
Nato a Little Rock il 26 gennaio 1880 e deceduto a Washington il 5 aprile 1964, MacArthur, generale e personalità di grande prestigio delle forze armate del secolo scorso, mostrò spiccate qualità di comando e grandi capacità strategiche durante la seconda guerra mondiale e la successiva guerra di Corea.
Austero di carattere, era dotato di una personalità forte, a volte eccessivamente egocentrica.
La storia ce lo restituisce come personaggio controverso sia sul piano dell’analisi e delle qualità di capo militare, sia su quello della valutazione delle sue idee politiche.
A noi ragazzi del ginnasio, imberbi e sempre alla ricerca di qualcosa di eclatante, apparve subito come un mito.
Soprattutto quando scoprimmo la sua “Preghiera di un padre”, di cui negli anni successivi della mia vita non ho mai avvertito nostalgia. Anzi.
La ripropongo solo come una novità assoluta di quegli anni della mia pubertà.
A dir il vero, non ho riscontrato gli stessi sentimenti avversi, legate alle mie successive animosità, da parte dei miei coetanei e amici. La retorica va bene, ma “cum grano salis”.
Antonio Losito
Preghiera
Dammi un figlio, Signore,
che sia abbastanza forte
da riconoscere la sua debolezza
e abbastanza coraggioso
da affrontare se stesso davanti alla paura.
Dagli la forza di restare in piedi,
dopo una sconfitta onorevole,
così come la forza di restare umile
e semplice dopo la vittoria.
Dammi un figlio, Signore,
in cui i desideri non rimpiazzino le azioni,
un figlio che conosca Te e sappia
conoscere se stesso.
Fa che percorra, Te ne prego,
non il sentiero dell’agiatezza
e della comodità,
ma quello dello sforzo e della sfida
nella lotta contro le difficoltà.
Insegnagli a tenersi dritto nella tempesta,
ma ad avere comprensione per coloro
che sono deboli.
Dammi un figlio che abbia un cuore puro
e un ideale elevato,
un figlio che sappia dominarsi prima
di voler dominare gli altri,
un figlio che sappia ridere
senza dimenticare come si fa a piangere,
che avanzi verso il futuro senza dimenticarsi il passato.
E dopo tutto questo Signore,
dagli, Te ne prego, il senso dell’umorismo,
così che viva con serietà, ma sappia
guardare se stesso senza mai prendersi
troppo sul serio.
Dagli l’umiltà che gli ricordi sempre
la semplicità della vera grandezza,
l’apertura di spirito della vera sapienza,
e la dolcezza della vera forza.
E allora io, suo padre, potrò mormorare.
“Non ho vissuto invano”.








Grande preghiera. C’è tutto quello che serve per essere e diventare uomini. Condivido tutto. Dovrebbe riorientare i cuori dei padri di oggi dirigendoli verso ciò che è bene per i propri figli.