoscimento unanime per la sua efficacia e per la sua fonte di insegnamenti democratici.







