Roma, 25 ottobre 1943
Il parroco di San Gioacchino, padre Antonio Dressino, appartenente alla grande famiglia dei “Redentoristi”, e l’ingegnere Pietro Lestini, con la complicità di una suora, Margherita Bernès delle Figlie della Carità con sede proprio di fronte alla chiesa e di una studentessa, prendono una iniziativa rischiosa.
Con determinazione senza farsi sconvolgere da paure e da ripensamenti.
Molti militari sbandati insieme a ebrei perseguitati, renitenti alla leva, e ricercati politici trovano rifugio in quella parrocchia.
Sono diciassette in tutto.
Il prete e l’ingegnere li nascondono tra la volta e il tetto della chiesa, nel quartiere Prati di Roma.
Rimarranno lì chiusi fino alla liberazione di Roma.
La storia, difficile a credersi se non ci fossero stati testimoni diretti, è durata dal 25 ottobre 1943 al 7 giugno 1944.
Nel proprio diario, uno di loro scrisse: “Murati”. Nella cupola di San Gioacchino. Ma salvati.
Nacque così la (S.A.S.G.) “Sezione Aerea di San Gioacchino” e agli organizzatori fu attribuito il titolo di “Giusti tra le Nazioni” dello Yad Vashem, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme.

Antonio Losito
Direttore Monopoli Tre Rose








