SCIPIONE NAVACH E IL SUO LEGAME CON DANTE ALIGHIERI
Monopolitano di nascita e alberobellese di adozione, il professor Scipione Navach 88 anni, è stato professore di lettere e storia oltre che dirigente scolastico.
Ha collaborato con periodici locali e nazionali ed è stato autore di alcuni testi tra cui si ricordano: “Lettera al Vescovo” del 1980, “Vivere il mare” del 2006, “Poeti in Val di Magra” del 2009, “La Battigia” liriche del 2012 e tanti altri.
Ha ricevuto molti riconoscimenti tra cui si ricorda quello del 2019, nella città dei sassi con l’esposizione della sua poesia “A Matera”.
Ma il compagno di viaggio e di vita, oltre a sua moglie Adriana con la quale è sposato dal 1962, è il sommo poeta: Dante Alighieri.
Ma dove è quanto è iniziata questa passione per Dante?
Da quando frequenta il liceo classico, nella città vecchia, in un ex convento.
Si inizia con i versi de “La Vita Nova” grazie ai quali si comprende l’amore.
L’amore che va a braccetto con i precetti religiosi, l’amore che lega alla figura della donna.
Quello che affascina è constatare come il prof. Navach lega ogni episodio quotidiano a dei versi della Divina Commedia rigorosamente declamati a memoria.
Questo dono lo deve, pare, alla sua mamma speciale che lui definisce: “un obbligo morale nei confronti di una donna rimasta vedova, quando quel ragazzo un po’abbronzato aveva appena un anno. Una mamma poetessa, come lei, non è fortuna quotidiana. Abbonata ad una rivista mensile, cui, tra gli altri, collaborava anche Victor Hugo, con quella dolcezza che rendeva piacevole ogni suo comando, mi metteva sotto il naso i vari pezzi selezionati, che lei desiderava ch’io leggessi. Ma poi pretendeva che io mi disobbligassi con la recitazione di qualche terzina del Paradiso. Invito a nozze! Non poteva seguirmi più di tanto, ma aveva capito che la grandezza della poesia, che Dante ci aveva lasciato, era stata l’unica che, pur nella sua riconosciuta nostra inadeguatezza, avesse avuto la forza di farci balenare dinanzi agli occhi ciò che nessuna fervorosa preghiera era riuscita a fare: l’immagine di Dio”.
Le celebrazioni dei 700 anni dalla stesura della Divina Commedia non potevano passare senza la dovuta attenzione da parte del prof. Navach: – “Per il DanteDì, che in tutta Italia si celebra virtualmente il 25 marzo 2021, insieme a quattro amici bravi, sensibili e volenterosi, ho voluto proporre in forma video, su canale YouTube alcuni brani delle tre Cantiche della Divina Commedia. I video dei brani prescelti, sono preceduti da due miei testi su Dante, scritti in tempi diversi”.
Introducono alternativamente i brani: Anna Rinaldi e Paola Girolami. Videomaker: Leo Miraglia alunno della figlia del professore e la supervisione tecnica e il caricamento video è stato curato dall’associazione di volontariato culturale “l’occhiazzurra” di Coreggia (in territorio monopolitano fino al gennaio 1895).
Si invita a seguire il progetto realizzato sulla pagina YouTube: Cliccare su link seguente:
https://www.youtube.com/channel/UCFghY3BGi12WQgb8EQZjtqQ si rimarrà affascinati dalla forza, dalla passione e soprattutto dalla memoria del prof. Navach.
Mariangela Palmisano
Guida Turistica
Giornalista Pubblicista
Alberobello
Biografia Prof. Scipione Navach
Nato a Monopoli (Ba), 04.05.1933, docente di Lettere Italiane e Storia negli Istituti d’Istruzione Secondaria Superiore (1961-1985) e Dirigente Scolastico (1985-1990).
Componente, e successivamente Presidente (2001-2016) del Premio letterario Internazionale Castellana Grotte (Ba).
Ha partecipato a svariati Premi e Antologie di critica letteraria.
Con “Lettera al Vescovo” 1980, ha partecipato al dibattito sul referendum abrogativo della legge Fortuna – Baslini sul Divorzio.
Nel 2010, con una silloge di poesie, è vincitore del 1° Premio Internazionale “Marengo d’oro” Baruzzi – Bertozzi C.C. di Chiavari,(Ge).
Figura inoltre in varie antologie di Finalisti: “Poeti d’oggi”, “Vento di Maestrale”(2005), Sestri Levante ; “Poeti in Val di Magra”(2006) Ed. del Cenacolo; “Vivere il mare” (2005), Quaderni della Tigulliana, (2009), S.Margherita Ligure.
Ha pubblicato due raccolte di poesie: “Battigia” (2005),CSA Ed., Castellana Grotte; “Seguitando”(2016), Premio di finalista, E.T.S. Pisa.
Nell’anno 2013 pubblica una poesia dedicata a Matera città Europea della Cultura 2019, adottata da quel Comune.
La terza raccolta di poesie, “Il duro varco”, che recepisce le inquietudini e il disagio morale, indotti nella coscienza sociale dalla “pandemia”, è del dicembre 2020, Schena editore Fasano.
















Scipione Navach, ci ha lasciato, ora un vuoto affettivo e culturale coglie famigliari, parenti e amici. Scipione era una persona speciale in ogni aspetto: generoso, portato all’amicizia, quella pura, di una volta, che bastava guardarsi e una stretta di mano sigillava il significato dell’essenza del galantuomo.