Gli anni giovanili nel paese vecchio
Sono nato il 9 dicembre 1961.
Mio padre si chiama Francesco, era pescatore, mia madre si chiamava Zazzera Caterina, casalinga.
Abitavamo nel “paese vecchio”, il centro storico, in via S. Salvatore n.7, in una palazzina su quattro livelli con una terrazza spettacolare verso il mare. Qui nacque la mia sorella più grande, poi io, poi ancora altre tre sorelle, in tutto 5 figli.
Non avevamo acqua. Mia madre, per rifornirsi, doveva andare con grosse brocche alla fontana di piazza Palmieri. Le scale da fare erano tante. Un giorno si ammalò per stanchezza e stress.
Mio padre si diede da fare immediatamente per trovare una casa in affitto e finalmente lasciammo la palazzina del centro storico di nostra proprietà, senza acqua, con tanti gradini e scarafaggi.
La nuova casa nel centro murattiano
Andammo ad abitare in via Cadorna n.2 e finalmente tutto ci sembrava bello. Qui nacquero le altre due sorelle. In casa con 7 figli c’era tanta miseria e i miei non ci potevano assicurare tutto quello che occorreva.
Nel quartiere avevo conosciuto tanti bravi bambini e giocavo con loro tutti i giorni, giocavamo a calcio, con palline, figurine, giornalini ed altro. Ero felicissimo e finalmente mia madre viveva con tranquillità.
Nel 1971 avevo appena 9 anni e, oltre a frequentare la scuola dell’obbligo, andavo anche a lavorare per aiutare i miei. La miseria era tantissima e fui costretto a lasciare la scuola subito dopo aver terminato la quarta elementare.
Dentro di me iniziò una tristezza infinita: vedevo i miei amici che continuavano gli studi e io costretto a lavorare, svolgendo anche dei lavori che un bambino non dovrebbe fare.
Nel 1975 cominciai a frequentare il serale alla G. Modugno per ottenere almeno la licenza elementare e per me fu già un primo passo per migliorare il duro percorso della vita.
Il ricordo della domenica
Di quegli anni ho vivo il ricordo di come si trascorreva la domenica.
In piazza XX Settembre, al mattino, si svolgeva un piccolo mercato,
Erano presenti con le loro carrette ( trajnedde ) una decina di pescatori per la vendita dei ricci, al prezzo di 10 lire ciascuno.
Insieme a quelle per i ricci c’erano anche le bancarelle di frutta secca. I dolci si acquistavano dal caffè Roma.
Dopo pranzo tutti in fila ad aspettare l’apertura del cinema Vadalà in piazza V. Emanuele, tutti con gli sguardi puntati sotto la fila di alberi, per vedere se arrivava l’avvocato (titolare dell’omonimo cinema) che distribuiva i biglietti per l’ingresso.
Nella sala i film più proiettati erano Maciste, Ercole e Sansone.
Durante l’intervallo del primo tempo veniva preso d’assalto il chiosco che vendeva di tutto.
Dopo aver visto tre volte lo stesso film diventava buio e ognuno rientrava nelle proprie case per cenare e finire gli avanzi del mezzogiorno. Dopo aver cenato baciavamo la Madonna e tutti a nanna.
Il lavoro e i sacrifici.
Poi ho continuato con vari lavori, anche nei cantieri edili. Nel 1982 decisi di frequentare anche il serale per ottenere il diploma di terza media.
Successivamente ho continuato la mia vita lavorativa svolgendo lavori di vario genere.
Ad un certo punto decisi di prendermi anche la patente D con il certificato di abilitazione. Sentivo che finalmente stavo facendo qualcosa di buono.

Nel 1984 ho conosciuto una ragazza di nome Marianna Albanese, diventata poi mia moglie.
Nel 1988 partecipai ad un concorso pubblico per il trasporto urbano.
Ci furono 20 vincitori tra i quali solo due ottennero il posto. Nel frattempo continuai come autista precario sempre al trasporto scolastico. Ebbi la prima chiamata dall’ufficio di collocamento il 7 gennaio 1987.
Ho sempre continuato a fare tantissimi lavori per mettere da parte qualcosa per affrontare un matrimonio come si deve e per comprare una piccola casa.
La famiglia

Il primo maggio del 1990 mi sposai. Nel frattempo io e mia moglie Marianna continuammo a lavorare per sostenere le spese necessarie all’acquisto e all’arredamento della nuova casa.
Il 10 novembre del 1992 nacque Katia, la nostra prima figlia; eravamo felicissimi perché avevamo messo dei soldi da parte per garantirle una vita serena, non come la mia.
Nel 1999 nacque anche la secondogenita, Sara, e la gioia per noi fu immensa e doppia.
Nonostante il lavoro precario la vita scorreva serena.
Adesso mia figlia Katia è una professoressa di lingue e Sara è una laureanda.
Le passioni, i lavori e gli hobby
Nel 2009 iniziai a dare spazio alla mia passione per la fotografia e nel frattempo frequentavo anche il serale nell’ex istituto scolastico IPSIAM, il marittimo.
Nel 2012 finalmente realizzai quello che desideravo ottenere da tanto, il diploma di maturità.
La mia vita lavorativa era sempre precaria, però sapevo come fare per garantire un pezzo di pane alla mia famiglia.
A giugno del 2012 si concluse, dopo 25 anni, il lavoro da precario che avevo, a cui tenevo tanto. Per me fu un momento davvero triste.
Sempre nel 2012 bandirono un concorso come agente precario nella Polizia Locale, mi preparai bene ma non riuscì a superarlo perché non ho mai avuto “santi in paradiso” e nemmeno chiesto niente a qualcuno.
Non mi sono mai arreso, ho continuato a fare qualcosa per mandare avanti la mia famiglia e, con il punteggio che avevo maturato come autista al trasporto scolastico, mi sono inserito nella graduatoria ATA del personale scolastico come collaboratore e assistente tecnico.
Dopo tre anni di precariato sono da poco diventato di ruolo e nel frattempo ho sempre cercato di migliorarmi come fotografo e video operatore.

Ho aperto pagine e gruppi su Facebook che mi hanno conferito tantissima fama. La gente, tantissimi amici hanno cominciato a seguirmi e stimarmi.
Il mio attuale obiettivo, dedicandomi ogni giorno ad eseguire foto della nostra bellissima città con lo pseudonimo “L’Occhio di Monopoli”, è quello di diventare un fotografo professionale a tutti gli effetti.
GALLERIA DELLE IMMAGINI































Buongiorno Signor Antonio volevo farle i complimenti per le belle immagini che posta oltre x il racconto della sua vitaabito a Milano e verso la fine di giugno sono venuta x una mini vacanza a Polignano bellissima cittadina e ne ho approffittato x fare un giro a Monopoli con il trenino stupenda città x caso mi sono collegata al suo sito L’OCCHIO DI MONOPOLI ed ho iniziato a collegarmi ogni giorno non sno iscritta a Facebook però qualcosa riesco a vedere.
le rinnovo ancora i iei complimenti per tutte le sue attività continui cosi buona giornata e un cordaile saluto Mary
Buongiorno Signor Antonio volevo farLe i complimenti x la bellissima storia della sua vita che ha raccontato ha una tenacia nel fare tutto ciò che le piace.
sono una peersona che abita a Milano a giugno sono venuta a Polignano a Mare per una mini vacanza e ho fatto un giro anche a Monopoli con il trenino, è una bellissima cittadina per caso mi ho scoperto il suo sito L’OCCHIO DI MONOPOLI pubblica delle bellissime foto e tutti i giorni mi collego x vedere cosa ha pubblicato però mi piace vedere quello che pubblica non sono iscritta a Facebook penso che la sua cittadina è magnifica un abbraccio e continii a fotografare un caro saluto e buona giornata Mary
facebook
Bravo Stefano! Certo Antonio meriterebbe un encomio più istituzionale, ma io gli ho sempre detto ( anche quando era tentato di smettere di fotografare perché qualcuno gli muoveva delle critiche) di continuare a seguire la sua passione perché la più grande gratificazione viene da dentro se stessi, non dagli altri!
Ringrazio tantissimo il professore Stefano Carbonara.
Ha fatto quello che dovrebbe fare la nostra amministrazione comunale.
Tantissima gente vuole che sia fotografo ufficiale della città di Monopoli, in questi anni ho lavorato tantissimo e sempre a spese mie, questo penso di meritarlo.
Peeò vedo che c’è tanto egoismo e menefreghismo, per fortuna questo non è nel mio DNA.
Quando mi hanno fatto delle richieste 📹📷 sono sempre a disposizione di tutti.
Un abbraccio a tutti.
Scusate lo sfogo.
Ai raccontato benissimo la storia della tua vita, ne puoi essere orgoglioso, quello que fai adesso con le bellissime fotografie e meraviglioso ,noi que siamo nati a Monopoli e que ci troviamo a l’estero, ogni fotografie che fai ci fa rinascere, grazie per tutto
Grazie e un abbraccio a tutti voi monopolitani che siete lontano dal cuore ❤️